NON SI POTRA' AVERE PACE NEI BALCANI SENZA LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA ALBANESE
Rilindja, Tirana, 10 settembre 1993
Traduzione Gjergj Zheji
L'accademico Rexhep Qosja si è incontrato ieri con il capo del Centro Regionale Europeo che ha il compito di osservare gli avvenimenti in Serbia e Montenegro, il signor Stefan Hatis. L'incontro è avvenuto su richiesta di quest'ultimo, che desiderava conoscere le opinioni dell'accademico Qosja circa l'attuale situazione politica, etnica e sociale nel Kosova, come anche le sue opinioni per una soluzione della questione del Kosova, che in sostanza può essere considerata come la questione nazionale albanese.
L'accademico Rexhep Qosja, ha dichiarato, tra l'altro, che in Kosova, sotto gli occhi della comunità internazionale, è in atto una vera colonizzazione serba nelle forme più brutali, che sfrutta e discrimina gli albanesi. Questa situazione rende ancor più acuta la questione albanese, che è una grave ed importante questione nazionale nei Balcani e dalla quale, naturalmente, dipende l'intero equilibrio politico balcanico. Ancora non conosciamo, ha detto Qosja al rappresentante degli osservatori europei, il futuro atteggiamento delle forze internazionali, ma oggi come oggi, il loro atteggiamento riguardo la Bosnia, da una parte, il Kosova dall'altra parte, dimostra chiaramente che essi non si ispirano a solidi principi politici. Con il loro atteggiamento, essi consentono alla Serbia di creare quattro stati che domani potranno riunire in un unico stato, mentre per il Kosova offrono soltanto l'autonomia, che la popolazione albanese si rifiuta categoricamente di accettare. Per chi pensa, traendo insegnamenti dalla
storia, è chiaro ormai che nei Balcani non vi può essere pace, giustizia, ordine sociale se non verrà risolta così come si deve la grande questione albanese, cioè se per gli albanesi della ex-Jugoslavia non sarà possibile creare un loro stato. I Balcani non saranno mai quieti fino a quando gli albanesi, come nazione, non saranno uguali alle altre nazioni balcaniche, e cioè, fino a quando essi non si saranno uniti per formare un unico stato nazionale, ha concluso l'accademico Rexhep Qosja.