La segretaria del Partito Radicale, Emma Bonino, ha inviato oggi un fax lungo sessanta metri al pubblico ministero del Texas, Dan Morales, per chiedere che non venga eseguita la condanna a morte di Gary Graham. Alla lettera di Emma Bonino fanno infatti seguito le 759 firme in calce alla petizione per la concessione della grazia a Graham.
Le adesioni, raccolte presso il tavolo radicale aperto ieri per tutta la giornata a Roma alla Fontana di Trevi, non sono solo italiane. I turisti, padroni della capitale a Ferragosto, hanno aderito in massa all'iniziativa. Le firme sono di persone provenienti dai quattro angoli della terra: ad esempio da Spagna, Brasile, Sudafrica, Stati Uniti, Norvegia, Russia, Polonia, Messico, Irlanda, Olanda, Romania, Francia, Grecia, Australia, Gran Bretagna, Germania, Turchia, Bangladesh, Hong Kong, Argentina, Venezuela, Svezia, Algeria, Marocco, Ungheria, Corea del Sud, Burkina Faso, Israele, Slovacchia, Croazia, Austria, Giappone, Canada.
La petizione radicale assume un significato maggiore dopo l'ultima dichiarazione rilasciata dal governatore del Texas, che sostiene di aver ricevuto sino a questo momento solo diciassette richieste di clemenza per Gary Graham.
Questo il testo della lettera di Emma Bonino:
"Gentile Pubblico Ministero,
per conto dei 43mila membri del Partito Radicale Transnazionale,
per conto dei 614 parlamentari radicali di tutto il mondo,
per conto della Lega Internazionale per l'abolizione della pena di morte entro il Duemila
e a nome delle 759 persone che hanno sottoscritto ieri una petizione che chiede la grazia per Gary Graham
La prego di fare in modo che il Board of Pardons and Paroles tenga un'udienza equa sulla richiesta di Gary Graham di esaminare le prove di innocenza emerse successivamente alla sentenza di condanna a morte"