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Conferenza Partito radicale
Radio Radicale Roberto - 8 gennaio 1993
LETTERE AL CORA
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Questa lettera mi è stata indirizzata personalmente, ma, per quello che dice, ed essendo rivolta a tutti gli iscritti e agli aderenti al CORA, penso di interpretare correttamente la volontà del suo autore inserendola integralmente qui in Agorà.

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Cella 103, un giorno come tanti...

Carissimo Roberto,

innanzi tutto devo dirti che è per me un attimino difficile spiegare i motivi per i quali ho deciso di indirizzare proprio a te questa lettera.

Ma vedi, era mia intenzione quella di far giungere all'interno del CORA alcuni miei punti di vista, anche alcune perplessità, se vogliamo, ma soprattutto i miei più sinceri ringraziamenti; quindi, per non rischiare che questa lettera venisse dimenticata in qualche cassetto, ho pensato di dare un nome ed un cognome al destinatario ed a questo punto il migliore obiettivo era rappresentato proprio dalla tua persona, in quanto tu, oltre ad essere il neo tesoriere del CORA, sei anche il conduttore del Notiziario antiproibizionista su Radio Radicale, e voglio quindi sperare che almeno i miei ringraziamenti vengano riportati tramite il tuo notiziario a tutti quanti gli aderenti ed iscritti al CORA ed al Partito Radicale, anche se di quest'ultimo, purtroppo, non posso ancora farne parte in quanto essendo rinchiuso in gabbia, mi manca proprio la possibilità economica di poter diventare membro a tutti gli effetti anche del Partito Radicale.

Io vi ringrazio tutti quanti e con tutto il cuore, lo faccio da ex eroinomane e ora da semplice consumatore occasionale di non-droghe, lo faccio a nome mio e di tutti gli altri consumatori di droghe e di non-droghe, e soprattutto a nome di quelli che fra questi inconsapevolmente si trovano a dover subire delle ingiustizie con il proibizionismo prima e magari con il carcere poi.

Vi ringrazio per aver messo voi stessi la vostra intelligenza, la vostra onestà, la vostra sensibilità al servizio di una causa che ha come unico fine il raggiungimento di quello che dovrebbe essere il principio fondamentale della vita di ciascun individuo: la libertà!

Ho sottolineato prima quell'"inconsapevolmente" e ti spiego perché.

Vedi, io credo di avere una grandissima esperienza per ciò che riguarda l'universo dei consumatori di droghe e di non-droghe, per cui mi incazzo enormemente quando sento dire che i drogati sono tutti uguali, che sono dei deboli, degli insicuri che non hanno io coraggio di affrontare la vita, ecc. ecc... E questa è l'opinione comune di alcuni personaggi come Muccioli, Don Gelmini, Cardella e compagnia bella e purtroppo devo dire che sono proprio questi personaggi che riescono ad influenzare maggiormente la pubblica opinione.

Mi incazzo perché sono sicuro che l'universo di quelli che consumano droghe riflette in tutto e per tutto l'universo di quelli che consumatori di droghe non lo sono, per cui tra di essi si possono trovare delle persone deficienti ma anche dei ragazzi intelligenti, ci possono essere dei bastardi ma anche delle brave persone, ci sono quelli che rubano solo per potersi fare, ma devo dire che ci sono anche quelli che ruberebbero comunque.

Mi incazzo perché so che questi personaggi che ho sopra citato nelle loro comunità di recupero di tipo stalinista, e qui vorrei aggiungere anche "Mondo X", della quale si sente poco parlare e forse proprio per questo io la considero la più stalinista in assoluto, mettono sempre in primo piano oltre al lavoro (mai retribuito!) l'approccio psicologico con l'individuo.

Come dire: i consumatori di droghe sono tutti psicolabili! A questo punto devo aprire una parentesi e dire che tutti sicuramente no (in fondo generalizzare e sempre sbagliato) ma molti di essi psicolabili lo sono davvero, e di questo me ne sono reso conto soprattutto da quando sono in carcere, dai discorsi che sento fare dai consumatori di droghe e non-droghe, dai discorsi che ho sentito fare in TV dai ragazzi di San Patrignano (sempre loro!), mi sono accorto che regna un'ignoranza mostruosa. Voglio dire: io non sono un genio, tra l'altro non sono mai andato a scuola, però qui siamo veramente ai limiti del paradosso, questa è gente che non è in grado di dare una significato alla parola "libertà", al diritto all'autodeterminazione e, senza voler entrare nel terreno più specifico di termini come "riduzione del danno" o lotta vera alla micro e macro criminalità altrimenti verresti guardato come un pazzo visionario, questa è gente, per farla breve, che quando faranno una bella legge che vieterà loro ogni tipo di

rapporto sessuale per evitare il diffondersi dell'Aids e verranno arrestati perché sorpresi a fare l'amore in macchina con la propria ragazza, abbasseranno un'altra volta la testa e diranno: "E' giusto, c'era una legge e io ho trasgredito".

Perché dico questo? Perché vorrei che il CORA si rendesse conto che sta portando avanti una battaglia e sì per la difesa dei diritti di tutti, anche di quelli che consumatori di droghe non sono, visto che "noi" sappiamo benissimo che vittime del proibizionismo nell'ambito della società più o meno indirettamente lo sono un po' tute le persone, ma, per quanto riguarda i consumatori di droghe, si tratta di portare avanti una battaglia per la difesa dei diritti di una categoria di persone che paragonarla a quella degli handicappati mentali non è certo azzardato. Voglio dire non che questo renda la battaglia meno interessante: anzi, la rende più nobile.

Per questo vi dico anche di non aspettarvi il tesseramento in massa dei 3 o 4 milioni di fumatori di hashish come è stato chiesto al congresso di Bologna.

Vorrei dire anche che il CORA non deve andare a cercare consensi tra questa o quella categoria. Voglio dire: Emilia Rossi è sicuramente una persona intelligente, onesta e sensibile, ma deve capire che gli avvocati non sono tutti come lei, e non dimentichiamoci che da quando è entrata in vigore la legge 162 gli avvocati hanno praticamente triplicato i loro affari, per cui...

Ok, ora ti saluto Roberto, spero di non aver fatto troppa confusione e ti sarei grato se tu o qualcun altro del CORA mi rispondesse magari inviandomi anche qualche opuscolo informativo in cui si spiega quello che è e si propone di fare il CORA (non per me ovviamente, ma per cercare di farlo capire meglio ad altre persone qua dentro). Ti ricordo di mandare i ringraziamenti alla radio, ci tengo veramente molto, in fondo ti ruberei solo 30 secondi.

Ah dimenticavo quasi di dirti che in quest'ultima settimana, in questo fottuto carcere sono morti suicidi altri due ragazzi vittime anch'essi di questo fottuto sistema proibizionista.

Ciao.

Con affetto e simpatia

Roberto Gaiani

Casa circondariale "Il bassone"

22100 Albate (Co)

 
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