(AGI) - Roma 10 lug - I somali della diaspora chiedono all'Italia di tenere un "profilo basso", pari a quello degli altri contingenti di Unosom II, e ritengono che in futuro la Somalia non debba intrattenere "rapporti privilegiati" con nessuno, pena un ritorno all'epoca coloniale. E' il parere che ha trovati concordi una decina di intellettuali somali fuoriusciti, che sono intervenuti questa mattina a una tavola rotonda del Partito Radicale dal titolo "E i somali cosa pensano?".
"E' innegabile che l'Italia abbia una buona conoscenza della realtà somala - ha detto Mohamed Aden Sheikh, ex ministro perseguitato da Siad Barre - ma oggi non ha carte in più rispetto a quelle delle altre missioni diplomatiche. Perché l'ambasciatore Augelli o il generale Loi dovrebbero avere più voce in capitolo dei francesi o degli inglesi? Preferirei - ha concluso - che l'Italia si limitasse a dare il suo contributo a Unosom II, mantenendo un profilo basso".
"Noi somali non vogliamo che un singolo Paese pretenda di avere un rapporto privilegiato - gli ha fatto eco Mohamed Abdi Yusuf, ex sottosegretario ai Lavori pubblici in Somalia - anche l'Italia deve dare il suo contributo ma attraverso l'Onu, altrimenti torneremmo indietro di 45 anni". (AGI)
SOMALIA: DIASPORA CHIEDE A ITALIA DI TENERE PROFILO BASSO (2)
(AGI) - Roma, 10 lug - Ancora più duro Hussein Mire, delegato dell'USP (United Somali Party) in Italia, che ha giudicato la pretesa italiana di avere un ruolo nel comando di Unosom II "totalmente ingiustificata". "Perché mai l'Italia, un Paese europeo e cristiano, dovrebbe avere un ruolo maggiore rispetto, ad esempio, al Pakistan musulmano, che ha rapporti con noi da 4 secoli, o ad altri Paesi arabi e africani?", si è domandato.
Yassin Artam, medico e assistente dell'Onu in Somalia, ha invitato l'Italia a seguire l'esempio del Belgio, "che ha inviato a Chisimaio l'intero staff di un'università di Liegi per studiare e capire la situazione somala".
L'unico riconoscimento all'Italia è venuto da Abdi Nur Yusuf, ed vice comandante della polizia di Mogadiscio e attualmente dipendente della Croce Rossa, il quale ha sottolineato la "comprensione dei valori culturali somali" che il nostro Paese ha dimostrato di possedere.
Al termine della tavola rotonda gli intellettuali somali hanno diffuso un documento in cui criticano l'Onu per il mancato disarmo delle fazioni, per non aver esteso a tutta la Somalia gli aiuti umanitari e per non aver saputo instaurare il dialogo tra le fazioni. (AGI)