Roma, 14 Settembre 1993
Gentile signor Biscardi,
desidero portarLa a conoscenza della lettera che ho inviato oggi a Matarrese, nella sua qualità di presidente della Federcalcio.
Come sa, è sua opinione che il calcio sia un'attività agonistica che prescinde da qualunque altro impegno, e in più di un'occasione si è espresso contro qualsiasi espressione politica o umanitaria.
E' nostra opinione, invece - e credo sia anche la Sua, che nelle trasmissioni da Lei condotte dà spazio al "resto del mondo" - che il calcio non possa sottrarsi anche al suo compito di grande comunicatore.
Per queste ragioni, le invio l'appello per la messa in opera immediata del tribunale sui crimini nella ex-Jugoslavia, affinché Lei lo possa firmare insieme ai Suoi collaboratori.
Vorrei pregarla, anche, ove le fosse possibile durante questa settimana, di dare notizia della campagna in corso; della Sua eventuale adesione, e dell'invito a firmare che, spero, rivolgerà ai tifosi, agli sportivi, ai giocatori.
Con il Suo aiuto riusciremo forse a smuovere una situazione che, se non rischiasse di essere drammatica, rischia però il ridicolo: è difficile pensare che qualcuno si illuda ancora che esistano luoghi separati, sopra e al di fuori della vita di tutti i giorni.
La ringrazio e spero di sentirla presto.