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Conferenza Partito radicale
Boselli Michele - 26 settembre 1992
ROMANIA: LA META DEL PARTITO RADICALE

di A. Aitonea

Bucarest - Spionaj si Contraspionaj, 17 settembre 1992

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Terzo ma certamente non ultimo episodio della campagna diffamatoria nei confronti del Partito radicale ad opera del sedicente settimanale "Spionaj si Contraspionaj", questo "articolo" si sofferma sulle attivita' eversive perpetuate dai perfidi sigg. Olivier Dupuis e Massimo Lensi, note spie magiare a capo della filiale rumena della societa' segreta PRT, per attentare alla sicurezza ed integrita' territoriale del Paese.

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Sono un rumeno - ex membro del PRT - che, dopo lo smascheramento fatto dalla rivista "Spionaggio e Controspionaggio" e dopo le proprie constatazioni vuole richiamare l'attenzione pubblica - a cominciare delle autorita' ufficiali chiamate a difendere la sicurezza e l'integrita' della Romania - sui seguenti fatti: il documentario rigorosamente pubblicato da "Spionaj si Controspionaj" sorprende in modo fedele il carattere sovversivo anti-romeno e pro-magiaro di questo partito-loggia masonica. E appunto questo fatto ha determinato una reazione violenta della direzione del PRT, specialmente della spia magiaro-occidentale OLivier Dupuis il quale teme che, se gli smascheramenti continuano, le opportunita' di ufficializzare ed estendere l'attivita' radicale-trasnazionale in Romania potrebbero essere seriamente diminuite.

Preoccupata dalle diserzioni dal PRT registrate nell'ultimo periodo in seguito allo smascheramento, la direzione di Budapest di questo partito ha deciso di intensificare i contatti di "lavoro" per scoraggiare le dimissioni e per raddrizzare la situazione creatasi. Per sostenere questa azione si e' attivata anche la centrale PRT di Roma, che nel mese di agosto ha mandato a Bucarest Massimo Lensi con l'incarico di contattare alcuni rumeni basilari che istruira' per metterli a lavorare piu' seriamente. Tra le persone contattate ci sono state: Stan Constantin attivista PRT, Mihai Romanciuc membro della direzione della filiale di Bucarest del PRT, Sever Avram giornalista presso "La gioventu' libera", Alin Alexandru dell' "Expres". Se dovessi credere a quello che mi hanno confidato Olivier Dupuis ed alcuni di loro, questi sono retribuiti con somme in valute e usufruiscono di viaggi gratuiti, in Romania e all'estero, nell'interesse del PRT

O Dupuis ha chiesto - direttamente e tramite Massimo Lensi - ai membri della direzione della filiale bucarestina di intraprendere le azioni seguenti:

- cogliere informazioni riguardanti l'evoluzione della campagna elettorale, specialmente sui giochi politici di retroscena;

- ottenere e implementare sul computer della sede PRT in via Beldiman, 1 - un appartamento affittato con un'altro pretesto da una persona privata - dati concernenti i candidati alle elezioni e i parlamentari che saranno eletti;

- contattare tutti i membri romeni del PRT e chiarire la loro situazione, l'attitudine attuale verso il PRT e se si candideranno per il parlamento;

- contattare i leader dei partiti politici per raccogliere nuovi membri o per continuare l'attivita radicale. Possiamo ricordare il contatto con il sig. Otto Weber e con Gheorghi Nicolae e Burtea Vasile, quest'ultimi della direzione della Federazione Etnica dei Rom. In occasione delle discussioni avute, Massimo Lensi ha precisato che si fara' attenzione alla situazione politico-economica dei rom per conoscere e far uso della loro scontentezza, con il motivo dell'immaginaria mancanza di diritti di questa etnia.

Tra i capi radicali, la figura piu' preoccupata della Romania - cosi' come dell'Albania - e' rimasta Olivier Dupuis. Malgrado i frequenti viaggi di quest'estate nelle zone calde della ex-Iugoslavia, egli ha trovato il tempo per dare impulso all'attivita' radicale nella Romania. Attualmente e' molto preoccupato di conoscere le reazioni rumene, incluse quelle della stampa, circa il congresso mondiale dei magiari, il congresso dei magiari transilvani e la conferenza europea dei rom che si e' svolta a Budapest; il modo in cui e' guardata l'attivita' della fondazione Soros; gli attacchi contro il PRT e i suoi membri, con una speciale attenzione alla rivista "Spionaj si Controspionaj".

A dispetto degli smascheramenti della stampa, Olivier Dupuis continua ad avere in Romania qualche persona fedele. Tra di queste si fa notare per il suo zelo e lealta' Stan Constantin, un giovane bucarestino figlio di una magiara che ha lavorato presso una pubblicazione. Federalista convinto e amante di azioni anarchiche, Stan Constantin ha partecipato in modo attivo alla" Golaniada" sulla piazza dell'universita', cosi come alle azioni devastatrici del giugno 1990, dopo di che e' fuggito a Budapest. Li' e' stato "istruito" da Olivier Dupuis e da altri che spalancano gli occhi avidi verso la Transilvania, dopo di che e' stato mandato di nuovo a Bucarest, dove e' stato imposto nella direzione della filiale PRT e stipendiato con 125 dollari al mese. Se li merita, il ragazzo, perche' e' diligente; percorre la strada fino su al parlamento per trasmettere a Erno Borbely, Vasile Diacon e ad altri membri "del gruppo radicale" i pensieri per bene di O.Dupuis.

Tra "i problemi radicali" che non sono stati trattati nel suo documentario, mi fermerei sulla collaborazione anti-romena, federalista e pro-magiara del PRT con la fondazione Soros. Non mi riferisco al fatto che tutte e due le organizzazioni sovversive seguono le stesse mete, ma alla loro collaborazione effettiva in quanto ad azioni e persone. Una di queste allude al giornalista Sever Avram, membro del PRT dal 1991. Recentemente egli e' stato trasferito al giornale "La gioventu' libera" per essere poi "istruito", "radicalizzato" per piacere ai suoi superiori. Per tale scopo la fondazione Soros, su proposta del PRT gli ha offerto una borsa di studio di nove mesi in occidente. Alla fine di agosto egli ha ricevuto la valuta accordata da Soros, la partenza per "l'istruzione" essendo stabilita per il 5 settembre.

La maggiore preoccupazione di oggi della filiale di Romania del PRT sono le elezioni che si avvicinano. I "galoppini" radicali dovranno stabilire in modo operativo quanti radicali sono rimasti ancora nel parlamento e determinare quelli rimasti a continuare la loro attivita' nell'ambito di questa societa' segreta, essendo accettata pure la posibilita' di assicurare la discrezione necessaria. Parallelamente essi si chiariranno sulla possibilita' di attrarre nuovi deputati al PRT, per rifare "il gruppo parlamentare radicale" che potrebbe essere (comunque cosi' si desidera) il piu' numeroso gruppo della camera dei deputati; sono preconizzati tentativi di reclutamento di membri anche tra i senatori. E, per non perdere quelli che non sono stati piu' eletti nel parlamento, essi saranno contattati e impegnati in varie attivita' radicali, nel quadro della estensione della attivita' del PRT fuori del parlamento.

Piani grandi e perfidi, non so perche' - forse perche sono troppo lasciati liberi di fare di testa loro - siccome le autorita' e il parlamento stesso e i partiti politici sottostimano il pericolo che rappresenta il PRT; il che facilita la continuazione e pure l'estensione dell'attivita' di questa societa' segreta anti-romena in Romania. Sullo sfondo di questa indifferenza, che avra' delle conseguenze gravi, il PRT pianifica di insistere perche' sia approvato il carattere ufficiale della sua attivita' in Romania. Arriveremo forse fino a quel punto li ?

N.R. Apprezziamo il contributo del sig. Aitonean all'informazione dei lettori e delle autorita', in quanto al pericolo reale che l'attivita del PRT costituisce per la Romania e, di conseguenza, pubblichiamo integralmente i dati ricevuti. Data la gravita' di questo problema e' da desiderare che il sig. Aitonean e altri lettori ci mandino nuovi dati riguardanti l'attivita ufficiale o clandestina del PRT contro la Romania, dati che faremo immediatamente pubblici.

In quanto al nuovo parlamento, vogliamo credere che magari adesso esistano la ragione e la dignita' necessarie per non permettere che in seno al potere di stato rumeno si ripari una societa' segreta straniera che agisce accanto ai nemici dichiarati, contro la sovranita' e integrita' territoriale della Romania.

 
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