LETTERA DEL DR. B. BUKOSHI, PRIMO MINISTRO DELLA REPUBBLICA DI KOSOVA, ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI GINEVRA
Rilindja, Tirana, 16 Settembre 1993
Traduzione: Gjergj Zheji.
Nella lettera di Bukoshi si legge, tra l'altro:
Bisogna costatare che, per il superamento della situazione estremamente tesa in Kosova, la Conferenza disgraziatamente non ha ottenuto nessun risultato. Le conversazioni per la soluzione del problema dell'insegnamento in lingua albanese, vengono puntualmente sabotate dalle autorità serbe, le quali, in netto contrasto con le decisioni della Conferenza, insistono che il Kossovo è una questione interna della Serbia. E ovvio che senza l'intermediazione della Conferenza è impensabile qualunque miglioramento della situaziona catastrofica dell'insegnamento in Kosova.
Dopo l'allontanamento da Kosova della Missione del CSCE (2.7.93), la repressione esercitata da parte delle autorità serbe contro gli albanesi, è divenuta sempre più dura. Secondo fonti imparziali (Il Consiglio per la Difesa dei Diritti e Libertà dell'Uomo, vari giornali, agenzie estere d'informazioni ecc.), risulta che durante questo periodo circa 2.500 albanesi sono stati picchiati, maltrattati, minacciati ed offesi in diversi modi e fra questi ci sono bambini, donne incinte e vecchi ottantenni ecc. In questo lasso di tempo, sono stati arrestati più di 50 persone, fra i quali la maggior parte ex-detenuti politici, fra i quali ci sono anche 5 membri del Parlamento della Repubblica di Kosova. Secondo le dichiarazioni dei famigliari ed avvocati difensori, la polizia politica pratica contro questi detenuti le più varie torture. Alcuni degli arrestati vengono accusati di aver collaborato con la Missione del CSCE (questo è il caso, p.e., di Prizreni dove furono arrestati 7 persone).
Dall'inizio di quest'anno, in Kosova sono stati uccisi dalla milizia e dall'esercito serbo 14 albanesi, dei quali 5 durante queste due ultime settimane. La situazione in Kosova si stà sempre più aggravandosi ed per questo che noi chiediamo dalla Conferenza Internazionale per la ex-Jugoslavia:
- Di far ritornare al più presto possibile in Kosova la Missione del CSCE alla quale si aggiunghino anche gli osservatori dell'ONU;
- il Kosova sia messo sotto la protezione dell'ONU fino allo stabilirsi della quiete, in modo che più tardi, sempre sotto la protezione dell'ONU, sia data alla popolazione la possibilità di decidere del suo futuro;
- la Conferenza incarichi la Commissione Badinter affinché definisca chiaramente lo status giuridico e politico del Kosova, il quale, secondo la Costituzione del 1974, era una entità federativa della ex-Jugoslavia, così some le altre sei repubbliche e la Vojvodina. Questo contribuirà ad evitare i paragoni del tuttofuori posto del Kosova con i krajni in Croazia ed i serbi in Bosnia;
- la cessazione dell'embargo contro la Jugoslavia (Serbia e Montenegro) sia condizionata con la soluzione definitiva del problema del Kosova.