dalla pubblicazione di "nouvelles études penales" dell'associazione internazionale di diritto penale curata dal prof. Cherif Bassiouni**
Istituzione di un Tribunale internazionale contro i crimini
Cronologia
Si può dire che il primo tribunale internazionale contro i crimini sia stato istituito a Breisach in Germania nel 1474, quando 27 giudici del Sacro Romano Impero processarono e condannarono Peter von Hagenbach per violazione della "legge di Dio e dell'uomo", in quanto aveva permesso alle sue truppe di stuprare e uccidere persone innocenti, appropriandosi poi dei loro beni. Da allora, si sono verificati casi simili e, con questi, si è sviluppata una serie di iniziative per la costituzione di un tribunale internazionale permanente, di cui segue un elenco.
I tentativi più recenti iniziano dopo la I Guerra mondiale. Il Trattato di Versailles dispose l'accusa contro l'Imperatore Guglielmo II secondo l'art.227 e l'istituzione di un tribunale per processare i criminali di guerra tedeschi secondo gli artt.228-229. Ma l'Imperatore si rifugiò in Olanda e gli Alleati che non avevano un particolare interesse a processarlo, abbandonarono l'idea di un tribunale internazionale. Non processando lui, non si sono processati 21000 sospetti criminali di guerra, lasciando così che la Corte Suprema tedesca di Leipzig processasse solo 21 ufficiali tedeschi. I tedeschi hanno criticato le azioni legali perchè dirette solo contro di loro e non applicate anche agli alleati che avevano commesso crimini di guerra. Più preoccupante, comunque, è stato il fallimento degli Alleati nel perseguire per legge l'uccisione di più di 600.000 armeni in Turchia. La Commissione del 1919 sulle Responsabilità degli Autori della Guerra e sul rafforzamento di pene per la violazione delle leggi e dei dir
itti di guerra, che investigava sulla responsabilità di coloro che avevano violato le leggi di guerra, ha segnalato l'accusa di ufficiali turchi colpevoli e, così facendo, la nozione di "crimini contro l'umanità" è divenuta realtà di legge. Oggi può sembrare strano, ma allora gli Stati Uniti si erano opposti a una tale accusa, argomentando che, dal punto di vista tecnico-legale un tale crimine ancora non esisteva secondo il diritto positivo internazionale. Di conseguenza, il Trattato di Sevres (1920), che doveva servire da base per perseguire i reati commessi in Turchia non è stato mai ratificato, e al suo posto il Trattato di Losanna (1923) ha concesso l'amnistia ai turchi.
Così, il primo di molti stermini di massa di questo secolo, di atrocità che vanno comunenemente sotto il nome di genocidio, è rimasto impunito. Comunque, si può presumere che il garantire un'amnistia abbia costituito un'implicita legalizzazione di una cosa riprorevole; cioè l'amnistia si fa garante di un crimine. La riluttanza ad accettare "i crimini contro le leggi dell'umanità" nel post I conflitto mondiale come crimini internazionali perseguibili di pena è ritornato ad ossessionare gli stessi Alleati, e in particolare gli Stati Uniti dopo la II Guerra mondiale.
Tra le due guerre e fuori del contesto dei conflitti armati, la Lega delle Nazioni ha adottato una Convenzione anti-terrorismo nel 1937. Il protocollo di questa Convenzione conteneva uno Statuto per il tribunale internazionale contro i crimini; comunque, l'India è stato l'unico Paese a ratificarlo e la Convenzione non è mai divenuta effettiva. Da allora, il mondo è stato funestato da ogni sorta di violenza e terrore, che ha prodotto una significativa vittimizzazione. Di conseguenza, una serie di Convenzioni internazionali sulla materia sono state adottate, ma nessuna contiene un articolo o un protocollo per l'istituzione di un tribunale internazionale contro i crimini come nella Convenzione del 1937. Ancora una volta, la miopia dei funzionari di Stato ha impedito quel passo in avanti che molti ritenevano essere necessario.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, gli Alleati hanno istituito due tribunali internazionali, a Norimberga e a Tokio, per processare i maggiori criminali di guerra; comunque, l'assenza di un forte precedente nel post I guerra mondiale aveva indebolito la legalità del processo. Ancor peggiore è stato il mancato processo ai militari alleati colpevoli di crimini di guerra. Questi e successive processi sono stati visti come "la vendetta del vincitore", sebbene la legittimità nel processare tali colpevoli superasse di gran lunga i difetti legali del processo e superasse di certo la non-perseguibilità.
Dopo Norimberga e Tokio, gli alleati hanno istituito tribunali di guerra nelle loro rispettive zone d'occupazione in Germania e hanno processato oltre 20.000 criminali di guerra. La Germania, allora, si è impegnata a processare i colpevoli trovati nel suo territorio. Precedentemente, i paesi europei occupati avevano anche processato i tedeschi ed i connazionali che avevano collaborato con questi. In alcuni paesi il processo continua. Basti ricordare: la Legge israeliana di condanna dei Nazisti e dei loro collaboratori, grazie alla quale si sono avuti i due processi dell'epoca: Eichmann (processato nel 1961) e Demjanuk (processato nel 1989) (sebbene ora sembra che la rivendicazione di Demjanuk su un errore di persona sia fondata e che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, l'Ufficio dei Processi Speciali, abbia agito in grossa inosservanza di legge); in Jugoslavia, Artukovic -estradato dagli Stati Uniti nel 1988- è stato giustiziato nel 1989; in Francia, Barbie è stato processato per la seconda vol
ta nel 1989; negli Stati Uniti, continua la privazione della cittadinanza e l'estradizione dei criminali della II Guerra mondiale; in Canada una legge del 1987 permette la persecuzione di persone accusate di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, il primo caso si è avuto nel 1989. La persecuzione di simili violazioni, come quelle avutesi dopo la Seconda Guerra mondiale, non è avvenuta su nessun tipo di base consistente, malgrado i molti casi denunciati nei conflitti regionali e in altri conflitti di carattere non-internazionale. Per esempio, solo una condanna è venuta fuori dalla guerra in Vietnam.
Nel 1948, la Convenzione sul genocidio ha riconosciuto che si istituisse una giurisdizione per un tribunale internazionale contro i crimini, ma la Convenzione stessa non ha richiesto la costituzione di un tale tribunale. Dal 1948, comunque, gli stermini di massa sono rimasti impuniti, compresi quelli avutisi nei conflitti interni come per esempio nel Biafra (Nigeria), in Bangladesh e in Cambogia dove lo sterminio continua. Come risultato dei processi del dopo II Guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno istituito una Commissione per codificare le "offese contro la pace e la sicurezza dell'umanità" e anche per ampliare lo statuto per un tribunale internazionale contro i crimini. Nel 1951 un tale abbozzo di statuto è stato preparato. Nel 1953, è stato corretto, ma da allora in poi è stato rinviato dalla Assemblea Generale.
Successivamente, nel 1972 la Convenzione sull'Apartheid contemplava l'istituzione di una giurisdizione internazionale contro i crimini. Nel 1980, è stato elaborato un Abbozzo di Statuto per un tribunale internazionale contro i crimini per processare coloro che commettevano crimini a sostegno dell'apartheid, ma il progetto è stato lontano dall'esser portato a termine.
Nel 1989 e 1990, l'Assemblea Generale ha richiesto alla Commissione di Diritto Internazionale di relazionare sull'istituzione di un tribunale internazionale per processare persone implicate nel traffico internazionale di droga, ed una relazione finale è stata presentata. Una seconda relazione sarà fatta e discussa dalla Sesta Commissione verso la fine della Sessione della Assemblea Generale del 1992.
Le organizzazioni non-governative hanno anche sviluppato una serie di progetti specifici, che hanno ricevuto un riconoscimento internazionale tra i quali quelli della IAPL/AIDP e della ILA.
**professore di diritto, Presidente dell'International Human Rights Law Institute De Paul University; Presidente International Association of Penal Law: Presidente International Institute of Higher studies in Criminal Sciences