LA "INTERNATIONAL ROMANI UNION" (UNIONE INTERNAZIONALE ROM) CONSEGUE LO "STATUS 2" COME ORGANIZZAZIONE NON GOVERNATIVA PRESSO LE NAZIONI UNITE.
New York, 29 marzo 1993. Una delegazione in rappresentanza della International Romani Union (IRU - Unione internazionale Rom) ha raggiunto il Quartier Generale delle Nazioni Unite in occasione della Sessione del Comitato per l'esame delle domande di riconoscimento come Organizzazione Non Governativa (ONG) presso l'ECOSOC, il Consiglio Economico e Sociale dell'ONU. Tale Comitato, che si riunisce ogni due anni, doveva tra le altre esaminare la domanda della International Romani Union tesa ad essere riconosciuta come ONG con status di categoria II (l'IRU era già riconosciuta come ONG, ma a livello "Roster", cioè di organizzazione senza status consultivo generale o speciale.
La Romani Union chiedeva di passare dallo status Roster a quello Consultivo speciale (categoria II), in considerazione del fatto di essere la più grande delle organizzazioni zingare nel mondo, e l'unica già riconosciuta dall'ONU.
In verità - sosteneva la Romani Union - anche lo status consultivo di categoria II non appare adeguato all'essere quello Rom un popolo, una nazione, e alla indifferibile necessità di doversi presto passare - anche attraverso modifiche delle normative ONU - al riconoscimento del popolo Rom come nazione, pur se privo di territorio.
La delegazione della International Romani Union era composta da
-Rajko Diuric, di Belgrado, attualmente espatriato a Berlino, Presidente dell'IRU, eletto al Consiglio Generale del Partito Radicale;
-Emil Scuka, di Praga, Segretario Generale dell'IRU, eletto al Consiglio Generale del PR;
-Nicolau Gheorghe, di Bucarest, del Presidium dell'IRU;
-Ian Hancock, di Manchaca, Texas;
-Paolo Pietrosanti, di Roma, eletto al Consiglio Generale del PR;
-Eliane Lacroix-Hopson, di New York.
Nel corso delle udienze del Comitato ECOSOC un fortissimo sostegno è stato espresso dagli Ambasciatori di tutti i paesi rappresentati in questa sessione del Comitato in favore dell'accoglimento della domanda dell'IRU di passare alla categoria II, salvo da parte svedese, la cui ambasciatrice fino all'ultimo ha opposto obiezioni basate sulla asserita non completezza dei documenti depositati.
Come è noto, in sede ONU le decisioni si assumono con l'unanimità degli aventi diritto, e le obiezioni svedesi sembrava avrebbero reso impossibile il conseguimento da parte dell'IRU dello status richiesto.
Ma anche grazie all'opera di dialogo effettuata per due giorni in particolare dai rappresentanti di Cile, Costa Rica, Russia e Cuba, il Comitato si è infine espresso in favore del conseguimento da parte dell'IRU dello status consultivo speciale (categoria II).
Tale status, seppure inadeguato a ciò che la IRU idealmente e concretamente rappresenta, costituisce un effettivo salto di qualità della presenza dei Rom nell'ONU.
La missione a New York della delegazione IRU ha anche consentito che si riunisse il Presidium della medesima organizzazione, e che assumesse decisioni di importanza notevolissima e di carattere anche organizzativo.
La International Romani Union ha deciso finalmente - accogliendo una proposta reiteratamente formulata negli ultimi mesi da alcuni suoi esponenti, e in particolare da Emil Scuka - di dotarsi di un Segretariato Internazionale, cioè di una struttura centrale capace di coordinare le sempre più indispensabili iniziative internazionali; un Segretariato/Quartier generale che avrà sede a Praga.
La Romani Union ha quindi nominato Paolo Pietrosanti, Emil Scuka e Rajko Djuric rappresentanti della organizzazione rispettivamente presso le sedi ONU di New York, Ginevra e Vienna.