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Conferenza Partito radicale
Ottoni Sandro - 30 settembre 1993
ALBANIA, MONTENEGRO, SERBIA: RAPPORTO SU INCONTRI E PROPOSTE DI INIZIATIVA POLITICA 21-27 sett 1993
di Massimo Lensi e Sandro Ottoni

ALBANIA Tirana

In Albania nelle 24 ore di transito per il Montenegro abbiamo incontrato due dei nostri tre consiglieri generali: Pallandi Majko del Partito Socialista ed Arben Mecaj del Partito Democratico.

Dalla discussione che abbiamo avuto e' emersa la possibilita' di iniziare come partito radicale una campagna di informazione sull'AIDS e in toni piu'sfumati sull'antiproibizionismo.

Il problema AIDS non ha raggiunto livelli "occidentali" (sono segnalati solo 2 casi ufficiali), ma vi sono già alcune piccole iniziative di informazione sul tema, promosse dal governo.

Una serie di iniziative specifiche radicali: assemblee, tavoli di informazione, una mozione parlamentare ecc. potrebbero essere facilmente messe in piedi.

In Albania uno dei principali problemi e' quello legato alla approvazione della nuova costituzione. E' al lavoro una commissione parlamentare che dovrebbe aprirsi anche ad esperti giuridici. Ma i problemi legati alla transizione dal periodo di Hoxha alla democrazia hanno provocato laceranti conflitti in Parlamento, tanto che i Socialisti hanno deciso, tra le varie iniziative di opposizione, un' "Aventino". Su questo punto (iniziative radicali legate alla costituzione come p.es. sulla legge elettorale) i Consiglieri generali PR hanno suggerito la non opportunita' di un qualsiasi intervento diretto del partito in quanto tale.

Su un tema specifico come quello della abolizione della pena di morte invece i deputati membri del Cg hanno ritenuto possibile un lavoro di lobby parlamentare per abolirla e non ripresentarla nella stesura definitiva della nuova costituzione.

Sempre su questo e' possibile iniziare, ulteriormente, una campagna per l'abolizione (che ha tra i suoi principali "motori" Gaqo Apostoli, altro deputato membro Cg, depositario in parlamento di una mozione sul tema) e che potrebbe svilupparsi a Tirana in raccolte firme di sostegno e manifestazioni.

Campagna sul tribunale

Come forse saprete la campagna di raccolta firme sull'appello per il tribunale internazionale, coordinata dai nostri due di Tirana, Artur Nura e Giorgio Zheji ha avuto un discreto successo: hanno firmato oltre 70 deputati di tutti i gruppi, il primo ministro Aleksander Meksi, il presidente e il vicepresidente del parlamento ed oltre 200 tra intellettuali, artisti e scrittori tra cui Ismail Kadare, raggiunto a Parigi dove vive.

Dovrebbe uscire su questa iniziativa una intervista sul quotidiano Reljndia.

TRA ALBANIA E MONTENEGRO Nota di colore.

Un piccolo flash sul viaggio Tirana-Podgorica: autista, procacciato dai liberali, paurosamente ubriaco fin dall'inizio, sette fermate per le piu strane ragioni tra le quali visita ad un suo amico all'ospedale e rifornimento di benzina uso contrabbando, con riempimento del vano motore con sei bottiglie molotov di plastica, multa per eccesso di velocita' su strade piene di bambini, mucche ecc. strade famose per avere il piu alto tassi di incidenti -nel mondo-; altre tappe nel bar del paese dell'autista nonche a casa della famiglia dell'autista, dove abbiamo dovuto godere della famosa ospitalita montenegrina: praticamente un litro di vino ghiacciato a testa, a digiuno, in un quarto d'ora. Risparmiate la facile ironia: nonostante la nostra nota simpatia per l'alcool, abbiamo dei limiti. Infatti nel corso di questo allucinante tragitto abbiamo entrambi vomitato.

Bleah!

MONTENEGRO Cetinjie, Podgorica

Veniamo agli incontri.

Il partito liberale del Montenegro che gode di un consenso del 25% secondo un recente sondaggio (con una consistente adesione anche di albanesi e musulmani), intende restituire al Montenegro la sua sovranita repubblicana, perduta nel 1990 dopo una serie di imponenti manifestazioni serbe ed un referendum truccato. Rappresenta probabilmente la piu forte opposizione democratica e non etnica al regime di Milosevic e gode di un consenso crescente, nonostante la mancanza di mezzi di comunicazione. Unica eccezione e il settimanale Monitor, indipendente ed aperto a tutte le voci di opposizione.

I liberali hanno anche le strutture gia predisposte per una radio ma non ottengono la frequenza dal governo, su questo anche cercano appoggi internazionali.

E'immaginabile in proposito una nostra iniziativa?

Considerata la grande influenza dell'Italia su questo paese potrebbe essere sufficiente una lettera-appello firmata da alcune decine di parlamentari italiani, al presidente montenegrino Bulatovic. Oppure, un analogo testo firmato da vari deputati radicali iscritti nel mondo.

Si tratta di un piccolo ma concreto e vitale obbiettivo, di non difficile persecuzione, considerato che in Serbia esistono pur sempre radio e tv indipendenti.

Dirigenti e non del partito liberale si sono iscritti entusiasticamente, oltre a firmare l'appello, tanto e' il loro sentimento di isolamento e bisogno di referenti internazionali.

Invece l'altra opposizione che abbiamo contattato, i socialdemocratici, si mostra molto piu' scettica e diffidente. Poiche' intendono ripresentarsi alle elezioni federali, dove hanno 4 deputati, hanno paura di compromettersi anche solo firmando l'appello. Basti comunque dire che il loro obbiettivo e' entrare nell'internazionale socialista.

Per entrambi i partiti ha suscitato molte perplessita il punto 2) della mozione di Sofia, dove si parla del riconoscimento della Jugoslavia. Abbiamo dovuto arrampicarci sugli specchi per giustificare quella formulazione effettivamente ambigua e poco rispondente alle aspettative montenegrine.

SERBIA

A Budapest, in un incontro con Balla Lajos, deputato iscritto, abbiamo appreso che la situazione serba va via via peggiorando per l'aspetto economico: l'embargo si fa sentire sempre piu pesantemente ed anche a Belgrado i generi alimentari scarseggiano, con code all'alba per il pane ed il latte, presto esauriti e mele come unica frutta & verdura.

Lajos esprime inoltre un totale scetticismo sul raggiungimento di accordi riguardo alla Bosnia. Anche fosse, ci dice, sarebbe comunque immediatamente violato. I radicali-cetnici stanno cercando di far cadere il governo, condannando la linea di trattative adottata da Milosevic, e l'embargo esaspera sempre di piu la situazione. Difficile in tale contesto risulta raccogliere firme di una qualche autorevolezza, sia per la paura di esporsi, sia per il disinteresse sul tema.

 
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