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Conferenza Partito radicale
Stango Antonio - 13 novembre 1992
PR IN LITUANIA
Traduzione in italiano dell'articolo apparso sul quotidiano lituano "Respublika" il 13 Ottobre 1992 sulla conferenza del Partito Radicale tenuta a Vilnius.

internazionalisti, ma non quelli

Il partito dei radicali transnazionali è arrivato in Lituania. Recentemente è stato aperto un suo ufficio a Vilnius. Ma i partiti politici in Lituania possono non aver paura: questo partito, che ha il suo quartier generale a Roma, non è un concorrente perché collabora con tutte le organizzazioni politiche e accetta membri di ogni partito se sono d'accordo con le sue idee. Il Partito Radicale fu fondato in Italia nel 1955 da esponenti della sinistra del Partito Liberale Italiano e di movimenti studenteschi. Oggi questo partito ha circa 7.000 membri in cinquanta Paesi del mondo, molti dei quali fra parlamentari, membri di governi, politici. I membri del partito partecipano alle elezioni solo in liste di altri partiti o come candidati indipendenti. In questo modo rappresentanti del Partito Radicale sono nel Parlamento Europeo e nei Parlamenti di diversi Paesi, e il partito può svolgere il proprio lavoro attraverso di essi. Con il loro aiuto il partito organizza dimostrazioni, scioperi della fame, petizioni, ogn

i genere di iniziative nonviolente. Come simbolo questo partito mostra il profilo del Mahatma Gandhi.

In Lituania, come abbiamo appreso durante la conferenza che ha avuto luogo a Vilnius alla Società della Scienza, il Partito Radicale transnazionale ha fra i suoi membri sei deputati del Soviet Supremo: Yurgelis, Kumza, Maceikianis, Pirozhkov, Pleickaitis, Shepetis. Essi non temono di rientrare nella legge sui partiti che impedisce la presenza in Lituania di partiti con il centro fuori dal Paese?

- Ma questa legge non è contro di noi, ma contro il vecchio PCUS - ha sorriso per questo dubbio il membro del Consiglio Federale del Partito Radicale Antonio Stango.

Diversi dei partecipanti alla Conferenza erano russi dell'Estonia, che hanno usato metà del tempo della conferenza per i loro problemi. L'ex deputato del Soviet Supremo dell'Estonia Lebedev non ha nascosto che continua a considerarsi comunista, e nel suo discorso si è detto preoccupato per le recenti elezioni in Estonia - alle quali il quaranta per cento della popolazione del Paese, che non ha ricevuto la cittadinanza, non ha preso parte -, che hanno portato al potere forze di destra. Ha detto di temere che lo stesso possa accadere in Lituania.

Per alcuni dei presenti questa conversazione era inattesa. Ma questo è il Partito Radicale: mette insieme persone con diversi punti di vista. Antonio Stango ha dichiarato che il Partito sta raccogliendo informazioni sulla materia e le sta confrontando con il diritto internazionale. Ha aggiunto che negli Stati baltici, e specialmente in Estonia, i diritti delle minoranze sono ad un punto critico. Ma non bisogna correre nel dire ad Antonio Stango "nemico". Lui stesso qualche anno fa organizzò a Roma una conferenza per la libertà dei Paesi baltici; e il 23 Agosto del 1989 con altri radicali venne arrestato a Mosca per aver partecipato alla manifestazione in nostro favore. Fin dall'epoca di Breznev il Partito Radicale ha difeso i prigionieri politici in Unione Sovietica, ed ha organizzato iniziative contro la dittatura di Ceausescu e l'occupazione del Tibet.

Alla conferenza è intervenuto il deputato del Soviet Supremo E. Petrova. Egli ha detto al reporter di "Respublika" di essere venuto per curiosità; costantemente, come i suoi colleghi, riceve il giornale di questo partito. Secondo Petrovas, il Partito Radicale in Lituania probabilmente non avrà una posizione forte, ma con questo partito, per il suo ruolo politico in Europa, sarà necessario avere rapporti.

Su questo possiamo essere sicuri, poiché tutta la sfera di interessi di questo partito è molto attuale per la Lituania: diritti umani, integrazione europea, ecologia eccetera. Per esempio, nelle leggi di 143 Paesi del mondo esiste ancora la pena di morte; e solo in 16 di questi Paesi è riservata agli autori di speciali crimini. In 106 Paesi, fra cui la Lituania, questa condanna viene concretamente eseguita. Il Partito Radicale ha organizzato una campagna mondiale per l'abolizione della pena di morte prima dell'anno 2000. Secondo i radicali, lo Stato che uccide i criminali mostra la sua incapacità di cambiare i detenuti. E così lo Stato diventa criminale esso stesso. A parte questo, la pena di morte riduce il prezzo della vita umana e provoca l'aumento della criminalità. La voce del Partito Radicale si può distinguere facilmente fra le organizzazioni che si battono per la legalizzazione dei narcotici, nel senso che dobbiamo convenire che i narcotici non sono molto diversi da alcool e tabacco. Se venissero ado

ttate leggi che regolamentino la diffusione dei narcotici attraverso le strutture sanitarie, in questo caso sarebbe possibile controllare la qualità dei narcotici ed il loro prezzo, liquidare il monopolio mafioso, rendere migliori le condizioni di vita dei tossicodipendenti, salvarli da gravi malattie e dallo stesso AIDS.

Riciardas Iarmolavicius

 
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