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Conferenza Partito radicale
Boselli Michele - 28 giugno 1993
IN DEMOCRAZIA NON CI SONO NEMICI, CI SONO SOLTANTO AVVERSARI POLITICI

(intervista a Olivier Dupuis di Maxim Bozhilov pubblicata nel quotidiano bulgaro "Kontinent" di venerdi' 25 giugno 1993).

Il Partito radicale transnazionale e transpartitico non e' un partito chiesa nel senso tradizionale, non e' un partito dogmatico di ideologia rigidamente definita - dice Olivier Dupuis, coordinatore per l'Europa Centrale. Sin da quando era solo italiano, il Partito radicale svolgeva la sua attivita' in scadenze annuali. Ogni anno definiva due o tre obiettivi concreti per dare vita al partito, che alla fine dell'anno moriva, per rinascere l'anno successivo con nuovi obiettivi. Ha conservato il suo carattere anche quando si e' trasformato in partito transnazionale e transpartitico. In questo senso il partito non ha mai avuto delle risposte gia' pronte a tutti i problemi economici, sociali e politici.

Attualmente il PR ha 41 mila iscritti, di cui circa 550 parlamentari, nella loro maggior parte dall'Europa Centrale ed Orientale e dall'Italia. Stiamo andando avanti anche nei parlamenti di alcuni paesi occidentali.

- Tempo fa al partito si sono iscritti 42 parlamentari bulgari, appartenenti a partiti contrapposti, che difficilmente trovano un linguaggio comune. Che cosa li unisce nel vostro partito?

- Penso che siano gli obiettivi. Quest'anno parliamo dell'abolizione della pena di morte, dell'integrazione dell'Europa su una base politica - Europa che non sia limitata ai soli paesi della CE, ma aperta anche ai paesi ex-socialisti. Siamo anche molto impegnati sul problema della ex-Jugoslavia, piu' concretamente in questi ultimi mesi sulla battaglia per l'istituzione del tribunale internazionale contro i crimini di guerra. Un altro problema concreto e' quello della regolamentazione della dorga, ossia del controllo dello Stato.

Ma il nostro partito e' laico e non esige dai suoi iscritti di accettare tutti gli obiettivi e lavorare per la loro concretizzazione. Il partito offre la possibilita' ai suoi iscritti di mantenersi liberi nelle loro opinioni. D'altra parte la presenza dei vostri deputati ha contribuito alla comprensione in Bulgaria che in democrazia non ci sono nemici politici, ma solo avversari politici. Su una questione concreta, ad esempio la pena di morte, i fautori e gli avversari della pena di morte non si trovano tutti solo da una parte o dell'altra.

- Quale e' la composizione bulgara del partito?

- Ci sono molti giornalisti, ma io direi che sono rappresentate tutte le categorie sociali. Anche se il loro numero e' ancora ristretto ed abbiamo cominciato dal parlamento, cio' non significa che siamo un partito di parlamentari, anzi, uno dei nostri scopi e' radicarci in modo permanente nella societa' bulgara.

- Come e' finanziato il partito?

- Dalle quote d'iscrizione che equivalgono all' 1% del reddito pro capite in ogni paese. In Bulgaria sono 100 leva, in Italia sono circa 200 dollari.

- Quali saranno i prossimi obiettivi del partito?

- Per la definizione di questi obiettivi sara' molto importante l'Assemblea dei parlamentari che si terra' a Sofia dal 15 al 18 luglio. C'e' gia' una discussione ed uno dei problemi fondamentali sara' la promozione di una grande iniziativa in tutti i parlamenti europei sulla situazione nella ex-Jugoslavia. Un altro problema importante sara' probabilmente lo studio dei progetti per lo sviluppo dell'energetica e parallelamente lo smantellamento delle centrali nucleari pericolose.

- Ha delle impressioni sulla situazione politica in Bulgaria?

- Come militante di un partito nonviolento sono sorpreso da come si interpreta e applica la nonviolenza negli paesi ex-comunisti. Come vede dal nostro simbolo, siamo un partito gandhiano. I metodi nonviolenti, ivi compreso lo sciopero di fame, possono servire unicamente come strumento per stabilire il dialogo. Noi pure abbiamo fatto degli scioperi di fame molto duri e lunghi, ma era per far compiere decisioni gia' prese. O se lo sciopero di fame e' una sfida a una determinata persona, lo si fa per obbligarla a compiere una promessa o un impegno, cioe' il digiuno ha lo scopo di far fare a questa persona cio' che lei stessa ha promesso. Non abbiamo mai fatto scioperi di fame per obbligare qualcuno a fare qualcosa a cui lui non ha neanche pensato. In questi giorni in Bulgaria sta succedendo una cosa diversa che e' molto grave soprattutto per la persona che la intraprende. Invece di fare un tentativo di dialogo con il presidente della repubblica facendo un confronto o persino una contrapposizione di posizio

ni differenti, questo atto praticamente blocca qualsiasi dialogo.

- Potrebbe questo forum essere utilizzato per fini puramente partitici?

- E' possibile, ma non solo da parte bulgara, per esempio sulla questione della ex-Jugoslavia. Abbiamo dei croati, serbi, albanesi. C'e' un altro pericolo, oltre a quello che lei ha menzionato. Qui in Bulgaria secondo me il problema e' che l'appartenenza al partito si concepisce come appartenenza etnica ed il confronto non si produce al livello delle idee, ma e' fondato sull'appartenenza al clan socialista o al clan della SDS.

- Quali sono i criteri di selezione nel partito? Se qualcuno si vuole iscrivere per servirsene per scopi personali, ci sono dei meccanismi per impedirglielo?

- Solo il dialogo. Penso che anche in questo senso siamo un partito unico. Non conosco un altro partito in cui l'unica condizione d'iscrizione sia il pagamento della quota. Ma l'iscrizione e' annuale. Non e' come il battesimo - uno e' battezzato e appartiene per sempre a una chiesa. Noi il partito lo consideriamo piuttosto come un mezzo di trasporto che porta alla fermata che uno vuole. Uno paga il biglietto per viaggiare una, due, tre fermate. Gli scopi definiti per quest'anno possono piacermi, l'anno prossimo posssono essere individuati altri scopi che a me non dicono niente. Allora scendo dall'autobus.

 
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