Via di Torre Argentina 76 - 00186 RomaAl Presidente della Rai
WALTER PEDULLA'
Al Direttore generale della Rai
GIANNI PASQUARELLI
Al Direttore di Rai Uno
CARLO FUSCAGNI
Ai responsabili del programma "A carte scoperte"
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Roma, 15 giugno 1993
La puntata del 14 giugno di "A carte scoperte" era dedicata alla questione droga e tossicodipendenza anche alla luce del recente referendum che ha sancito l'abrogazione delle parti più punitive della legge Jervolino-Vassalli. Abbiamo constatato che, ancora una volta, nessuno ha ritenuto di dover invitare un rappresentante del CORA.
Non staremo a ripetere qui tutto quello che il CORA ha prodotto in termini di iniziativa politica, di studio, informazione e documentazione. Diremo solo dei giorni scorsi: abbiamo incontrato i ministri della Sanità, di Grazia e Giustizia e degli Affari sociali i quali hanno accolto con interesse le nostre proposte, dichiarandosi d'accordo sull'urgenza di dare piena applicazione all'esito referendario e sulla necessità di dare corso a una politica di riduzione del danno sanitario e sociale, danni che vedono vittime sia i consumatori che i non-consumatori di droghe. Tra l'altro anche i medici cattolici, con l'ex ministro Bompiani, riuniti poco tempo fa in un convegno, si sono detti favorevoli a sperimentare la distribuzione sotto controllo medico di droghe ai tossicodipendenti per limitare i danni dovuti alla illegalità. Tutto questo è stato riportato dalla stampa ma nella trasmissione è stato ignorato, come molto altro del resto.
Molto presente invece il solito prefetto Soggiu che, ancora una volta, ha sfruttato la posizione derivante dalla funzione che ricopre per ammantarsi di una autorevolezza e di un'oggettività che, al contrario, ha ben dimostrato di non avere.
Sarebbe sinanche banale augurarsi che in seguito ciò non abbia più a succedere, o a decidere che succeda. Il problema è di avere piena coscienza dello scempio di legalità, di verità e di correttezza professionale, che si compie nel cancellare una presenza politica che, piaccia o meno, ha consentito che ci fosse la consultazione referendaria. Ritenere che tutti, ma proprio tutti, abbiano diritto a dire la propria fuorchè noi può trovare fondamento nella sola proterva e deliberata decisione di cancellare la nostra presenza politica e organizzativa.
Maurizio Turco
Segretario del CORA