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Partito Radicale Paolo - 20 novembre 1992
DANUBE VALLEY AUTHORITY

Mlada Fronta Dnes, giornale in lingua ceca che con le sue 500.000 copie giornaliere è il più diffuso quotidiano cecoslovacco, ha pubblicato il 18 novembre 1992 a pagina 6 il seguente articolo-proposta di Paolo Pietrosanti, Consigliere federale del Partito Radicale.

IL DANUBIO RIGUARDA UN SOLO PAESE?

»Nel maggio 1933, accogliendo una proposta del Presidente Franklin D. Roosvelt, il Congresso degli Stati Uniti creò la Tennesse Valley Authority (Autorità per la Valle del Tennessee).

Si trattò di una istituzione "rivoluzionaria", dal punto di vista della capacità di azione e intervento economico, ma soprattutto dal punto di vista istituzionale.

Il fiume Tennessee è un grosso fiume, il più grosso affluente dell'Ohio, e si snoda in gran parte nello stato del Tennessee, ma anche in Kentucky, Virginia, North Carolina, Georgia, Alabama e Mississippi. Tocca, dunque, 7 stati.

Il Congresso degli Stati Uniti, il Presidente Roosvelt, decisero di attribuire la responsabilità del fiume ad una autorità nuova, svincolata dal controllo dei singoli stati, nell'interesse dell'equilibrato e redditizio sfruttamento del fiume, cioè di tutti i cittadini americani che ad un ragionato e coordinato sfruttamento del fiume erano e sono interessati. Un'autorità con ampi poteri, ma rigorosissimamente limitati alla competenza sull'area della Valle del Tennessee.

Non poteva essere un solo stato a determinare e decidere sullo sfruttamento del fiume, né un comitato formato tra i rappresentanti dei vari stati, che necessariamente avrebbe moltiplicato procedure burocratiche, rendendo ingovernabile il fiume e la sua valle.

Penso al Danubio, che tocca Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Romania. Penso al Danubio, che -se mi si permette di dirlo- appartiene alla storia (ma anche ai sentimenti e alla fantasia) di tutti coloro che abitano l'Europa.

Mentre le parti in causa nella vertenza Gabcikovo-Nagymaros esprimono le loro rispettive ragioni, e si moltiplicano le tensioni, non voglio esprimere la mia opinione in proposito, ora. Voglio soltanto rendere evidente che non è possibile gestire una risorsa importante quale il Danubio, una risorsa che tocca sette stati con interessi comprensibilmente divergenti, senza una autorità sovraordinata a questi sette stati, e quindi neutrale.

Non è possibile gestire il Danubio (usarlo e preservarlo, quindi) da parte di stati che ovviamente, comprensibilmente e giustamente hanno interessi e necessità diversi.

Credo si debba affidare il Danubio - tutto il Danubio, dalla Foresta Nera al Mar Nero - ad una autorità sovranazionale che abbia pieni poteri sul fiume, ed esclusivamente sul fiume. Una Autorità che potrebbe essere creata nell'ambito della Comunità Europea, Comunità ad entrare nella quale tutti i paesi toccati dal Danubio aspirano - tranne la Germania, che è già uno dei "dodici".

Non si tratta di esautorare degli stati sovrani, ma soltanto di prendere atto che se è vero - come è certamente vero - che il Danubio è un bene che appartiene a ben più che due stati, soltanto una autorità sovranazionale (con limiti ampi ma rigorosissimamente delimitati) può determinarne, pianificarne e programmarne l'uso.

 
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