(precedenti sull'argomento: n.1925, 1930, 1977, 1981, 1986)
Nella giornata di oggi il fronte delle operazioni si e' spostato a Roma: la Presidente Emma Bonino ha nuovamente sollecitato gli Organi ministeriali, ed io ho avuto un lungo colloquio col dottor Emilio TOTARO, responsabile del CENTRO INTERNAZIONALE DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO, O.N.G. che opera in Africa, prevalentemente nel settore dell'assistenza sanitaria e degli interventi di emergenza.
Col dottor Totaro abbiamo convenuto che occorre dirimere una volta per tutte la questione delle informazioni contrastanti sulla effettiva composizione del gruppo di cui stiamo occupandoci, visto che il Governo etiopico non accetta per buono il rapporto dell'organizzazione internazionale per l'assistenza ai rifugiati, sicche' da ogni parte rimbalzano, anziche' risposte concrete, sospetti cervellotici e dubbi assurdi di ogni genere.
In mia presenza Totaro ha telefonato in Addis Abeba ed ha parlato con la Dottoressa Danny LEONE che dirige lo staff locale del CICS, impartendole le seguenti disposizioni:
A) - Il dottor Bozzo partira' immediatamente per Negelli con un altro medico, portando con se' soccorsi alimentari e farmaci di prima assistenza.
B) - I due sanitari presteranno le prime cure ai malati e faranno una accurata rilevazione delle caratteristiche demografiche del gruppo, verificando con precisione quanti bambini, quante donne, quanti uomini sono presenti nel campo di Negelli, e controllando le condizioni di salute della maggioranza dei soggetti.
C) - Di tutto quanto sopra i due Medici daranno immediato rapporto in sede, affinche' la dott. Leone possa fornire all'A.R.A. e al Ministro degli Interni etiopico le richieste garanzie, allo scopo di ottenere il nulla-osta alla partenza del gruppo.
Dopo tutte le trattative esasperanti degli ultimi dieci giorni, che abbiamo vissuto con la sensazione di aggirarci in un labirinto senza uscita, non so davvero se abbiamo finalmente trovato la via per riportare a casa quei disperati di Negelli.
Tuttavia una cosa la so, con certezza: entro 48 ore al massimo, saranno fra loro due medici, con il materiale sanitario e un po' di cibo, per portare un primo soccorso.
Questo sara' gia' uno spiraglio di luce, per coloro che da sei mesi si sentivano abbandonati e dimenticati da tutti.