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Partito Radicale Rita - 10 luglio 1993
SOMALIA: RIFUGIATI IN ITALIA CRITICANO "POLITICA DEL DIALOGO"

(ANSA) - ROMA - 10 LUG - E' un errore da parte dell'Italia insistere sulla "politica del dialogo" con le fazioni armate somale". Abdullah Ahmed Afrah, un professore di economia somalo, arrivato da pochi giorni a Roma da Mogadiscio, ha criticato la scelta italiana della trattativa, intervenendo ad un dibattito degli intellettuali della diaspora somala in Italia promosso dal Partito Radicale. "L'accordo raggiunto con i miliziani di Aidid per riprendere il controllo della zona del pastificio - ha detto Afrah - non garantisce nessuna sicurezza ai militari italiani: i problemi continueranno.". Mohamed Aden Sheikh, ex ministro e prigioniero politico durante la dittatura di Siad Barre, ha detto che l'Italia dovrebbe tenere una "politica di basso profilo" in Somalia. "Non vedo - ha sostenuto - perché l'Italia dovrebbe seguire una linea indipendente da quella di Unosom 2. Riguardo alla particolare conoscenza italiana della realtà somala, non capisco perché dovrebbero farne un miglior uso ora di quanto lo abbiamo fatt

o in passato". Alcuni si sono dichiarati contrari alla richiesta italiana di un maggior peso nelle struttura di comando, definendola come ricerca di una "posizione egemonica". "L'Italia ha ecceduto nella trattativa - ha detto Yassin Farah, un altro rifugiato somalo - e dovrebbe rientrare nell'impostazione data dall'attuale comando dell'Onu". (SEGUE)

10-LUG-93 16:05

SOMALIA: RIFUGIATI IN ITALIA CRITICANO "POLITICA DEL DIALOGO" (2)

(ANSA) - ROMA - 10 LUG - Secondo Sheikh, la missione internazionale ha commesso un errore fin dall'inizio; scegliendo di trattare con i "signori della guerra" ha finito per legittimarli comi leader politici, "mentre non rappresentano il popolo somalo, né i clan, ma solo i loro interessi personali e quelli dei loro eserciti".

Mohamed Abdi Yusuf, ex sottosegretario ai lavori pubblici, ha detto che i rastrellamenti di armi "devono continuare, ma contemporaneamente la missione internazionale deve ricuperare gli obbiettivi umanitari e di ricostruzioni che negli ultimi tempi sembrano essersi persi per strada".

"La classe intellettuale somala deve partecipare al processo di ricostituzione della società civile - ha affermato Sheikh - e la diaspora degli esuli deve cominciare a tessere una rete di legami, riorganizzarsi, tornare in Somalia e proporsi come interlocutore politico e mediatore nel processo di riconciliazione nazionale". (ANSA)

10-LUG-93 16:06

 
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