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Conferenza Partito radicale
Arconti Laura - 18 settembre 1992
OPERAZIONE "NEGELLI-UNO" - Aggiornamento notizie
(precedenti sull'argomento: n.1925, n.1930, n.1977)

I militanti radicali Mohamed Aden Sheikh e Cicci Torrielli mi comunicano da Addis Abeba:

Abbiamo avuto un incontro con l'Ambasciatore d'Italia Angeletti, che ci ha trattenuti a colloquio per due ore e mezza, con grande disponibilita' e collaborazione.

Dopo averci esposto le informazioni a sua disposizione, ci ha detto di aver mandato un suo incaricato a parlare col responsabile dell'A.R.A. (Agenzia Etiopica per i Rifugiati); la risposta di tale Organismo, riferita all'Ambasciatore, e' stata la seguente: la questione e' di natura politica, e pertanto bisogna rivolgersi al Dipartimento Affari Africani del Ministero degli Esteri (come se il nostro Ambasciatore non facesse parte, appunto, di tale Ministero !).

In nostra presenza, l'Ambasciatore Angeletti ha telefonato al Ministero ed ha parlato con il Consigliere Guicciardi, al quale ha proposto due ipotesi alternative:

A) che l'Italia si prenda carico politicamente dell'iniziativa umanitaria, allo scopo di ottenere l'O.K. del Governo etiopico, ed in tal caso l'Ambasciatore metterebbe a disposizione alcuni mezzi ed alcuni elementi del personale della Cooperazione per assisterci nell'operazione;

B) che il governo italiano chieda al Comitato Internazionale della Croce Rossa (nella persona del suo responsabile a Ginevra dottor Sommaruga) di assumere il patrocinio dell'operazione allo scopo di ottenere il consenso del Governo Etiopico, garantendo peraltro tutta la logistica necessaria.

Il Consigliere Guicciardi e l'Ambasciatore Angeletti si sono accordati per portare queste due alternative a conoscenza dei responsabili politici del Ministero: restiamo dunque in attesa dei risultati di ulteriori contatti fra loro.

L'Ambasciatore Angeletti ha accennato con noi al fatto che gli Etiopici sembrano essere molto preoccupati di un supposto dissenso, da parte di fazioni somale qui presenti, sul tema del ritorno in patria dei Somali di Negelli. In risposta a questo, noi siamo stati in grado di consegnargli la copia -che avevamo con noi- di una lettera indirizzata fin dal giugno scorso al Ministero degli Esteri Etiopico in Addis Ababa dai rappresentanti di tali fazioni, e da loro concordemente firmata, in cui si chiedevano le stesse cose che noi chiediamo: che i Somali di Negelli vengano lasciati liberi di tornare in Somalia, e che il loro viaggio venga protetto da una scorta di difesa.

Nell'attesa degli sviluppi della situazione, l'Ambasciatore ci ha congedati promettendo di adoperarsi con noi in incontri informali coi responsabili etiopici, nel tentativo di appianare tutte le difficolta' politico-diplomatiche connesse a questa intricata questione.

Da tutto quanto sopra si puo' vedere la disponibilita', la cordialita' e la attiva collaborazione che abbiamo avuto da parte dell'Ambasciatore Angeletti, al quale - dopo tanta indifferenza che abbiamo incontrato qui - va tutta la nostra gratitudine.

 
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