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Conferenza Partito radicale
Ottoni Sandro - 13 novembre 1992
SARAJEVO: DELEGAZIONE RADICALE VISITA LA CITTA' DEVASTATA.
INCONTRI CON LA PRESIDENZA, IL GOVERNO ED IL PARLAMENTO DELLA BOSNIA ERZEGOVINA.

IL SINDACO DI SARAJEVO SI ISCRIVE AL PARTITO RADICALE.

Zagabria 12.11.92 - Di ritorno da Sarajevo, dove è rimasto tre giorni, Sandro Ottoni, consigliere federale PR, ha dichiarato:

" La situazione nella città è al di la di ogni immaginazione. Non si può comprendere senza vedere la gente, senza parlare con loro. Le case, le strade e i quartieri distrutti li abbiamo visti in televisione, ma non abbiamo potuto comprendere il dolore, l'infelicità, la rabbia e la delusione fino alla paranoia, di questa popolazione. -Credevamo di essere europei, credevamo nell'Europa e l'Europa ci ha abbandonato al massacro- . Questo è il leitmotiv delle conversazioni che ho avuto, specialmente con i musulmani. Con una ingenua fiducia hanno creduto fino all' ultimo che l'Europa e la comunità internazionale li avrebbero aiutati. L' ONU (l'UNPROFOR) è stata accolta da una folla festante, ora, dopo alcuni mesi sono disprezzati e odiati. Vengono addirittura accusati di alimentare il mercato nero e di rubare una parte degli aiuti destinati a Sarajevo.

Da sette mesi Sarajevo è assediata, non c'è elettricità, né cibo né acqua corrente, non c'è combustibile e la maggior parte delle abitazioni hanno le finestre distrutte: il nylon è prezioso come il cibo!

Ho avuto colloqui con il presidente della Camera dei cittadini Abdulah Konjicija e vari deputati, serbi, croati e musulmani, con il membro della Presidenza Ejup Ganic, autorevole rappresentante dei musulmani, con il neo Premier Mile Ahmamdzic, croato, con il Sindaco della città

Muhamed Kresevljakovic, con Ibrahim Spahic, presidente del Centro internazionale per la pace, con Adil Kulenovic, direttore di Radio 99.

Con le autorità di Sarajevo e della Repubblica bosniaca sono stati esaminati molti problemi pratici e politici, sui quali è stato richiesto l' intervento del partito radicale, pur nella consapevolezza dei suoi mezzi e dei suoi limiti. Il presidente della Camera, Konicija, ha dichiarato che -il Partito radicale è stato l'unico partito al mondo a visitare Sarajevo dall' inizio della guerra, già solo per questo atto, ci ha detto, avete tutta la nostra gratitudine-.

Ecco in sintesi (nelle prossime ore preparerò una relazione dettagliata), alcuni dei problemi che ci sono stati presentati:

Totale insufficienza degli aiuti umanitari, per quantità e qualità. Ipovitaminosi e malattie conseguenti. Richiesta di aiuti e di combustibile per affrontare l'inverno.

Aspre critiche alla -neutralità- dell' ONU, all' indifferenza europea.

Di fronte a questa: rivendicazione del diritto alla difesa, all'acquisto di armi per difendersi.

Richiesta di poter uscire dalla città, almeno per i parlamentari ed il Sindaco, al fine di ottenere soccorsi e presentare al mondo la situazione.

Pericolo della nascita di un integralismo islamico in una città che è stata esempio di tolleranza per il mondo intero.

Blocco totale delle comunicazioni, necessità di telefoni satellitari.

Richiesta di pezzi di ricambio per il mulino della città, distrutto dai terroristi.

Richiesta di visite dai Parlamenti, di presenze di giornalisti, di organizzazioni umanitarie: anche psicologicamente Sarajevo è assediata.

Sette cittadini di Sarajevo si sono iscritti al partito radicale, tra questi il Sindaco della città, Muhamed Kresevljakovic, due deputati, Bajramovic Safeddin e Muhamed Sarcevic, il direttore di Radio 99, Adil Kulenovic. "

 
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