(dalla rivista Sviluppo & Cooperazione n.7-8-9)I giorni del Palazzo di Vetro
gennaio: la risoluzione n.733 del Consiglio di Sicurezza lancia l'allarme sul disastro della Somalia, invitando le fazioni in lotta all'immediata sospensione delle ostilità.
3 marzo Le fazioni Hawya Abgal e Hawya Habr Gedir, facenti capo rispettivamente al presidente "ad interim" Ali Mahdi e al generale Moharned Farah Aidid, che si contendono il controllo della capitale, firmnano un accordo per il cessate
il fuoco a Mogadisdo, consentendo l'arrivo del rappresentante speciale di Boutros Ghali, l'ambasciatore algerino Mohamed
Sahnoun.
17 marzo La risoluzione n.746 approva il primo rapporto di Sahnoun, gettando le basi per l'azione dell'Onu. Il piano prevede il monitoraggio sul cessate il fuoco a Mogadiscio attraverso 50 osservatori militari disarrnati; il dispiegamento di 500 caschi blu per garantire la sicurezza dei convogli di aiuti d'emergenza con le insegne dell'Onu e della Croce Rossa; il coinvolgimento dell'Oua, della Lega Araba e della Conferenza Islamica per spingere le fazioni somale ad una ripresa del dialogo in vista di un'eventuale convocazione di una Conferenza di riconciliazione nazionale.
24 Aprile - La risoluzione 751 istituisce la forza Unosom (United Nation Operations in Somalia). Ma, in un primo momento, il dispiegamento dei Primi 50 uomini viene ostacolato dal generale Aidid.
23 luglio Completato l'arrivo dei primi 50 caschi blu, che cominciano il dispiegamnento lungo la linea di demarcazione che separa Mogadiscio in due zone.
27 ludio : Il Consiglio di Sicureza approva la risoluzione 767, che rivolge un fermo appello alle fazioni , affinchè cessino immediatamente le ostilità in tutto il paese. Il Consiglio non esclude di dover adottare "altre misure" per impedire che la situazione metta a repentaglio la sicurezza del personale internazionale. Al mondo viene rivolto un intenso appello, aflinché collabori all'intervento umanitario. Con la stessa risoluzione 767 viene decisa la divisione della Somalia in quattro zone operative per la distribuzione dei beni di prima necessità.
28 luglio Il generale Aidid, secondo un rapporto giunto al Palazzo di Vetro, rifiuta l'impiego dei 500 caschi blu della seconda ondata previsti dalla risoluzione 746 del 17 marzo.
12 agosto l'ambasciatore Sahnoun informa che a Mogadiscio le fazioni hanno raggiunto l'accordo per accogliere i 500 caschi blu che saranno messi a disposizione dal Pachistan. Il documento reca la firma, da un lato, del presidente Ali Mahdi, dell'ala moderata del United Somali Congress, e del generale Mohamed Abshir Musse, a nome dei migiurtini del Somali Salvation Democratic Front; e dall'altro è sottoscritto dal generale Aidid e dai capi intransigenti dei vari gruppi che hanno costituito la Somali National Alliance: il colonnello Ahmed Omar Jees del Somali Patriotic Movement, il colonnello Moharned Noor Aliyou '« del Somali Democratic Movement, Abdi Warsame Isaak del Southern Somali National Movement.
26 agosto Boutros Ghali propone di inviare un numero di altri 3.000 caschi blu, divisi in contingenti di 750 uomini, da inviare nelle zone operative di Mogadiscio, Berbera, Bosaso e Chisimaio. La forza comprenderà 500 soldati beJgi, messi a disposizione dalla Cee dopo il rifiuto di Roma di mandare truppe italiane. Gli altri saranno canadesi, austriaci ed egiziani. Tutti opereranno con le insegne dell'Onu e presidieranno porti e aeroporti per assicurare l'arrivo a destinazione degli aiuti.
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PARTITI - CLAN - GRUPPI ARMATI IN SOMALIA
SNA (SOMALI NATIONAL ALLIANCE)
Recente Alleanza tra Hawya Habr-ghedir, Ogadeni, Dir e Rahanweyn
Territori controllati: La vasta regione tra Mogadiscio e il fiume Giuba
LEADER: Mohamed Farah Aidid (Usc); colonnello Omar Jess (Spm); Abdi Wersame (Ssnm); Mhoamed Nur Alyow (Sdm)
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USC (United Somali Congress ala moderata)
Haywa: Abgal, Murosade, Hawadle
Territori controllati: Mogadiscio Nord e zone circostanti
LEADER : Ali Mahdi Mohamed
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USC (ala intransigente)
Haywa: Habr Gedir, Hawadle
TERRITORI CONTROLLATI: da 300 a 500 Km a nord di Mogadiscio (anche nella zona sud della capitale)
LEADER: Mohamed Farah Aidid; Osman Hassan Ato
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SPM (Somali Patriotic Movement)
Darod: Ogadeni
TERRITORI CONTROLLATI : Sud (Afmenu e in parte Chisimaio) Ogaden (frontiera etiopica)
LEADER : Omar Mohallim (ala schierata con Ali Mahdi); Omar Jess (ala schierata con Aidid)
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SDM (Somali Democratic Movement)
Rahanwein (chiamati anche Dighil - Mirife)
TERRITORI CONTROLLATI : Regioni centrali tra i fiumi Giuba e Scebeli
LEADER: Abdulkadir Mohamed Aden Zoppo (ala pro Ali-Mahdi); Mohamed Nur Alyow (Aidid)
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SSNM (Southern Somali National Movement)
Dir
TERRITORI CONTROLLATI: Piccoli gruppi a Sud controllati da Aidid
LEADER: Abdi Warsame
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SSDF (Somali Salvation Democratic Front)
Darod: Migiurtini
TERRITORI CONTROLLATI : Nord - Est (e nella provincia di Chisimanio)
LEADER : Mohamed Abshir Musse, Abdullai Yusuf
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SNF (Somali National Front)
Darod: Merehan (clan di Siad Barre)
TERRITORI CONTROLLATI: Alto Giuba (confine Kenia) e territori compresi tra Dusa Mareb e Belet Weyne (frontiera etiopica)
LEADER : Omar Hagi Mohamed (ala politica); gen. Ahmed Wersame (ala militare)
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SNM (Somali National Movement)
Issaq
TERRITORI CONTROLLATI: Nord Ovest (Berbera, Hargesia)
LEADER: Abdurahaman Ahmed Ali Tur
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USP (United Somali Party)
Darod: Durbahante e Warsangeli
TERRITORI CONTROLLATI: Nord Ovest (aree di Erigavo e Las Anod)
LEADER: Omar Hersi
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SDA (Somali Democratic Alliance)
TERRITORI CONTROLLATI: Frontiera di sud-ovest con Gibuti
LEADER: Mohamed Farah Abdillahi
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USF (United Somali Front)
Issa
TERRITORI CONTROLLATI: Nord Ovest (regione di Zeila)
LEADER Abdurahaman Duale Ali
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