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Zheji Gjergj - 23 settembre 1993
NOTIZIARIO ALBANESE NR. 3

L'ALBANIA DI FRONTE AL PROBLEMA DELLA DROGA

In questi ultimi tempi, nei giornali albanesi si sta parlando sempre di piu' della droga, la quale sta per divenire un problema anche per questo paese. A Durazzo, vi e' gia' un condannato per spaccio di droga che sta scontando una pene di alcuni anni; in un ospedale di Tirana, e' deceduto giorni fa' la prima vittima da una superdose, mentre sono sette i casi scoperti fino ad ora di campi dove si coltivava marihuana,canabis e opium in varie regioni del paese; intanto sono centinaia i casi di petidina e morfina rubate negli ospedali e farmacie ecc. Tutto cio' ti fa supporre che anche in Albania si sta diffondendo la droga,questa "malatia del secolo", come viene chiamata.

Molti giornali si domandano se questi sono i primi segni di un nuovo fenomeno oppure cio' si rende pubblico soltanto oggi, dopo il silenzio imposto dalla dittatura durante questi 50 anni. Per gli esperti e' piu' credibile questa seconda ipotesi.Essi sono d'avviso che il problema non e' nato oggi,ma esisteva gia' da tempo anche se non nelle odierne dimensioni.Una crescita ha avuto questo fenomeno specialmente questi due ultimi anni con i contatti avuti dai giovani con il mondo occidentale. Ed e' per cio' che tutti sono d'avviso che l' Albania oggi e' un paese dove la droga si coltiva,un paese che serve come punto di traffico tradizionale e internazionale di stupefacenti, paese dove la droga si consuma.

Secondo un sondaggio fatto dagli esperti nel mese di Maggio, Tirana figura come centro principale per il consumo della droga, mentre Durazzo , come centro principale per il traffico dell'heroina.I punti piu' nevralgici a Tirana sono il Lago Artificiale, i dintorni dello Stadio "Qemal Stafa", l'Accademia delle Belle Arti, il Parco davanti l'Hotel "Dajti" ecc. In questi ed altri luoghi, giovani di 22 fino ai 27 anni fanno uso della petidina o della morfina.

La Polizia Anticrimine soltanto adesso ha cominciato ad organizzarsi e specializzarzi per un settore che fino ad ora le era del tutto sconosciuto.Intanto si e' creato il Comitato Nazionale per la lotta contro la droga inquadrato anche nell' UNTCP, il Comitato Internazionale presso l'ONU con sede a Vienna. Questo comitato ha accordato al Ministero dell'Ordine dell'Albania una somma di 75.000 USD per un laboratorio che servira' per le analisi delle droghe. Intanto specialisti di questo comitato in Italia ed in Inghilterra hanno organizzato due corsi di qualificazione per gli specialisti albanesi.

LA COSTITUZIONE MACEDONE E GLI ALBANESI

In un'intervista rilasciata al giornale di Tirana "Rilindja Demokratike", Nezir Selimi, membro del Comitato Centrale del Partito per la Prosperita' Democratica (il piu' grende partito della nazionalita' albanese in Macedonia), traccia un panorama della situazione odierna di questa nazionalita' in questo paese. In primo luogo egli se la prende con l'odierna costituzione, dove la posizione degli albanesi, a confronto con la costituzione del 1974, e' peggiorata. Con il gruppo dei nostri deputati al parlamento, noi abbiamo reagito e abbiamo votato contro l'articolo della costituzione dove si legge: "La Repubblica della Macedonia e' lo stato del popolo macedone e delle altre nazionalita',quella albanese, turca ecc." Noi abbiamo chiesto e chiediamo ancora che questo articolo venga cambiato e formulato cosi': "La Repubblica della Macedonia e' lo stato del popolo macedone, del popolo albanese e delle altre nazionalita'".E chiediamo questo, poiche' siamo la seconda popolazione dopo i macedoni, costituiamo il 40 % de

lla popolazione, siamo autoctoni in questi territori e con una identita' etnica ben definita e percio' non possiamo accettare di essere considerati come una minoranza etnica.

Per quanto riguarda l'insegnamento, Neziri afferma che l'attuale costituzione riconosce agli albanesi il diritto dell'insegnamento nella lingua materna soltanto a livello della scuola media. "Noi chiediamo,continua Neziri, l'istruzione per gli albanesi a tutti i livelli compreso l'universita'.Il mondo conosce molti casi dove, non soltanto per le nazionalita', ma anche per le minorenze,sono stati riconosciuti i diritti per l'insegnamento universitario nella propria lingua,come avviene, per esempio, in Svezia, in Norvegia,in Albania per la minoranza ellenica ecc."

Nella costituzione attuale, continua Neziri,alla lingua albanese e' riservata un trattamento uguale a quello della lingua mecedone. Nei territori dove gli albanesi sono in maggioranza, la legislazione permette l'uso dell'albanese come lingua dell'amministrazione. Cio' puo' avvenire in centri come Ohri, Struga, Manastir, Diber, Kerciova, Gostivar,Tetova, Kumanova, Scopie ecc. Ma cio' non avviene, poiche' la legge per l'amministrazione locale non lo permette e cosi la lingua albanese continua ad essere discriminata.Lo stesso si puo' affermare anche per i simboli nazionale, i quali sono permessi dalla costituzione, ma non dalle leggi in vigore.

La popolazione albanese si sente discriminata anche nella sua partecipazione negli organi statali, specialmente nella polizia, nell'esercito cosi come anche nelle istituzioni sociali, nelle imprese economiche ecc. Il numero degli albanesi nell' ammistrazione statale centrale e' soltanto di 3-4 % .Anche per quanto riguarda l'informazione, gli albanesi si sentono discriminati.Essi hanno soltanto un giornale che esce soltanto tre volte alla settimana, mentre nella lingua macedone si pubblicano alcuni giornali, la TV macedone possiede 3 canali televisive con unprogramma di piu' di 35 ore. Mentre in lingua albanese ha un programma di solo 55 minuti, per di piu' la domenica non trasmette nemmeno un minuto.

Anche l'attuale legge per la cittadinanza, ha proseguito Neziri, continua a discriminare gli albanesi.L'articolo nr.26 di questa legge dice: "Per ottenere la cittadinanza macedone, i cittadini della ex-Jugoslavia devono avere una permanenza di 15 anni nella Repubblica della Macedonia," Intanto bisogna ricordare che la legge jugoslava affermava che chi possedeva la cittadinanza della RFS Jugoslava, possedeva automaticamente anche la cittadinanza della repubblica in cui viveva. Resustato di tutto cio' e' il fatto che a decine di migliaia di albanesi si nega attualmente la cittadinanza mecedone in un tempo che cio' non succede per gli macedoni etnici.

Tirana,li 23.9.93 G.Zheji

 
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