Fischietti, ma credi che quell'ansia di accusare ancora una volta
il "capitale guerrafondaio" che traspare dal tuo "sbrigarsi, sbri-
garsi" sia forse sfuggita a qualcuno ? Ma ti rendi conto, ogni tan-
to, che parli a gente che non ha dimenticato che sotto la spolvera-
tina che vi siete dati c'e' il marchio a fuoco dell'odio verso tut-
to quel che viene da occidente ?
Credi forse che abbiamo dimenticato, che la prima e maggior ragione
di appoggio alla guerra conbtro Saddam voi radicali l'avete data
perche' non volevate riconoscere agli USA il primato che loro spetta?
E potessi davvero arruolarmi. Sapessi come mi sono sentito vecchio,
inutile e provinciale, quando le legioni americane hanno sfondato
le falangi persiane spazzandole via in mezza giornata. Come mi sono
vergognato di non essere uno di quei cittadini-soldati, che possono
essere manager e ufficiali allo stesso tempo, che hanno lasciato i
loro uffici, le loro law practices di New York, o i loro seggi di
borsa, per calzare quegli elmetti che sembrano usciti dai fregi della
colonna Traiana. Da gennaio ad aprile 1991 ho avuto uno dei dolori
piu' grandi della mia vita: sapere di essere ai margini della storia,
e per di piu' al servizio dei nemici dei miei stessi interessi, di
questo paese di canaglie comuniste e catto-comuniste. E mentre dei
giovani venuti da centinaia di piccoli villaggi sperduti nel nordame-
rica, giovani che magari non sanno nemmeno parlare bene l'inglese,
seguivano le orme dei miei padri, io, romano, colto, ricco di ricordi
e tradizioni, guardavo la mia sbiadita cartolina che mi comanda, in
caso di mobilitazione, di recarmi in una caserma in riva al Tirreno,
dove so gia' che non ci saranno elmetti per tutti, che i fucili sono
di trenta anni or sono, che c'e'un misero telefono a gettone nel cor-
tile, che le finestre nemmeno hanno i vetri, e che se si va al fuoco
si deve finalmente crepare, perche'da cento anni e passa i pressap-
pochisti come te e peggio di te governano l'organizzazione militare
nostrana.