Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 29 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Olivier - 10 settembre 1993
Albania

Corrispondenza di Gjergj Zheji del Partito Radicale

Tirana, 7 settembre 1993

IL VETO ELLENICO CONTRO L'ALBANIA

Il presidente del Partito Democratico Albanese, il Sig. Eduard Selami, di ritorno da Budapest dove ha preso parte al Sedicesimo incontro dei 60 partiti dell'Unione Democratica Europea tenutosi dal 1-3 Settembre, ha parlato in una conferenza stampa a Tirana dei lavori di quest'incontro internazionale. Dopo aver messo in evidenza l'importanza di questa conferenza annuale, nella quale, ha detto, si decidono le linee politiche generali seguite dall'UDE, una delle istituzione politiche più potenti attualmente in Europa, il Sig. Selami ha confermato il fatto che questa conferenza assumeva un'importanza molto grande per il PD Albanese, poiché si attendeva che l'UDE approvasse l'ammissione del PD Albanese come membro di questa Unione internazionale. Come si sa, il PDA, da due anni, godeva lo status dell'osservatore permanente in questa Unione. Disgraziatamente, ha detto Selami, la conferenza non ha approvato l'ammissione del PDA come membro dell'UDE. E questo non per il fatto che il PD Albanese non aveva tutti i req

uisiti richiesti, ma per il fatto che il Partito Greco della Nuova Democrazia ha votato contro, mettendo cosi' il veto. Secondo lo statuto dell'UDE, per l'iscrizione di un nuovo membro devono essere d'accordo tutti i membri. Il Partito Nuova Democrazia ha approfittato di questa possibilità per votare contro con un argomento assurdo secondo cui "noi non rispettiamo i diritti della minoranza greca". Indipendentemente da ciò, ha continuato Selami, è molto positivo il fatto che tutti gli altri partiti come la CDU e CSD della Germania, il Partito Conservatore Inglese e quello francese, austriaco, svedese e tutti gli altri erano dalla parte del PD Albanese. Rispondendo alla domanda di uno dei giornalisti, il Sig. Selami, ha messo in evidenza uno dei momenti della Conferenza di Budapest, quando il rappresentante della Nuova Democrazia Greca, cercando di giustificare il suo atteggiamento, ha menzionato anche l'arresto del "capo dell'opposizione" albanese, e cioè di Fatos Nano, segretario generale del Partito Sociali

sta Albanese (l'ex Partito del Lavoro Albanese al potere durante i cinquant'anni di dittatura). La nostra reazione è stata immediata, ha dichiarato Selami: Fatos Nano non è in prigione come dirigente dell'opposizione, come dirigente del PSA, ma come un comune cittadino accusato di corruzione, le accuse mosse contro di lui riguardano il periodo durante il quale Nano è stato primo ministro di un governo formato dal Partito del Lavoro e non dal Partito Socialista Albanese che in quel tempo non esisteva. Uno dei giornalisti ha voluto sapere se da parte della Nuova Democrazia Greca ci sia stato qualche proposta di compromesso a questo riguardo. Il Sig. Selami ha spiegato che aveva avuto vari incontri ed anche molto lunghi con rappresentanti greci ma che, secondo lui, è un fatto molto increscioso che da parte ellenica i problemi si trattano in una maniera molto poco realistica. Uno dei compromessi da loro proposto è stato l'accettazione da parte del PD Albanese del Punto Sesto della Dichiarazione del governo greco

fatta tempo fa. Soltanto in questo caso essi sarebbero disposti a rinunciare al veto. "Noi non abbiamo accettato, ha detto Selami, poiché noi non siamo disposti a fare nessun compromesso che sia in contradizione con gli interessi nazionali." Il Sig. Selami ha accusato il governo greco, daltronde, di violare i più elementari diritti dell'uomo con la minoranza albanese in Grecia, i quali dopo la Seconda Guerra Mondiale furono espulsi in modo barbaro dalle loro case e privati di ogni bene. Oggi questa popolazione, i Ciami, sono sparpagliati un po ovunque al di fuori della Grecia, dove occupavano tutto i territori da Giannina fino e Prevesa, anticamente chiamata Thesprotia. A questi albanesi che oggi sono in minoranza, ma che prima erano quasi mezzo milione di persone, il governo greco non concede nulla, nemmeno il permesso di pubblicare magari un giornale, di conservare la loro lingua, di avere una scuola ecc. Intanto bisogna sapere che oltre i Ciami, in Grecia da tempi remoti vive anche un'altra popolazione a

lbanese che ancor oggi è molto numerosa (secondo alcuni studiosi, più di un milione). Questa popolazione viene chiamata dai greci "Arvanites", cioè albanesi, e si trova un po ovunque sul territorio ellenico, come nei pressi di Atene (un quartiere di Atene, il quartiere Pllaka, è tutta abitata da Arvanites; metà dell'isola d'Eubea come molte isole greche dell'Egeo, sono popolate soltanto da Arvanites; Arvanites si trovano nei dintorni di Corinto, nella Mores ecc. Questa popolazione ha conservato ancora oggi la lingua albanese, benché col tempo sia divenuta bilingue. Mai il governo greco, sia nel passato sia oggi non ha concesso loro nessun diritto per conservare la loro tradizione nazionale, non ha permesso e non permette nulla, anzi nega spudoratamente la loro esistenza!

Al termine della sua conferenza stampa, il Sig. Selami, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha ammesso che l'attuale governo albanese può essere "ristrutturato", ma che non era in grado di dire quando questa ristrutturazione verrà realizzata concretamente.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail