NOVI VJESNIK, 2. ottobre '92
titolo:
Dr. Tomac: "Rotto un accordo prestabilito"
Abbiamo telefonato al dottor Tomac, che nel albergo di Abbazia scrive un libro che probabilmente provocherà grande tempesta, come all'epoca il libro di Slaven Letica, perché sarà rivelato tutto quello che era abilmente nascosto nei gabinetti del Governo.
Il dr. Tomac ci ha detto che Zdenko Skrabalo, ministro degli esteri, l'aveva invitato ad un colloquio che si è realizzato il 1 settembre. Il Ministro ha informato il dr. Tomac di una decisione di Franjo Tudjman, presidente della Repubblica di Croazia. Questi ritiene che, considerata la nuova situazione politica dopo le elezioni e vista la delicatezza dei rapporti con la Slovenia, il dr. Tomac non sia più la persona adatta per l'incarico di ambasciatore in Slovenia. Il dr. Skrabalo ancora ha detto di aver chiesto al Presidente di parlare anche personalmente con Tomac.
"Mi ha infine suggerito di chiedere un colloquio al presidente. Ma ho rifiutato, perché non sono stato io a rompere l'accordo stabilito. Dopo otto giorni di nuovo mi ha telefonato il signor Radic (capoufficio del Presidente ndt.) e mi ha invitato ad un incontro con lui, a cui sono andato l' 8 settembre. Radic mi ha detto che i rapporti con la Slovenia sono molto delicati e che, per questo paese, è necessario un rappresentante del partito di governo. Mi ha proposto un altro incarico come ambasciatore, che ho rifiutato, come prima avevo rifiutato il posto di ambasciatore a Mosca e a Stoccolma.
Avevo accettato l'incarico in Slovenia perché ritenevo che questo fosse molto importante per la Croazia e credevo di poter essere utile. Il giorno dopo mi è stato proposto il ruolo di ambasciatore ad Atene, che pure ho rifiutato. Dopo non ho avuto più contatti. Non ho ricevuto ancora la destituzione scritta. Il mio giudizio è che è stato violato un accordo già ben definito. Come cittadino mi sono trovato in una situazione di sfiducia verso il mio Presidente. Penso che ciò non sarebbe successo se lui mi avesse avvertito personalmente; io avrei accettato gli argomenti che hanno influenzato il cambiamento della decisione."
Gli abbiamo chiesto che cosa farà, se si occuperà ancora della politica. Ha risposto che continuerà la sua attività di professore.
Tra alcuni giorni partirà, come membro di una delegazione, in nome del Consiglio federale europeo del partito Transradicale di Pannella, insieme con 300 parlamentari (si riferisce probabilmente al Consiglio federale, ndt.), in Azerbaigian, Giorgia, Moldavia e gli altri stati del ex-Unione sovietica in cui ci sono conflitti. Si discuterà coi presidenti delle parti che sono in guerra e con Sevarnadze, nel tentativo, a partire dalle esperienze della "nostra" guerra, di influire in quelle simili situazioni, affinchè loro non commettano gli stessi costosi sbagli.
Gli abbiamo chiesto se rimarrà ancora membro del partito di Racan. "Per ora sì, ma vedremo che cosa succederà con l'integrazione dei partiti" dice il sign. Tomac, annunciando una grande sorpresa.
Alla domanda: Quale? - risponde che questo potrebbe essere o la decisione di ritirarsi della politica o un impegno politico più forte, più forte di questo.
Annuncia il dr. Tomac un nuovo partito?
LETTERA APERTA A MILAN KUCAN (Presidente della Slovenia, ndt.)
Ti scrivo questa lettera aperta come presidente di uno stato a me molto caro, ma anche come mio amico personale, da molti anni, con il quale ho lottato per la creazione dei nostri stati democratici e indipendenti. Sinceramente ero felice del mio previsto arrivo in Slovenia, perché credevo che, di nuovo insieme, avremmo potuto risolvere molti problemi accumulati che minacciano di turbare la nostra amicizia e tutto quello che abbiamo fatto nel tempo passato.
Ti scrivo perché sento un bisogno morale e umano di ringraziare Te, e tramite te tutti gli Sloveni, perché avete avuto fiducia, perché eravate d'accordo che io fossi l'ambasciatore della Repubblica croata in Slovenia, e perché mi avete accettato cordialmente. Nei due mesi passati, dopo la mia nomina come ambasciatore alcune volte sono andato in Slovenia, ho partecipato a varie manifestazioni, ho preso conttati con varie persone, ho dato una decina di interviste per i giornali sloveni, la radio e la TV, nelle quali ho provato a spiegare perché era mio desiderio personale venire come l'ambasciatore nel Vostro stato.
Mi preparavo seriamente e sistematicamente a superare, con il tuo aiuto e l'aiuto di tutta la gente di buona volontà della Slovenia e anche della Croazia, la situazione molto problematica che porta danni al tuo e al mio stato e ai nostri popoli. Ma, invece delle credenziali che dovevo darti, come aspettavo, in questi giorni, secondo la nomina con Decreto del presidente Tudjman del 26.06.92, mando questa lettera di ringraziamento a Te e al pubblico sloveno.
Nello stesso tempo mi scuso perché, non come volevo, i progetti di cui ho parlato e scritto, sono caduti nell'acqua. Per questo mi scuso con tutti quelli che mi avevano già accettato come ambasciatore, che mi hanno inviato le loro proposte e hanno offerto collaborazione, che mi invitavano e rispettavano. Sono convinto che l'amicizia tra popolo sloveno e croato, nonostante i grandi problemi che si moltiplicano di giorno in giorno, tuttavia è così grande che riusciremo a trovare la forza, nell' uno e nell'altro popolo, di superarli. Non ho dubbi che, con la stessa cordialità, accetterete anche il nuovo ambasciatore della Repubblica di Croazia come avete accettato e appoggiato me.
Scrivendo a Te, non soltanto come al presidente dello stato ma anche come all' amico e all' uomo con cui ho combattuto per gli stessi ideali, mi rivolgo anche ad altri amici della Slovenia con la promessa che tenterò, per quanto sarò in grado, anche come cittadino semplice, di agire comunque per la realizzazione di tutti quegli obbiettivi per i quali mi sarei impegnato come ambasciatore della mia Patria nella Tua";
si dichiara alla fine della lettera del dr. Zdravko Tomac al Presidente della Slovenia Milan Kucan.