| Conferenza Partito radicale |
| Pezzilli Dora
- 31 maggio 1993
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| Che il Partito Radicale, in quanto tale, non dica una parola su quanto sta accadendo, a cominciare dalla germania sui diritti della donna e piu' in generale sul concetto di autodeterminazione della persona, che per sua natura riguarda eccome la nonviolenza, mi lascia sconcertata; mi ricorda quella storia, nella quale una persona accortasi che la sua immagine rispetto all'esigenza della folla, era obsoleta o quantomeno discussa, si rifugiava come la struzza mettendo la testa sotto la sabbia; qualsiasi sia la faccia della nuova Europa, credo sia inutile nascondere l'evidenza, che l'Europa proprio perche' sulla strada interetnica, a a che federe con il problema della demografia, della composizione famigliare all'interno di un sistema che muta a dismisura i suoi punti di riferimento dopo la caduta, (del muro) che si appresta a confrontarsi con una nuova ideologia, questa volta di destra.Ora, sostenere che il problema donna, e' limitato alla donna stessa, mi pare lasci il tempo che trova; in realta'la nuova misur |
| a della sfida, proprio perche' centrata sulla scelta individuale rispetto alla vita, intesa come prassi di nonviolenza, riguarda essenzialmente la donna, vuoi perche' da sempre la piu' costretta a subire qualsiasi ideologia, vuoi perche' la prima vittima di qualsiasi guerra.Non dare una risposta, far finta che, la battaglia per l'autodeterminazione in materia di gravidanza, come di diritto di famiglia, non esista equivale ad emarginare la maggioranza della popolazione Europea al ruolo di subalternita' nel quale tutti i regimi l'hanno sempre tenuta.Io comprendo le ragioni per le quali, oggi, la battaglia transazionale viene piu' inserita in una logicespansionista che in una logi di area, ma sono altrettanto sicura, che ovunque ci sia un/una radicale non si possa fare a meno di condurre una battaglia per l'abolizione di ogni legge repressiva nei confronti della persona. In questo senso, la battaglia per la liberazione della donna, diventa discriminante assoluta per poter riconoscere qualsiasi partito o regime o proposta conservatrice o progressista.E' inutile gingillarsi, sia in Italia che altrove, ricercando spazi di alleanza con la chiesa o con chiunque se prima non sara' chiarita una posizione in materia.Voi sapete quanto io sia critica nei confronti della legge italiana, ma proprio perche' critica, chiedo a chi ne e' stata fra le maggiori portavoce, di dare una risposta, di non dimenticare, come la struzza, che la storia non si cambia, ne' si ricostruisce a propria immagine e somiglianza, di non fare l'errore tragico comune nella sinistra, di non far finta di nulla sperando nella dimenticanza.L'immagine del partito radicale, checche' se ne dica, si e' formata all'interno di un'area che su questa battaglia, come su quella divorzista, si annovera fra le poche se non uniche battaglie vincenti di quell'area progressista (brutta parola) di cui tanto si favoleggia. Dimenticarla significherebbe dimenticare l'Italia laica,l'Italia nonviolenta che contro l'aborto clandestino di massa aveva unito la donna cattolica e l a donna laica, il comunista e il fascista.Mi e' stato detto che Agora', e' in perdita, e probabilmente per cio' che riguarda la mia bolletta la cosa e' vera; mi e' stato detto che se non c'e' una risposta alla mia casella, tanto vale che io non scriva.Posso essere d'accordo con Emma, ma da vecchia idealista, sono convinta che il futuro della generazione prossima, passa attraverso la telematica, e non mi svesto....(Guccini), ora pero' e' necessario un riscontro, compagni,e' inutile tirarla alla lunga, se la nuova o vecchia generazione condivide anche in parte questa lettura e' ora che si sappia.E' ora che si dica.Dobbiamo dimenticare il partito di allora? E cosa vuol dire dimenticare una generazione storica? Puo' nascere una nuova Europa senza, quella esperienza?Secondo me no, e' pura eresia.Tutto resta,anche se tutto passa.Voglio abolire questa censura, assurda incomprensibile se non per chi non ha elaborato a sufficenza la propia storia. Parliamo di donna, di liberta' |
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