Mesi fa vado a trovare Bruno Zevi. Suono il campanello, non c'è risposta. Vedo che il cancello è semiaperto, lo spingo ed entro. Arrivo alla porta, anch'essa semiaperta. Busso con le nocche, suono il campanello, silenzio. Spingo con circospezione anche quella. Arrivo alla porta, semiaperta, del suo studio e busso leggermente.
"Avanti!
-Buon giorno, Professore, come sta? Ma lo sa che ho trovato tutte le porte aperte, dalla strada a qui?
-E come pensava di trovarmi, chiuso? Aperti, aperti bisogna stare".
Con questo spirito torno a scrivere in conferenza Agorà.