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Conferenza Partito radicale
Pezzilli Dora - 10 giugno 1993
Se qualcuno avesse dei dubbi in materia, bastera' controllare gli effetti sul piano dello sviluppo economico in Italia, di comunita' terapeutiche, medici, fattucchiere, santa madonna, che hanno goduto e godono dei benefici, che chiamerei dell'etichetta.Mentre coloro che hanno attraversato la legge sulla droga, anche senza aver commesso nessun reato in materia, sono costretti ad affidarsi all'assistenza o a prestare lavoro dequalificato, proprio a causa di quella etichetta. Bisognerebbe chiedere loro i danni di guerra.In ex-jugoslavia, se non si fa accortezza, puo' avvenire la medesima cosa, nei confronti di tutta una generazione probabilmente non ancora nata.Una bimba serba, potrebbe avere la sgradita sopreesa, venedno in Italia fra quarant'anni di essere trattata come veniva trattata una bimba tedesca appena finita l'ultima guerra.E penalizzata per qualcosa che non riguarda se stessa ma una etnia.Questo gioco, si chiama, perpetuazione dell'odio di razza.Il problema reale e' quindi: come far cessare sia l'un
a che l'altra guerra, senza causare vittime generazionali a causa di una etichetta?

Gaetano Dentamaro direbbe che bisogna sapere gia' la risposta per rispondere a questa domanda.Certo il problema sta nell'avere la risposta, sia dalla exyugoslavia sia da chi si droga, che non deve essere coatta, obbligatoria dettata dal bisogno di sopravvivenza, ma ottenuta attraverso il convincimento che chi non la pensa nella tua stessa maniera, non per questo e' disposto ad uccidere te e la tua famiglia.La falsa convinzione di chi chiede tribunali di questa fatta, parte dal presupposto sia di avere ragione per forza, sia dal fatto di non avere esperienza, ne' di droga ne' di guerra. E da un bisogno genitoriale ipocrita che lo conduce ad aver paura di chi si fa' la droga e di chi va' in guerra.Convinti come sono che basti fare una legge per risolvere il problema, inscenan tribunali di ogni sorta e poi se ne stanno al caldo in poltrona.

 
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