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Cupane Francesco - 19 ottobre 1992
"L'ODISSEA DEI MILLE 'DANNATI' SOMALI DI NEGELLI"

"L'INDIPENDENTE" - DOMENICA 18 OTTOBRE 1992

di GABRIELE J. TENORIO

NEGELLI. Nelle colonie italiane del Corno d'Africa continuano a consumarsi piccoli e grandi drammi, tanto più ora che lo sguardo dell'occidente non è più puntato su di loro. A Negelli, in Etiopia, ai confini con la Somalia (ottocento chilometri a sud di Addis Abeba) un gruppo di mille persone in prevalenza bambini, donne e vecchi, sta rischiando la decimazione per fame. Tra loro ci sono mutilati e feriti gravi. Hanno pochissimo cibo e gli adulti se ne privano per darlo ai bambini. Si tratta di una colonia di civili, la maggior parte dei quali appartenenti al clan di Siad Barre che, guidata da ex militari in fuga, era sconfinata nel marzo scorso in Etiopia alla ricerca di carburante. Arrestati dagli etiopi, privati degli automezzi di loro proprietà, si trovano nel campo senza cibo: la Croce rossa invia qualche aiuto quando può e di tanto in tanto. L'ex ministro somalo, perseguitato da Siad Barre, Mohamed Aden Sheikh, si era recato in Somalia assieme alla italiana Felicita Torrielli. Venuto a conoscenza della

situazione degli esuli di Negelli ha lanciato una campagna per permetterne il ritorno in patria animata in particolare dal Partito radicale, cui Aden è da tempo iscritto. Sono stati inviati telegrammi al presidente etiopico, sono stati coinvolti tutti gli organismi internazionali, dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati al Centro internazionale di cooperazione allo sviluppo.

Pressioni sulla Somalia, raccolta di fondi effettuata in Italia, l'assicurazione che il governo italiano si sarebbe fatto carico dell'azione umanitaria per il rientro in Somalia dei profughi, sollecitazioni al Comitato internazionale della Croce rossa: nessun effetto. Nonostante le dichiarazioni del governo etiopico che non c'è nessuna pregiudiziale politica per la partenza dei mille profughi di Negelli, nulla si è finora mosso. Laura Arconti, che coordina le iniziative e la raccolta di fondi dall'Italia, nel corso di incontri col responsabile del Centro internazionale di cooperazione allo sviluppo, ha avuto ripetute assicurazioni che gli esuli di Negelli potevano rientrare. Però il governo etiopico, nonostante le molte promesse, ha sospeso le operazioni di rientro. Ora la visita in Italia del ministro degli esteri somalo, prevista per lunedi, potrebbe sbloccare la situazione.

I mille di Negelli, senza status di rifugiati e senza aiuti, sono sempre più vicini alla morte. Emma Bonino, membro dell'ufficio di presidenza della Camera dei deputati, che sta seguendo da vicino la vicenda di Negelli, osserva: "Capisco che non si riescano a risolvere le grandi questioni internazionali, ma mi pare incredibile che occorrano tanti sforzi anche per riuscire a sbloccare, ammesso che ci si riesca, questioni "marginali". Sarà poca cosa, ma se il governo volesse davvero salvare queste mille persone ci riuscirebbe. Tanto non è che sulla situazione globale del Corno d'Africa Colombo riesca a combinare granché".

 
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