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Conferenza Partito radicale
Alberico Michele - 11 marzo 1993
Patentini di verginità
Non so se sia il caso di parlare di patentini di verginità, quello che mi sembra indubitabile è il fatto che molti potrebbero usare la tessera del PR come mezzo per rifarsi una verginità politica perduta nel marasma delle vicende giudiziarie.

Ho ascoltato con diligenza le affermazioni fatte da Pannella a Milano Italia. Pannella riproponeva la metafa del pullman. La tessera del PR è un biglietto, il biglietto è venduto a tutti senza pregiudiziali di sorta, tutti coloro che vogliono andare verso la meta del "nuovo" possono salire.

"Nuovo" che tra l'altro è fin troppo vecchiotto. Ma questa è un'altra questione.

Mi sembra davvero strano il fatto che la maggior parte delle persone che avrebbero tutto o molto da perdere dall'istituzione di quel paradiso pannelliano della politica siano le stesse che contribuiscono con energia a fondarlo.

Francamente la tesi della conversione mi convince poco.

Altra cosa che mi lascia perplesso è la facilità con cui il PR estende la sua al a salvifica al mondo intero. Più o meno quella stessa facilità che la Chiesa Cattolica manifesta nella ricerca di adepti. Religiosamente la cosa è leggittima. Politicamente no o almeno non sempre.

Se la trovata del pullman ha funzionato in tanto battaglie per le quali tutti siamo grati al partito radicale stavolta non va più bene.

Mi si permetta un paragone da oratoria ciceroniana.

Se ho il compito di costruire una casa per me e per degli amici credo che, come chiunque altro, mi rivolgerei a persone, ditte, imprese in grado di fornirmi garanzie sulla progettazione e suul'andamento dei lavori. In linea di massima scarterei architetti incapaci, ditte inconcludenti, ingegneri noti per aver contribuito ad aumentare le bruttura del nostro sistema urbanistico. Oddio è encomiabile il fatto che io conceda la mia fiducia ad una persona alla quale non tutti la concederebbero ma non ho nessun diritto di farlo dal momento che: 1) la persona in questione non mi da garanzie 2) la casa non è solo mia, io rispondo di altre persone 3) se la casa crolla sono cazzi acidi per me e per tutti gli altri che ci hanno investito il futuro.

L'atteggiamento da legione straniera o da pullman, chiamatelo come volete, già di per se' è un obbrobbrio di ipocrisia, ma è accettabile politicamente per arrivare ad una meta, è un sottoprodotto del trasformismo ma è uno strumento utile. Non lo è più quando si cerca di usarlo per cambiare le regole del gioco.

 
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