| Conferenza Partito radicale |
| Pezzilli Dora
- 12 maggio 1993
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| Sui crimini di guerra.Mi e' sempre sembrato paradossale il fatto che i vincincitori di un conflitto decidano di punire i perdenti sulla base del presupposto che comunque i processi alla storia sono i vincitori a farli e non i perdenti.Il concetto e' paradossale in se' indipendentemente dagli effetti truculenti delle guerre.Per chiarirci, se vinciamo noi antiproibizionisti la guerra contro i proibizionisti sulle droghe, chi processera' l'America e Busch, per le migliaia di morti che quest'ultima ha provocato e per l'espandersi del contagio dell'Aids sul pianeta?E gli accusatori, saranno coloro che finora sono stati perseguitati, o saranno i medici e gli "esperti del problema"?A quali leggi morali si appelleranno i difensori degli imputati essendo il diritto al proprio corpo un principio identico a quello stabilito dalla carta dei diritti dell'uomo, oppure sosterranno l'opinione che al di' la' della battaglia persa il drogato va perseguito in quanto tale come gli ebrei?Sarebbe bello vedere un simile processo d |
| i Norimberga, non vi sembra?Oppure c'e' qualcuno disposto a rinunciare a questa idea e superare le ragioni della vendetta,sostituendole con quelle della logica?Chi sta in guerra, per definizione non si pone il problema della regola. La guerra e' di per se' una regola violata.I processi alla storia servono solo a costruirne un'altra., a dare giustificazione alla violenza attraverso il mito della vittoria.In un altro linguaggio : si tratta di senso di colpa. |
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