(Informazioni precedenti sull'argomento sono inserite ai testi numero 1925 del 13 agosto 92 e numero 1930 del 20 agosto 92)
I militanti radicali Cicci Torrielli e Mohamed Aden Sheikh sono da domenica 13 corrente in Addis Abeba, per organizzare ed accompagnare il ritorno ad Abud Waq dei Somali trattenuti nel campo di Negelli in Etiopia.
Seguono due documenti:
a) Appunto inviato da Emma Bonino, Presidente del Partito Radicale, al Consigliere Guicciardi del Ministero Affari Esteri in Roma;
b) lettera inviata da Cicci Torrielli e Mohamed Aden all'Ambasciatore d'Italia in Addis Abeba, Angeletti.
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APPUNTO DI EMMA BONINO PER IL CONSIGLIERE GUICCIARDI
MINISTERO AFFARI ESTERI
Signor Consigliere,
a seguito della nostra conversazione telefonica le invio un breve appunto sulla situazione in Addis Abeba - in base ad informazioni che ho ricevuto dalla dott. Torrielli e dal Dottor Aden - nonche' copia della lettera inviata dagli stessi a S.E. l'Ambasciatore Angeletti.
1) I due Radicali sono arrivati ad Addis Abeba domenica mattina con l'occorrente finanziario per l'operazione Negelli, raccolto in massima parte in Italia tramite Radio Radicale.
2) Luned́ 14 mattina sono stati a colloquio con il Consigliere dell'Ambasciata italiana, appunto per informarlo che da parte nostra "si era pronti".
3) Marted́ 15 alle ore 17 Torrielli ed Aden hanno incontrato il rappresentante della organizzazione internazionale per i rifugiati, dopo aver ottenuto il "consenso" a questo incontro da parte del Consigliere d'Ambasciata Velardi.
Il responsabile degli aiuti ai rifugiati ha detto loro di aver provveduto a far verificare la situazione a Negelli: ha confermato che effettivamente il suo incaricato ha trovato la' dei civili, in prevalenza donne e bambini, e che "se c'erano dei soldati, lui non li ha visti".
Il suddetto incaricato ha anche verificato se il gruppo vuol rimanere li' oppure no, ed ha riferito che tutti vogliono soltanto tornare in Somalia, al loro paese.
A questo punto, il responsabile degli aiuti ha detto: dunque non sono rifugiati, e quindi non ci riguardano. Se abbiamo un pezzo di pane in piu' non glie lo negheremo, ma noi non possiamo occuparci del loro problema, perche' ci occupiamo di aiuti ai rifugiati e non di altro.
Siamo cosi' tornati al punto di partenza... con un chiarimento in piu': il responsabile degli aiuti ai rifugiati dice che bisogna rivolgersi agli ORGANI COMPETENTI DEL GOVERNO ETIOPICO.
Torrielli ed Aden hanno fatto un'indagine ed hanno potuto stabilire che l'Organo competente pare essere il Ministero degli Interni, da cui dipende l' A.R.A. , che sarebbe l'Agenzia Etiopica per i rifugiati, diretta dal signor MANDHEFRU. (Credo di aver capito che la sigla significhi Aethiopian Refugee Agency o qualcosa di simile).
Torrielli ed Aden sono anche riusciti finalmente a parlare con Negelli, ed hanno chiesto dati precisi sul gruppo presente, diviso per "categorie" (bambini, donne, uomini, ex-militari ecc), nonche' sulla situazione precisa relativa ai mezzi di trasporto.
Secondo il consiglio delle persone con cui hanno parlato i nostri due compagni a tutti i livelli, bisognerebbe che l'Ambasciatore italiano in Addis incontrasse il Ministro degli Interni etiopico per informarlo che le verifiche sono state fatte, e che si tratta effettivamente di una operazione umanitaria come puo' confermare anche la persona incaricata (e il Consigliere Velardi lo sa) di fare le verifiche; sicche' tutte le richieste del governo Etiopico - coś come a me riferite dall'Ambasciatore a Roma - sono state esaudite.
Grazie dell'attenzione.
Spero di sentirla presto.
Emma Bonino
Post Scriptum:
L'appunto è sgrammaticato. Me ne scusi, sono un p̣ "di corsa".
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LETTERA INDIRIZZATA ALL'AMBASCIATORE d'ITALIA in ADDIS ABEBA
DA CICCI TORRIELLI E MOHAMED ADEN SHEIKH
Eccellenza,
ci dispiace molto importunarla in questo momento in cui Lei e' appena tornato in Ambasciata, ma ricordando la sua disponibilita' e la sua simpatia per le questioni somale, in quel breve incontro che avemmo nel mese di agosto, ne approfittiamo per esporle l'impegno umanitario per cui siamo tornati e per il quale chiediamo la sua autorevole assistenza.
Non intendiamo tediarla con la cronologia del caso dei Somali di Negelli, anche se occorrerebbe chiarire qualche punto di informazione non concorde sulla natura dell'operazione che intendiamo svolgere, sullo stato ed entita' della gente deportata a Negelli e sulle misure piu' opportune da prendere: ma ci sembra quanto mai importante che lei apprenda direttamente anche da noi alcuni dettagli del caso.
I dati a nostra disposizione sono i seguenti:
1.- La popolazione fermata e tuttora presente a Negelli e' di circa mille persone, suddivise nel seguente modo: 30 per cento bambini, 40 per cento donne, 30 per cento uomini, dei quali soltanto 6 (ripetiamo soltanto sei) sono ex-militari.
2.- E' un gruppo che non ha mai chiesto di essere considerato "rifugiati", ne' intende farlo.
3.- Oggi sono accampati, ormai da cinque mesi, su una radura spoglia di ogni riparo e, per quanto ne sappiamo, con pochissima assistenza in ogni senso.
4.- La loro intenzione primitiva, e su cui ancora insistono, e' quella di recarsi nel loro habitat ancestrale (area di Abud Waq, nella zona centrale della Somalia) dove sarebbero accolti e curati dai propri parenti cola' residenti.
5.- Malgrado siano in corso battaglie fratricide in alcune regioni della Somalia, ci consta che nell'area dove essi vogliono recarsi non ve n'e' nessuna; anzi, risulta essere il luogo dove potrebbero sopravvivere fino alla pacificazione della Somalia.
6.- Come e' sicuramente a sua conoscenza, il Governo italiano -su segnalazione del Partito Radicale- si e' interessato attivamente del caso, avvertendo anche la sua Ambasciata la quale ha fatto considerevoli sforzi per sbloccare la situazione. Tuttavia i risultati raggiunti finora non sembrano soddisfacenti, dal momento che le decisioni al riguardo sono state demandate alla UNHCR, un Organo che finora era estraneo alla natura della questione, ed e' stato chiamato in causa dalle Autorita' etiopiche per trovare una via d'uscita.
Dal momento che il Governo etiopico, nella persona del suo Presidente Meles Zinawi, ha piu' volte dichiarato che -stante la situazione attuale- quei Somali che trapassano il confine etiopico non devono essere considerati alla stregua di un qualunque straniero che deve esibire il visto d'entrata, ma devono essere trattati con tutta l'assistenza possibile fino alla cessazione delle ostilita' nel loro Paese, non si vede perche' questa disposizione non debba essere applicata anche a questo Gruppo di persone: tanto piu' che il nucleo di ex-militari che li accompagnava e' stato disarmato fin dal 15 aprile scorso, (allorche' questi Somali sono stati portati contro la loro volonta' a Negelli) e di tale nucleo non rimane adesso che un numero esiguo.
7.- Poiche' fin dall'inizio il nostro obiettivo era finalizzato ad una azione umanitaria - e vogliamo che rimanga in questo ambito- sollecitiamo il suo autorevole intervento perche' qusta situazione abbastanza anomala venga risolta in modo pragmatico e veloce, e non continui ad essere il nodo di una ridda di opinioni e competenze, il cui unico risultato sarebbe un continuo rinvio e l'ulteriore perdita di vite umane. Per evitare questo noi ci siamo mobilitati, e speriamo -con il suo aiuto- di portare a termine questa piccola, piccolissima azione umanitaria.
La ringraziamo in anticipo per tutto cio' che potra' fare e siamo a sua disposizione per ogni ulteriore comunicazione o chiarimento.
Con stima, F. Torrielli - Mohamed Aden Sheikh
P.S.
Questo pomeriggio, verso le 17 p.m., siamo stati ricevuti dal rappresentante dell'UNHCR, il quale ci ha gentilmente ma con fermezza dichiarato che la sua organizzazione non puo' muoversi senza una richiesta del Governo etiopico, suggerendoci che l'Organo a cui bisogna rivolgersi potrebbe essere l'A.R.A., e quindi il Ministero degli Interni.
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LEGENDA:
U.N.H.C.R. - United Nations High Commissariat for Refugees
A.R.A. - Aethiopian Refugee Agency
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ULTIME NOTIZIE
Questa mattina c'e' stato uno scambio di telefonate tra Emma Bonino ed il Consigliere Guicciardi, nonche' -in seguito a tali colloqui ed alle informazioni che abbiamo fornito al Ministero degli Affari Esteri- tra il Consigliere Guicciardi e l'Ambasciata italiana in Addis Abeba.
In tarda mattinata il Consigliere Guicciardi ha confermato ad Emma Bonino di aver dato disposizioni perche' il personale dell'Ambasciata fornisca il massimo appoggio possibile ai compagni Aden e Torrielli nelle trattative col Governo etiopico per l'ottenimento della scorta di protezione necessaria al convoglio.
Ho comunicato queste notizie ai compagni, che contatteranno l'Ambasciata.
Giunge notizia che i Somali del campo "Negelli-uno", avendo saputo del ritorno dei nostri due compagni in Etiopia, li stanno aspettando. La notte scorsa hanno trovato la forza di radunarsi per cantare la loro speranza, la loro attesa, la loro gratitudine.
Restiamo in attesa di altre notizie, che verranno prontamente riferite.