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Conferenza Partito radicale
Dentamaro Gaetano - 30 settembre 1992
Non ci siamo capiti...

O non ci siamo spiegati.

Da A.Salvidio (che invia anche a me la sua circolare nella quale definisce Pannella "sparatrappo del regime") a tanti altri, forse non ci siamo capiti, o non ci siamo spiegati. Io comunque ci riprovo, nella mia qualità di semplice associato al "Club Marco Pannella".

Chi ha visto la conferenza stampa elettorale in Rai di Marco Pannella nel marzo scorso, ricorderà che Pannella espresse due concetti molto semplici e precisi:

1) La crisi economica del nostro paese è di una gravità assoluta: siamo in piena bancarotta fraudolenta;

2) Il ripianamento del deficit comporterà "lacrime e stridore di denti", e sarà, per forza di cose, a carico e sotto la responsabilità dei percettori di redditi da lavoro dipendente e di tutti gli altri che, essendo "piccoli", non hanno la possibilità di frodare il fisco.

Punto primo. Che si tratti di bancarotta fraudolenta, lo possiamo esemplificare in una semplice battuta: come Ministro delle Finanze, siede nel Consiglio un personaggio che è esso stesso implicato in un crack bancario: l'onorevole Goria Giovanni da Asti. Ma nella bancarotta sono implicati tanto i partiti di governo quanto quelli dell'opposizione, PDS già PCI in testa: questo lo sta dimostrando con prove l'incchiesta sulle tangenti a Milano, soprattutto per quel troncone che indaga sulla bretella ferroviaria e gli appalti della metropolitana. Il PCI non ha "rubato" quanto i partiti del governo, e forse in misura meno che proporzionale rispetto al suo potere e alla sua forza numerica, ma è stato uno degli attori nel teatro del consociativismo. Organizzare il consenso (e il dissenso) per partecipare alla grande spartizione. A proposito: PDS, e men che meno Rifondazione Comunista, non aderiscono e non parteciperanno alla MARCIA CONTRO LA MAFIA RADIOTELEVISIVA, pare principalmente perché non sono d'accordo con l

'obiettivo "massimalista" di commissariamento della RAI-Tv. Ovvero: protesta sì, ma se c'è il rischio concreto di mollare la poltrona, meglio defilarsi.

Punto secondo. I costi del dissesto economico e finanziario non possono che essere pagati dai soliti contribuenti perché -come ha denunciato appunto Pannella- l'amministrazione, l'erario, non sono attrezzati per fare altro: basti pensare al fatto che in Italia praticamente il catasto non esiste, per rendersi conto della giustezza delle argomentazioni del sopracitato Goria, che ammonisce: "Si guardino bene gli italiani dal non pagare l'ICI, perché oggi non possiamo controllare, ma in futuro probabilmente sì, e siccome gli immobili sono immobili...". Ebbene, se è vero come è vero che gli attuali esponenti della trimurti sindacale raccolgono oggi nelle piazze quello che hanno seminato, è anche vero che sono gli stessi lavoratori ad aver consentito al sindacato di essere quello che è: attraverso la delega divenuta permanente, si sono garantiti un considerevole risparmio di energie (perché la democrazia costa, fatica e soldi) che non potranno incassare.

Quindi il problema si riconduce integralmente a quello della volontà politica. Cosa diremo agli operai, chiede D.Pezzilli. Coraggio, cari compagni, perché è tornato il tempo nel quale saremo nuovamente coperti di sputi, ma non possiamo fare altro che ripetere agli operai, ai lavoratori dipendenti e a tutti, uno stesso ragionamento che abbiamo fatto per anni, e che potremmo ridurre al proverbio: "Medico pietoso fa piaga verminosa". Medici pietosi sono stati i sindacalisti, i politici irresponsabili della cosiddetta sinistra, tutti quelli che non si sono vergognati o sentiti ridicoli nel pronunciare anche loro l'espressione "AZIENDA ITALIA".

Per raddrizzare l'economia, bisogna raddrizzare e cambiare la politica. Integralmente e alla radice. Va ridiscussa tutta la questione della rappresentanza, a tutti i livelli. Bisogna cambiare il sistema elettorale, perché la politica comincia da lì. Per questo diciamo: UNINOMINALE! Le vere riforme possono partire solo così. Chi (A.Salvidio giusto per fare un esempio) preconizza un semplice "Tanto peggio tanto meglio", o è un irresponsabile (Pannella direbbe "sfascista": un'espressione sua che hanno poi copiato in tanti, da Occhetto a Forlani), o è un lupo che si copre di pelle d'agnello. E nel caso del personaggio in questione (Salvidio), forse tutte e due le cose.

Cordiali saluti a tutti.

Ps. Lettura consigliata: un libello della metà del secolo scorso: "La democrazia in America", del Signor Alexis de Tocqueville.

 
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