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Conferenza Partito radicale
Ottoni Sandro - 21 settembre 1992
Riporto di seguito due documenti sulla condizione degli omosessuali in Croazia. Il primo è un articolo pubblicato su un settimanale nazionale, il secondo è una lettera, in inglese, rivolta alle organizzazioni gay internazionali. Per contatti diretti è possibile telefonare alla sede radicale di Zagabria dalle 12 alle 14, chiedendo di Amir, che parla inglese.
TEL. 0038.41.431989-426746

da NEDJELJNA DALMACIJA 26.08.92

RAPPORTO SULLA OMOSESSUALITA' MASCHILE E FEMMINILE

"ANCHE IN CROAZIA CI SONO GLI OMOSESSUALI"

Con questo documento intendiamo presentare alcuni aspetti della vita delle lesbiche e gay in Croazia.

Abbiamo cominciato a lavorare pubblicamente tramite il PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE sotto il nome "LESBIAN AND GAY-MEN ACTION" (LIGMA). Intendiamo far sapere che esistiamo nella società croata che chiediamo che l'omosessualità sia accettata come una forma della espressione della natura umana.

Questo documento è il nostro S.O.S. di carattere politico e umano. Non ci interessa solamente il riconoscimento pubblico ma anche l'interessamento di organizzazioni internazionali quali ad es. Amnesty international, ILGA (International Lesbian and Gay Alliance), di opinionisti, personalità politiche, ecc.

Lesbiche e gay in Croazia vivono in una condizione di isolamento, respinti dalla società omofobica. Nei mezzi di informazione e nell' editoria non si trovano informazioni sulla omosessualità. Né vi è attenzione nella vita sociale per coloro il cui istinto sessuale è indirizzato sul proprio sesso. Piuttosto vi è disprezzo per la loro sessualità e limitazione della realizzazione di se come esseri sessuali.

Numerose lesbiche e gay sarebbero più attivi nell'ambiente sociale se fossero più liberi nell'esprimere e nel soddisfare le loro esigenze amoroso-sessuali. Ma, accettando una posizione marginale, non solo vengono isolati nella società, ma persino tra di loro.

Se vogliamo un appoggio per la nostra attività, dobbiamo informare il pubblico dei nostri obiettivi, azioni e ragioni per quelle azioni. Ma questo non sembra possibile proprio a causa della durezza dell'opinione pubblica e del Governo croato. C'è tanta gente che vuole vivere al di là del controllo sociale, senza pressione sociale, in una società senza discriminazioni.

Il numero delle lesbiche e gay che combattono contro la discriminazione sarebbe più grande se loro potessero intervenire nei mass media (TV, radio, riviste). Ma noi viviamo in un ambiente sociale in cui ufficialmente, e anche nella coscienza dei molti, da anni, la sessualità è stata denigrata e messa alla berlina, o attaccata in quanto tale. Le reazioni della gente omofobica spesso provocano la repressione psichica e fisica sulle lesbiche e gay, che sono costretti a nascondersi per proteggersi dall' intolleranza. Anche molte lesbiche e gay hanno un atteggiamento negativo sulla propria sessualità perché sono educati che quella è una cosa inspiegabile, falotica. L' opinione pubblica croata sulla sessualità ha una visione superficiale o non l' ha assolutamente.

Vogliamo uscire fuori dall' anonimia, e mostrare che anche i gay e le lesbiche fanno parte dei cittadini croati e che vogliamo batterci per una posizione civile come in ogni società democratica. E' l' ora che ciascuno in Croazia, e così anche un omosessuale, scelga da solo le priorità nella sua vita, e non che qualcun'altro gliele imponga.

I diritti umani e le libertà elementari devono essere date ad ogni essere umano dalla nascita, non si possono togliere e devono essere garantite con tutte le leggi, la loro difesa è uno dei primi impegni di qualsiasi governo democratico.

La legge penale della Repubblica di Croazia riconosce la non punibilità dell'omosessualità, nel caso di rapporti tra maggiorenni.

Ma un'aggressione ad un omosessuale diventa in pratica arbitrio di singoli individui. Infatti nella maggioranza dei casi, quando la vittima è un omosessuale, la polizia o non fa niente o lo disprezza, e per la vittima la cosa migliore è di evitare la denuncia. Ancora: dichiararsi pubblicamente come omosessuale significa perdere il posto di lavoro, lo status, e trovarsi nei guai. A Zagabria, una città in cui vivono circa un milione di abitanti, non è di fatto consentito un ritrovo pubblico dove la popolazione omosessuale possa incontrarsi, Né discoteche, Né bar, Né tantomeno istituzioni. Rimangono soltanto i posti di tipo standard (stazioni, parchi, cinema con repertorio erotico ecc.).

La posizione delle lesbiche nella società croata è peggiore, e proviene dal ruolo irrilevante che viene attribuito alle donne nella vita politica e pubblica. L' omosessualità femminile è marcata diversamente da quella maschile: essa è considerata come una verità pericolosa, talmente pericolosa che si deve reputare come non esistente. Infatti, per una società di ideologia conservatrice-religiosa, il lesbismo rappresenta turbamento della sicurezza maschile e dell' ordine divino nel mondo, secondo il quale la natura femminile si fonda sul ruolo domestico, sui rapporti sentimentali ai fini della famiglia e della casa. Il corpo femminile, secondo l' interpretazione del potere, è la base della riproduzione della nazione. Questo viene presentato come destino, specialmente in questi momenti di crisi di guerra. Una croata - secondo l'opinione dei "grandi croati"- dovrebbe partorire al minimo da tre a cinque bambini per adempire al proprio dovere di patriota. Dunque quando le lesbiche si presentano pubblicamente, le d

iscriminazioni nei loro confronti sono più gravi che per gli omosessuali.

Le informazioni sull'AIDS sono dedicate soltanto agli eterosessuali. Chiediamo che si pubblichino manifestini e opuscoli per le lesbiche e gay. La società croata si difende contro l'AIDS ignorando le categorie a rischio. Evidentemente è meglio la malattia e la morte che lo scandolo secondo i difensori dell'ordine morale. Anche la TV ignora il problema e non si vedono video efficaci e utili che, promovendo il sesso sicuro, mostrino l'importanza dell'uso dei preservativi nei contatti coi partner occasionali. Questo significa che abbiamo già accettato la malattia pericolosa, che, naturalmente riguarda "altri", o paghiamo la quota ai nuovi moralisti ?

La Croazia, confrontando i dati che si riferiscono agli altri paesi europei si trova in una posizione relativamente buona.

Ma in questo momento (a causa della guerra, con aumento di prostituzione e trasfusioni, ndt.) il silenzio sull'AIDS è quanto mai pericoloso.

Una campagna aggressiva e sistematica di azioni preventive contro l'AIDS in occidente ha portato dei risultati, tra l'altro si è diminuito il numero dei malati di AIDS nella popolazione omosessuale, dove l'uso dei preservativi e altri modi di prevenzione sono diventati la regola d'oro nella vita comune.

LIGMA si batte per la tolleranza che è elemento necessario di ogni paese democratico. La tolleranza è una specifica piccola ma c'è una più grande che è la giustizia o la parità dei diritti sociali (...)

Per la grande influenza del cristianesimo e della Chiesa e per la crescita della cosiddetta "falsa morale" la posizione dei gruppi marginali è peggiorata. L' intolleranza è una reazione al proprio sentimento di debolezza, di mancanza di sicurezza e dipendenza. Questi sentimenti si nascondono con l'aggressione verso gli altri e togliendo loro i diritti che si rivendicano per sé. In nome dei valori di questa morale contestano agli altri, lesbiche e gay in questo caso, il diritto alla propria. Per le strutture politiche più importanti della Croazia l'unica cosa significativa è conquistare lo stato, la lotta per il potere, e non la lotta per i diritti.

LIGMA si batte per questi. Non combattiamo contro la Croazia ma per una Croazia democratica ed europea, che dovrà accettare gli omosessuali per far parte dell'Europa democratica.

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Dear Friends,

Greetings from Croatia. We would like to introduce ourselves to you as an informal organization seeking help from the western world. We would like to function as a Croatian center for AID's information and education, conseling, protection of lesbian and gay rights; and liaison work between western groups and Croatia concerning all aspects of law and freedom of sexual expression. We are presently working under the auspices of the Transnational Radical Party because they have provided us with the

organizational structure to begin, i.e. usage of computer, fax, telephone, address, ect.

On August 1, 1992, Our acting co-directors will be attending the IGLYO (International Gay Lesbian Youth Organization) congres in Bratislav. We see this as a first step in informing other groups that we exist. We plan to learn from this experience and to share our experiences as homosexuals on a new democratic country which still has many communist inflances.

We do not know how to go about officially organizing our group and we see this conference as a learning opportunity. We hope to return from Bratislav with many ideas. However, we still need your help. So that you can help us you need to understand the situation in which lesbians and gay men live in Croatia.

We live in a culture where homosexuality has been slandered even officialy. This has beaten homophobia into the subconscious of the mayority of Croatians such that homosexuality is an issue of shame and there fore easily attacked. The raction of homophobies is often only verbal harassment, however this many times leads to physical violence. This, of course, has influenced closet homosexuals to stay there, and others to hide what they are not ashamed of. One young man who at the age of twenty-seven, still has not told his family or friends and has been in arelation ship, living with his husband. They were married in Amsterdam, and his husband in Croatia both must Keep quiet.

Many homosexuals in Croatia have a negative view of their own sexual identites because they have never had positive reinforcement from family, friends, the media, or even other homosexuals. Croatians have heard their entiere lives about the worthlessness of homosexuals not only on the streets, but in school and at home.

The Croatian publics has a surface view of the realites of homosexuality or no view at all, and only when the public begins to get to know homosexuality can their views be deepend or changed. This Change is necessary if Croatian wishes to be a free, democratic country in which the individual rights of its citizens have value. Only in this environment can homosexuality be seen as, if not natural, an expression of freedom and inner truth.

We want to collectives come out of the proverbial closet and prove that lesbian and gay men are also citizen of Croatia. We want to be granted the freedom to fight four our status as full citizens in our new democratic country. We have already fought for our homehand in the war and yet this does not quarantee our freedom as it does other citizens. Now is the time for all Croatians including homosexuals, to prioritize their lives for them. There is a lot of pressure on Croatians to be good Catholics and officialy the church is one of the greatest excuses for diskrimination against homosexuals. We do not care if people do not like homosexuality or homosexuals, that is their right, but we expet to have the same freedoms as any other Croatians.

Human right and fundamental freedom are received by all citizens of free countres at birth. These rights and freedoms are inarguable and guaranteed by the laws and constitutions of these countrs. The protections and advancement of these rights and freedoms are one of the highest precedences of the goverment. The law in Croatia acknowledges homosexuality and does not consider homosexual relations as criminal for consenting acluts. However, the courts and law enforcement officials do not hold up the law. In most cases of discrimination against homosexuals, the police either do nothing or harass the victims themselves. One young man was approached by a black mailer in a publiz park. The man's documents were taken and would bereturned for the price of 200 DM (two months salary). The yong man went to the police and the criminal was caught. He was not prosecuted even though he had an extensive record of blackmailing homosexuals for sex and money. in order to be prosecuted the young man would have to press char

ges and the police said that if it was found out that he is gay, then be would also be prosecuted.

In Croatia coming out of the closet has meant losing your job or worse. People do not know the conseguences now because of the instability of the new government and their ties to the Roman Catholic church. The government wants to make abortion illegal so there fore we belive we know their reactions to public demonstration of homosexuality. One gay man who worked for years on the radio went public about his sexual identiyty after the government changed and immediately lost his job.

Zagreb is the capital of Croatia and has approximately one milion

(1. 000. 000) inhabritiants. If is Croatia's only metropolis and yet there is not one respectful openly gay or lesbian meeting place.

These problems we have the task of funding programs we wish to start such as AIDs education and a condom dispensary. We do not even know how to go about organzing these actions.

There are gays and lesbians willing to open gay bars and discos, bat not only financial problems are present. Without forming a joint venture or opening a franchise of a forecin gay club, it is politically inpossibile.

We also do not know how to go about getling people to join our organization. Only in nambers can we accomplizh anything yet because of fear, croatians would not join without some foreing involvement or cooperation with a foreing group similiar to the type of group we want to form.

Please contact us as soon as possible in care of the Radical Party Transnational in Zagreb. If you have any questions please feel free to write or fax us or on same conference in Bratislav.

Thank You for Your assistance and care.

(sincerely)

AMIR and ANDREA

AMIR HANUSIC acting co-director

ANDREA SPEHAR acting co-director

LIGMA

Radical Party (Transnational)

Radiceva 15

41 000 ZAGREB Croatia

tel: 041/431 989

tel/fax 041/ 426 746

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