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Radicale Partito - 29 luglio 1992
BREVE RELAZIONE SULLA SITUAZIONE POLITICO-MILITARE, ISTITUZIONALE E SOCIO-ECONOMICO DELLA SOMALIA AL LUGLIO 1992 (Starlin Abdi Arush)

1. - Situazione politico-militare.

Nel mese di aprile 1992 Siad Barre ha tentato l'ultimo assalto a Mogadiscio, portando armati fino a circa 60 Km. dalla capitale.

Il Generale Mohamed Farah Aidid, alla testa della armata posta a difesa di Mogadiscio, ha contrastato l'offensiva di Siad Barre e lo ha definitivamente sconfitto e costretto a fuggire oltre il confine con il Kenia.

La armata del Generale Aidid è composta dai combattenti che nel dicembre dell'anno 1990, provenendo per lo più dalla Regione Centrale, investirono la città di Mogadiscio conquistandola ed espellendone Siad Barre.

Nel corso dell'ultima campagna militare dell'aprile 1992 il Generale Aidid ha ottenuto l'appoggio militare e politico delle organizzazioni (S.D.M. e S.S.N.M. e S.P.M.) di tutte le popolazioni a Sud di Mogadiscio.

L'unificazione militare di queste forze ha dato luogo alla creazione del Somali Liberation Army che, sotto la direzione del Generale Aidid, controlla ora tutto il territorio somalo, con le sole eccezioni delle zone sul Mar Rosso abitate dai Migiurtini (S.S.D.F.) e dagli Isak (S.N.M.).

La etnia su cui si basò il regime di Siad Barre, quella assolutamente minoritaria dei Marehan, è attualmente confinata nella zona della cittadina di Abudwaq al confine con l'Etiopia.

Pertanto la situazione politico-militare è consolidata e descritta nelle cartine allegate; il territorio della Somalia è diviso attualmente in tre zone:

- quella sotto il controllo della S.L.A., Sq. Km. 350.000 circa;

- quella sotto il controllo della S.N.M., Sq. Km. 170.000 circa;

- e quella sotto il controllo della S.S.D.F., Sq. Km. 120.000 circa.

Nella zona controllata dal Generale Aidid, e più esattamente nel quartiere di Karan di Mogadiscio, ha autonomia anche militare il Sig. Ali Mahdi il quale ha l'appoggio armato di una parte del suo clan (Abgal), clan che abita da alcuni anni nel detto quartiere (Karan) di Mogadiscio.

2. - Situazione istituzionale.

La situazione istituzionale sarebbe del tutto semplice, qualora si prendesse atto della reale situazione venutasi a creare con la sconfitta e l'abbattimento del regime di Siad Barre.

Una complicazione puramente formale è causata dalla figura di Ali Mahdi il quale si pretende Presidente di tutta la Somalia per effetto del così detto accordo di Gibuti del 15/21 luglio 1991.

L'accordo di Gibuti in realtà non ha avuto nessuna sostanza in quanto i partecipanti a detta riunione di Gibuti non avevano effettiva rappresentanza delle popolazioni somale. I vari Osservatori presenti furono, forse, indotti in equivoco a causa del numero elevato dei partecipanti al Congresso di Gibuti, la cui maggioranza altri non era che il seguito di Ali Mahdi costituito da personaggi, pur appartenenti a diverse etnie, la cui attività politica risaliva al periodo precedente al colpo di Stato di Siad Barre e che non avevano alcun mandato da parte delle organizzazioni e dei movimenti di liberazione nazionale.

La controprova che Ali Mahdi non riveste alcun effettivo ruolo istituzionale è data dal fatto che Ali Mahdi non ha adempiuto ad alcuno dei compiti previsti dall'accordo di Gibuti.

Ed in particolare:

- non ha condotto alcuna iniziativa militare contro Siad Barre, nemmeno partecipando alla difesa di Mogadiscio;

- non ha pacificato e riunito i vari movimenti di liberazione nazionale;

- non ha costituito un Parlamento nazionale, non riuscendo nemmeno ad iniziare la riorganizzazione amministrativa di Mogadiscio.

Attualmente la figura di Ali Mahdi non corrisponde al alcuna sostanza nè istituzionale, nè politica, nè militare.

La città di Mogadiscio, il Porto, l'Aeroporto, gli Ospedali, le vie di comunicazione stradale e la struttura di ordine pubblico esistente, dipendono unicamente dal Generale Aidid. Il quale per rispetto nei confronti dei vari Paesi che hanno partecipato al Congresso di Gibuti ha lasciato al predetto Ali Mahdi la autonomia limitata al citato quartiere di Mogadiscio denominato Karan.

Intorno al quartiere di Karan ove è isolato il sig. Ali Mahdi, il Generale Aidid ha convenuto con l'O.N.U. la delimitazione di una fascia smilitarizzata definita "linea azzurra" sotto il controllo dell'O.N.U.

Il Generale Aidid è intenzionato a ricevere una Delegazione di Parlamentari Italiani e/o del Governo Italiano per poter esporre la situazione attuale della Somalia ed i programmi politici per il futuro del Paese.

Sul piano istituzionale nessun dubbio che il Generale Aidid intende proporre ai vari movimenti di liberazione nazionale la promulgazione di una nuova Costituzione Democratica e l'indizione al più presto di libera elezione di un Parlamento Democratico per l'espressione di un Governo del Paese.

L'attuale militarizzazione del Paese, che è stata necessaria per sconfiggere Siad Barre (il quale disponeva di enormi e moderni armamenti), non appare più necessaria.

Il Generale Aidid crede fermamente che il futuro della Somalia possa essere il futuro di un Paese democratico, non militarizzato, federale, con autonomie regionali e con il riconoscimento dei Diritti Umani e Civili a tutti i cittadini somali, e con la tutela di tutte le minoranze.

3. Situazione socio-economica.

L'economia della Somalia è stata messa in profondissima crisi dagli eventi militari, le truppe di Siad Barre non solo hanno intenzionalmente bombardato e distrutto le principali città del Paese (Galcaio, Dusamareb, Beletwen, Hargeisa, Burao, Chisimaio, Baidoa, Mogadiscio), ma hanno altresì messo in profonda crisi il tessuto economico rappresentato dall'allevamento del bestiame e dall'agricoltura.

Le truppe di Siad Barre, come possono testimoniare intere popolazioni somale, hanno razziato e distrutto, privando i somali allevatori del bestiame ed i somali agricoltori dei raccolti e delle riserve per le semine.

Da qui una carestia di immani dimensioni che ha portato intere popolazioni di nomadi e di agricoltori a cercare sopravvivenza nelle città per altro distrutte.

In particolare in Mogadiscio è presente una moltitudine, valutata ad oltre un milione e mezzo di disperati, senza riserve alimentari, senza abitazione e senza alcun consistente supporto medico e ospedaliero.

Folle intere di bambini organi e dispersi si aggirano per la città di Mogadiscio in cerca di sussistenza.

Talune Organizzazioni Internazionali sono presenti in Somalia come: Croce Rossa Internazionale, Medici Senza Frontiere, Save the children, S.O.S., I.M.C., C.I.S.P., Comitato Contro la fame nel mondo, W.F.L., Comitato di Solidarietà con il Popolo Somalo, Sweden Church Reliefe, ecc..

Malgrado i commendevoli sforzi di queste Organizzazioni, la Somalia ha urgentissima necessità di aiuti sia alimentari che sanitari, sopra tutto per le parti più deboli della popolazione e cioè le donne, i bambini e gli anziani.

Si confida in una ulteriore prova di amicizia e di solidarietà da parte dell'Italia che insieme agli auspicati risultati umanitari serva a ricostruire un intenso rapporto di reciproca fiducia, stima e collaborazione.

Roma, luglio 1992.

F.to: Starlin Abdi Arush

 
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