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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Alessandra - 15 giugno 1993
E' giunta all'ERA questa lettera, che ci sembra piuttosto interessante. Questa la traduzione dall'esperanto curata da Umberto Broccatelli.
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Da

Matthias Behlert

indirizzo di corrispondenza:

Berlin

Germania

Varsavia, 22 aprile 1993

Lettera mandata all'UEA e a molte associazioni esperantiste, compresa l'ERA.

Stimati samideani,

Sono un esperantista tedesco di 34 anni, che da circa 2 anni abita a Varsavia, in Polonia.

L'intento di questa mia lettera è informarvi sulla situazione dell'esperanto nei cosiddetti Stati Baltici, Lituania, Lettonia ed Estonia.

Nel novembre dello scorso anno mandai una lettera alle associazioni esperantiste di quei Paesi e alle sezioni esperanto di Radio Tallin e di Radio Vilnius e ad alcuni singoli esperantisti di quei Paesi, trattando le grandi possibilità che intravvedo per l'esperanto in quella parte del mondo. Tale lettera fu letta il 10 dicembre 92 durante una trasmissione in esperanto di Radio Tallin, fu pubblicata come articolo di apertura nel n·5/92 (uscito in ritardo) della rivista bimestrale in esp. "Litova Stelo" sotto il titolo "Stati Baltici, l'ambiente più favorevole per l'esperanto" e - inaspettatamente anche per me - sulla prima pagina del n·27 [aprile (1)] di "Eventoj" - Giornale internazionale indipendente del movimento esperantista, che esce quindicinalmente a Budapest, in Ungheria. Tale ampio interessamento sulle mie considerazioni - almeno fra gli esperantisti dell'Europa dell'Est - m'incoraggia a fare il passo successivo: scrivervi questa lettera.

La Lituania, la Lettonia e l'Estonia si trovano una accanto all'altra sul Mar Baltico e confinano con la Russia (l'Estonia e la Lettonia), con la Bielorussia (la Lettonia e la Lituania) e con la Polonia (la Lituania). Dal 18· secolo sono state occupate dall'esercito russo e incorporate nell'Impero Russo degli Zar. Le loro lingue nazionali furono oppresse. Dopo la Prima Guerrra Mondiale raggiunsero l'indipendenza, ma nel 1940 furono di nuovo occupate dall'esercito sovietico. Nel 1941 l'esercito hitleriano invase l'URSS e quegli Stati furono per tre anni occupati dai tedeschi, ma dopo la sconfitta di questi la Lituania, la Lettonia e l'Estonia furono di nuovo incorporati con la forza nell'Unione Sovietica. Nel 1988 si destò in quei Paesi un movimento per la riconquista dell'indipendenza, che comprendeva anche gran parte dei comunisti baltici e che portò alla dichiarazione d'indipendenza nel 1990. Mosca reagì col blocco economico e con operazioni militari. Ma, dopo poco più di un anno, l'indipendenza degli Stat

i baltici fu riconosciuta anche da Mosca.

I singoli Stati baltici sono abbastanza piccoli, ma insieme hanno l'estensione di un Paese europeo di media grandezza (per es. due volte l'area dell'Austria). Le lingue lettone e lituana appartengono a un ramo antichissimo delle lingue indoeuropee e non hanno "parenti" in Europa. Si somigliano fra loro e la comunicazione tra Lituani e Lettoni è parzialmente possibile. L'estone invece appartiene al gruppo delle lingue ugro-finniche e assomiglia soprattutto al finlandese. La comunicazione tra gli Estoni e i loro vicini lettoni è possibile solo per mezzo di una terza lingua. Finora la sola "lingua internazionale" nei Paesi Baltici è stata la non amata lingua russa. Ma da due anni il russo non solo è trascurato, ma anche respinto. Per es. sono scomparse tutte le targhe con nomi di strade o altre indicazioni in russo. Nelle scuole si cerca ora di insegnare soprattutto l'inglese, il framncese e il tedesco. Ciò è difficile perché mancano gli insegnanti. Ma se anche tutti gli alunni di quei Paesi potessero studiare

tali lingue o una di esse (per es. l'inglese), non riuscirebbero a parlarla bene al termine dei corsi scolastici. A imparare il russo gli abitanti dei Paesi baltici furono costretti con la forza e quasi tutto nella loro vita era collegato a tale lingua. Ma l'inglese, il tedesco o il francese essi ora non lo sentono parlare quasi da nessuna parte. Dunque la prospettiva dell'attuale situazione è che nel giro di alcuni anni la capacità dei giovani dei Paesi baltici di capirsi con persone dei Paesi vicini peggiorerà gravemente.

Questo è il principale motivo della mia convinzione che le condizioni di una rapida diffusione dell'Esperanto nei Paesi Baltici attualmente sono le migliori di tutto il mondo. Alcuni altri motivi li ho menzionati nella lettera citata all'inizio. Questi sono, ad es, il fatto che gli Stati Baltici si trovano molto vicini alla città dove nacque l'esperanto e che si trovano al di fuori della sfera d'influenza diretta dell'inglese e di altre lingue occidentali.

Esistono tuttavia alcuni fattori che ostacolano tale estremamente auspicabile evoluzione. Tra questi la cattiva situazione economica in quei Paesi è senz'altro il più importante. Lo stipendio medio mensile varia tra i 20 dollari (in Lituania) e i 40 (in Lettonia e in Estonia). La lotta quotidiana per l'esistenza non consente di pensare a idee riguardanti le lingue. Tuttavia anche una cattiva situazione può avere un aspetto favorevole, se si tratta della diffusione dell'Esperanto i quei Paesi. Questo perché con la stessa somma di denaro nei Paesi baltici si può fare molto di più per l'Esperanto che nei Paesi occidentali. Per es. con 30 dollari USA nei Paesi "ricchi" si possono comprare 2-4 libri di studio (grammatiche) o pagare qualcuno per 3-5 ore di lavoro. Nella regione baltica la stessa somma significa molte decine o persino centinaia di grammatiche o rispettivamente un salario mensile per una pesona che lavori per l'esperanto.

L'atteggiamento - almeno nei governi lituano ed estone - nei confronti dell'esperanto nel complesso non è negativo. Durante la mia permanenza negli Stati Baltici nel dicembre del 1992 ho saputo che circa due anni fa i ministeri per la pubblica istruzione di quei Paesi di loro iniziativa avevano preso contatto con le associazioni esperantiste dei loro Stati, proponendo loro di introdurre l'insegnamento dell'esperanto nelle scuole. Da quel periodo l'esperanto viene insegnato in alcune scuole di Tallin. L'associazione esperantista lituana purtroppo trovò solamente quattro persone abilitate all'insegnamento, per cui tutto il progetto fallì.

Dunque quei governi sono del tutto disponibili a permettere la diffusione dell'esperanto e a tale riguardo il loro atteggiamento è probabilmente il più positivo fra tutti i governi d'Europa o anche del mondo. Però essi finora non sono disposti a dare un sostegno finanziario o in altro modo concreto. Il principale motivo di ciò è probabilmente la valutazione che tale lingua attualmente nel mondo è usata solo molto raramente ed essi hanno timore a fare il primo grande passo. E' tuttavia possibile che ci ripensino. Alcuni giorni dopo la mia lettera alle associazioni esperantiste del Baltico scrissi anche una lettera a tutti tre i governi dei Paesi Baltici, con la quale cercavo di convincerli soprattutto del fatto che una crescente importanza dell'esperanto negli stati baltici causerebbe quasi automaticamente una crescita d'importanza di tale lingua anche in molti altri Paesi. Tale lettera l'ho scritta in esperanto e l'ho trasmessa alle associazioni esperantiste dei tre Paesi, con la preghiera di tradurla nelle

rispettive lingue e inoltrarla ai loro competenti ministeri. Questo è stato già fatto, nel frattempo, in Lituania e in Estonia, e probabilmente anche in Lituania, dove però purtroppo l'attuale ministro della pubblica istruzione per un qualche motivo non è favorevole all'esperanto.

Presentata la situazione nei Paesi Baltici, vengo a pregarvi di aiutare finanziariamente quegli esperantisti. Dopo aver letto la prima parte della mia lettera, certamente comprenderete che il vostro denaro attualmente potrebbe molto più efficacemente servire il movimento esperantista negli Stati baltici che nei vostri Paesi. Tuttavia questa situazione certamente non durerà in eterno. Per es. in Polonia all'inizio del 1990 il salario medio mesnile in moneta convertibile era all'incirca di 35 dollari. Attualmente, tre anni dopo, già ammonta a più di 200 dollari. Un'evoluzione molto simile è prevedibile anche per gli Stati Baltici. Perciò faccio appello alle Associazioni Esperantiste dei Paesi più agiati del mondo, a tutte le organizzazioni e ai privati, di girare nei prossimi anni una piccola parte del loro bilancio mensile ai conti delle Assoociazioni Esperantiste di Lituania, Lettonia ed Estonia presso l'UEA a Rotterdam. Dovreste pensare alla cessione di una somma tra l'1% e il 5% del vostro bilancio. Per vo

i questa non sarà una grande perdita, ma per la causa dell'esperanto, per gli esperantisti baltici, questo sarebbe un aiuto inestimabile.

Inoltre faccio appello specialmente all'UEA perché prenda contatto con i ministeri competenti negli Stati Baltici e proponga per conto suo l'introduzione dell'esperanto nelle relazioni interstatali tra quei Paesi. Sarei molto contento se l'UEA facesse propria tale iniziativa e per suo conto raccomandasse alle Associazioni Esperantiste del Paesi in migliore situazione economica di dar seguito al mio appello.

Donque sussiste una reale possibilità che nel corso dei prossimi anni l'esperanto acquisti una grande importanza nei Paesi Baltici e alla fine venga introdotto come lingua internazionale ufficiale da parte dei governi baltici. Le notizie di tale sviluppo, diffondendosi in tutto il mondo, certamente causerebbero una reazione a catena. Certamente questo stimolerebbe gli esperantisti negli altri Paesi ed essi aumenterebbero i loro sforzi per diffondere l'esperanto anche nei rispettivi Paesi. Molte persone comincerebbero a interessarsi di tale lingua, in parte anche semplicemente per il fatto che ne sentirebbero parlare per la prima volta.

E' prevedibile che soprattutto nei Paesi vicini a quelli baltici l'interesse per tale evoluzione sarebbe massimo e che, in caso di ufficializzazione dell'esperanto nei Paesi Baltici, presto seguirebbero altri Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale. Ma quando tale lingua avrà acquistato un grande importanza nell'Europa Orientale, certamente anche nell'Europa Occidentale un sempre maggior numero di persone s'interesserebbe ad essa. E secondo la mia convinzione allora l'esperanto inevitabilmente sarà ufficializzato anche dalla Comunità Europea. A quel punto sarà già una delle lingue più importanti del mondo e la sua diffusione in tutta la Terra certamente richiederà solo alcuni anni.

Dunque, considerando la rapidissima evoluzione che si verifica nel nostro tempo, ritengo possibile che nei prossimi dieci o quindici anni il nostro sogno divenga realtà e che l'esperanto divenga lingua internazionale per un crescente numero di persone sulla terra.

Che questo si realizzi veramente dipende in gran parte dal fatto che gli esperantisti baltici siano aiutati efficacemente da parte dei "samideani" occidentali.

Perciò ti prego, caro samideano, di trasmettere le informazioni e le proposte qui presentate al maggior numero possibile di esperantisti e di decidere - come organizzazione o come privato - di girare ogni mese una piccola somma ai conti delle Associazioni Esperantiste dei Paesi Baltici.

Per chi voglia seguire lo sviluppo della situazione nei Paesi Baltici, raccomando l'abbonamento alla rivista bimestrale di 32 pagine "Litova Stelo" (Stella lituana), che in esperanto informa in molti modi sulla Lituania e sul movimento esperantista nei Paesi Baltici (abbonamento annuo circa 12 dollari, per 6 numeri; ulteriori informazioni: Litova Esperanto-Asocio, LT-3000 Kaunas, a.d. 167. tel. [-70127] 208503). Purtroppo la pubblicazione di tale rivista attualmente comporta una grande deficit per l'associazione esperantista lituana, e solo un gran numero di abbonamenti da parte di esperantisti dei Paesi occidentali (a valuta convertibile) potrà assicurare il futuro di tale rivista bella e ricca di tradizione (fu pubblicata tra il 1920 e il 1940 e poi di nuovo dal 1991).

Ti prego di non dimenticare questa lettera. La cosa è importante. C'è una reale possibilità per l'esperanto ed è indispensabile utilizzarla. L'introduzione più rapida possibile di una buona lingua internazionale (dunque dell'esperanto!) è a mio avviso una delle più importanti condizioni per la sopravvivenza dell'umanità, perché solo col suo aiuto saremo capaci di capirci a vicenda e risolvere insieme i problemi sempre crescenti sul nostro pianeta. Dunque non possiamo certo attendere altri cento anni!

Ti chiedo solidarietà, non per me, ma per noi tutti. In tal modo infine non farai altro che aiutare te stesso. Perché, dopo aver letto questa lettera, capirai certamente quello che voglio dire con questa frase: se vuoi aumentare il numero dei sostenitori dell'esperanto nel tuo Paese, dà il tuo aiuto nel Baltico!

Io stesso ho già alcune idee concrete, in che modo si potrebbe efficacemente aumentare il numero degli interessati all'esperanto nei Paesi Baltici, e sono volentieri disponibile a dare ulteriori informazioni o a scambiare idee.

Con amicizia,

il vostro samideano,

Matthias BEHLERT

 
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