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Conferenza Partito radicale
Leccese Annalucia - 20 maggio 1993
Azerbajdzan
Articolo pubblicato sul quotidiano "Azerbajdzan" (pubblicazione del Sovet Supremo della Repubblica azerbajdziana) l'8 aprile del 1993. In esso è contenuto l'appello sottoscritto da alcuni membri della nuova associazione radicale azerbajdziana "Per il diritto alla vita e per la vita del diritto", tra i quali figura il Presidente dell'associazione Rovshan Mustafaev e Mechman Dzavadoglu, redattore del suddetto giornale.

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DIFENDETE LA DEMOCRAZIA!

In questi giorni si è riunita un'assemblea costituente, che ha reintegrato nei diritti l'Associazione azerbaidziana transnazionale del PR, il quale ha il suo direttivo a Roma. Ad oggi, sono iscritti al PR transnazionale 400 parlamentari di 43 Paesi, 14 membri del Parlamento europeo, politici e ministri dei Paesi d'Europa, Asia, Africa e America. Oggi il PR transnazionale rappresenta una forza reale, capace di formare, in modo attivo, una opinione pubblica internazionale. Basti solo dire che, proprio questa organizzazione ha avuto un ruolo fondamentale per il superamento del bicentenario blocco d'informazione, intorno al quale erano circondati i musulmani bosniaci. Durante l'assemblea costituente si sono eletti gli organi dirigenti. Come Presidente dell'associazione azerbaidziana transnazionale del PR, denominata "Per il diritto alla vita e per la vita del diritto", è stato eletto il politologo Rovshan Mustafaev; come membri del Consiglio - il redattore del giornale "Azerbaidzan" Mechman Dzavadoglu e il profe

ssore universitario Azad Tagi Zade.

In concomitanza con i nuovi sviluppi dell' aggressione militare

armena in Azerbaidzan, durante la riunione, è stato eletto e approvato un appello.

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APPELLO

Italia, Roma

Noi, membri dell'ATAPR, ci rivolgiamo a Marco Pannella- Presidente del Consiglio Federale del PR, deputato del Parlamento europeo ..........e a tutti i membri del PR transnazionale!

Alcuni anni fa, quando per primi abbiamo sollevato la questione dei diritti dei 200.000 azerbaidziani e curdi in territorio armeno, il mondo è rimasto sordo di fronte alla nostra sofferenza. E come risultato, 200.000 persone offese e umiliate sono state cacciate nel peggiore dei modi dalle loro terre. Un anno fa, abbiamo sollevato la questione dei diritti degli azerbaidziani, dei curdi e dei russi nel territorio del Nagorno-Karabach, occupato dalle truppe armene. Il mondo, ancora una volta, è rimasto sordo al nostro appello. Come risultato, migliaia di bambini, vecchi e donne sono stati uccisi. Le antiche città di Shusha e Lacin, per non parlare delle centinaia di villaggi e paesi, sono state assediate e devastate dai militari armeni. L'eccidio perpetrato ai danni degli azerbaidziani, dei curdi, dei turkmeni meskeziti nella città di Chodzala, sembrava avesse sconvolto il mondo. Non più di tanto.

Oggi, parti dell'esercito regolare armeno, che sostengono gli apparati militari comunisti dell'ex-URSS, hanno occupato praticamente tutta la parte occidentale dell'Azerbaidzan, annegando nel sangue i primi germogli di democrazia e libertà. Noi comprendiamo benissimo che ci sia una forte componente di lobby armena nella politica internazionale, comprendiamo anche altrettanto bene, però, che oggi in Azerbaidzian non si decide solo del destino del sistema statale del nostro paese, ma anche del destino della democrazia, della sua conservazione e diffusione, in questa regione.

Ci rivolgiamo a tutti i radicali del mondo! Sostenete la nostra iniziativa per l'attuazione di tutte le possibili forme di lotta in difesa del diritto, della democrazia e della libertà - organizzate manifestazioni, meeting, scioperi della fame. Utilizzate i mass-media, pubblicate sui vostri giornali il nostro appello e raccontate come dalle mani dei carnefici armeni muoiano i migliori figli dei popoli azerbaidziano, russo, ebreo, russo e turco meskenita. Spiegate alla vostra gente che i profughi in Azerbaidzian non sono il risultato di conflitti etnici, ma la conseguenza logica di una politica "di zone etnicamente pure" condotta dal regime nazionalista armeno.

Ci rivolgiamo a tutti i deputati radicali!

In segno di quel lutto che si vive nella nostra terra, dove muore anche la vostra democrazia, indossate le fasce nere durante le sedute nei vostri parlamenti e non dimenticate, prima del loro inizio, di osservare un minuto di silenzio.

Sosteneteci, così come abbiamo fatto noi, che ci siamo interessati a tutti i problemi, indipendentemente se fossero sorti in Sud Africa o in Bosnia...

Ci rivolgiamo ai membri del Consiglio Federale del PR!

Tenendo conto dell'importanza della posizione geo-politica dell'Azerbaidzian come punto nevralgico della lotta per la democrazia e per i diritti umani, tenendo conto degli enormi tentativi del neo-comunismo di soffocare la libertà in questa regione per mano dell'Armenia, ci appelliamo al Consiglio Federale perchè analizzi la possibilità di una conferenza straordinaria del Pr transnazionale sui problemi della tutela e salvaguardia internazionale della democrazia nella regione transcaucasica. Da parte nostra, faremmo il possibile perchè la conferenza si tenesse a Baku, nella città a Est dove è stata issata per prima la bandiera della libertà e della democrazia.

 
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