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Arconti Laura - 15 ottobre 1992
I SOMALI DI NEGELLI, Etiopia

(precedenti sull'argomento: n.1925,1930,1977,1981,1986,1996,2016)

Dal mio ultimo comunicato in questa sede, che portava la data del 30 settembre, non abbiamo mai interrotto l'iniziativa per i sequestrati di Negelli.

Le alterne notizie "a doccia scozzese" che sono giunte giorno dopo giorno, da Addis Abeba e dalle varie fonti d'informazione qui a Roma, erano cosi' contrastanti da elidersi vicendevolmente.

Abbiamo finito col non credere piu' alla notizia che arrivava per fax, nel momento stesso in cui il fax scorreva dalla macchina: tanto certi eravamo che un attimo dopo sarebbe arrivata la notizia contraria.

Il 29 settembre Cicci Torrielli, prima di lasciare Addis Abeba, ha consegnato al nostro Ambasciatore Angeletti, in custodia fiduciaria, il denaro raccolto con pubblica sottoscrizione in Italia e destinato all'operazione "Negelli-uno".

Il 2 ottobre, la dott. Leone del CICS di Addis Abeba ci informa trionfante che gli ostacoli frapposti dal governo etiopico sembrano finalmente rimossi: le Autorita' locali hanno richiesto un progetto scritto, preciso e circostanziato, sia per un primo intervento di emergenza assistenziale che per il successivo trasferimento del gruppo ad Abud Waq.

La notizia viene confermata, a Roma, dalla direzione del CICS; il progetto viene immediatemtne presentato alle autorita' etiopiche.

L'indomani, altra telefonata da Addis Abeba: la dott. Leone e' pronta con tutto il necessario per partire alla volta di Negelli, ma e' arrivato l'ordine di non muoversi fino a nuove disposizioni.

Nel frattempo giunge notizia che una delegazione della Croce Rossa Internazionale (precedentemente allertata da parte del Governo italiano, su nostra sollecitazione) e' partita per Negelli per una ricognizione; il 7 ottobre arriva la risposta: la Croce Rossa Internazionale "non vede gli estremi per intervenire".

A Negelli, come abbiamo detto e ripetuto fino alla nausea (con la certezza di non sbagliare, perche' Cicci Torrielli e Mohamed Aden hanno visto con i loro occhi, hanno parlato con gli interessati, ed hanno riferito le notizie direttamente) esistono DUE campi diversi. Uno e' composto dai Somali di cui ci stiamo occupando, che al 30 settembre si erano ridotti a mille unita', che non hanno mai chiesto la qualifica di rifugiati, e che chiedono -da sempre- solo e semplicemente di esser lasciati liberi di tornare a casa loro ad Abud Waq; l'altro e' composto da un gruppo molto piu' numeroso di persone di etnia Somalo-etiopica, che hanno chiesto la qualifica di rifugiati, sono in Negelli volontariamente e vogliono rimanerci. Ma ENTRAMBI i gruppi sono in condizioni disperate, per fame e malattia: che cosa ha dunque visto la delegazione della Croce Rossa, quale ricognizione ha fatto, quali obiettivi si pone, se "non ravvisa gli estremi di intervento" quando si trova davanti una folla di larve umane votate alla mort

e?

Dal 3 ottobre fino ad oggi, quotidianamente la dott. Leone del CICS chiede all'Ambasciatore italiano se sia giunta la necessaria autorizzazione alla partenza dei mezzi di soccorso per Negelli: e quotidianamente la risposta di Angeletti e' negativa.

Sembra che il progetto sia fermo presso il Ministero degli Esteri etiopico: cosa assolutamente inspiegabile, visto che l'organismo che deve autorizzare l'operazione e' l'A.R.A., che dipende invece dal Ministero dell'Interno.

Frattanto viene annunciato ufficialmente che dal 19 al 22 ottobre sara' a Roma una delegazione del Governo di Transizione dell'Etiopia (composta dal Ministro degli Affari Esteri, dal Ministro della Cooperazione Economica, dal Ministro della Sanita' e da alcuni direttori generali di Ministeri vari): la delegazione sara' ricevuta da rappresentanti del Governo italiano e chiedera' udienza anche ai due rami del Parlamento.

Ufficialmente, l'obiettivo di questa visita e' di illustrare al Governo italiano le attivita' ed i progetti del Governo etiopico di Transizione, e di incoraggiare gli investimenti internazionali in Etiopia: ma e' fin troppo evidente che i Somali trattenuti a Negelli faranno parte dei colloqui che si terranno a Roma in quell'occasione.

Eravamo, dunque, ormai rassegnati ad attendere il 19 ottobre per affrontare direttamente la situazione.

Poco fa, e' arrivata una notizia ufficiale, che mi e' stata data dalla direzione del CICS, nella persona del dott. Totaro: l'Ambasciatore d'Etiopia a Roma gli ha comunicato ufficialmente, da parte del proprio Governo, che puo' partire il primo soccorso assistenziale per il gruppo di Negelli.

Il CICS di Roma ha subito avviato le operazioni.

Naturalmente, questo non significa affatto aver vinto la partita: l'operazione "ritorno a casa", per i nostri sventurati fratelli, e' ancora di la' da venire. Ma, per lo meno, avranno finalmente un po' di cibo per i bambini, e qualche medicina per i malati.

L'unico conforto, per noi che tuttora -dopo piu' di due mesi- stiamo lavorando a questa iniziativa, e' che abbiamo la precisa sensazione di essere ormai in dirittura d'arrivo: per lo meno, questa volta, la notizia dell'avvio del soccorso e' notizia ufficiale.

 
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