Il Manifesto pubblica un box taglio basso, Il Giorno pubblica una notizia di agenzia, L'Unità, forse unica nell'insieme titola: Giura la Corte sui crimini etnici. Nasce il tribunale Onu ma sono un rebus la sede e i fondi. Poi c'è la corripondenza de La Stampa da L'Aja e l'intervista al Pubblico Ministero: "Smeniremo gli scettici, sarà un vero tribunale" - che trascriviamo a parte. Per il resto titoli negativi, articoli zeppi di commenti e di poche notizie, il tutto infarcito di scetticismo, di sensi di colpa e di impotenza. Dei radicali, della mobilitazione internazionale a favore del tribunale, della conferenza stampa a cui sono intervenuti due ministri, Andreatta e Conso, nessuna notizia. Ma la notizia sul tribunale qual è? A leggere questi articoli sembra che già prima di nascere sia fallito. E invece di contribuire a far sì che sia efficace...
La Repubblica
Quell'inutile Norimberga
Occhiello: Totale disinteresse anche da parte delle vittime dei massacri. Ai giudici solo un dossier compilato a Belgrado. Niente impiutati alla sbarra, scarsa possibilità di emettere vere sentenze: il processo sembra più un alibi per la cattiva coscienza del mondo
Inizia così l'articolo di Vanna Vannuccini, inviato per il quotidiano di Scalfari all'Aja:
"Il mondo che non fa nulla per fermare i crimini in Bosnia si accinge a processare i criminali. In teoria naturalmente. Il Tribunale è stato presentato come una nuova Norimberga, anzi di più: come un inedito storico. A Norimberga infatti erano i vincitori a giudicare i vinti. Qui si crea invece un primo segmento di giurisdizione universale. La pratica è molto diversa.Finora la cvomunità internazionale non ha saputo mantenere, rispetto a quello che accade nei Balcani, nè una singola promessa nè una singola minaccia. E tutto sta ad indicare che il Tribunale ad hoc non sarà che l'ultimo anello di questa penosa catena. E' sintomatico il disinteresse delle vittime per questa nuova istituzione di diplomazia giuridica. Non sono stati i mussulmani - che restano le vittime della guerra in Bosnia anche se ormai, quando possono, adottano i metodi dei loro carnefici -m a mandare al tribunale documenti sulle persecuzioni subite. Nessuno di loro si aspetta più nulla dall'Occidente. E' già arrivata invece ai giudici, ben
rilegata e con tutti inomi e i cognomi, la documentazione fornita dai serbi." Poi prosegue mettendo in evidenza l'assenza di musulmani all'interno della Corte. "Se almeno l'iniziativa della creazione del tribunale fosse stata l'occasione, per il Consigliod i Sicurezza, per prendere una posizione più decisa, per lanciare un appello ai governi a fare finalmente qaulcosa." L'articolo prosegue poi con le dichiarazioni di Fleshauer, di Cassese e del pubblico ministero Salom, per concludersi con le parole dello stesso Salom: Se nel ventunesimo secolo la comunità internazionale sarà migliore di quella di adesso, un precedente di giurisdizione internazionale sarà già a disposizione".
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Il Giornale:
UNDICI GIUDICI PER TROPPI MASSACRI
Una macchina imponente che molti osservatori temono sia inefficace.
Nonostante la collennità della cerimonia, nonostante l'avvio di una complessa impalcatura giuridica, c'erano dubbi, ieri all'Aja, sulla reale efficacia del tribunale.
DEPUTATI DI 31 PAESI CHIEDONO LA PACE
Roberto Formigoni, presidente dell'associazione per l'Europa, presentando le iniziative dell'International Parlamentarians against Genocide in Bosnia, propone di agire subito. Ciò significa fare pressione sui governi dei Paesi Europei, rilandiare le iniziative umanitarie e risvegliare le coscienze. In che modo? Intanto sollecitando una'assemblea generale delle Nazioni Unite per tirar fuori il dossier Bosnia dalle secche del Consiglio di sicurezza, perchè sul modo di intervenire e sulla politivca da seguire a decidere siano tutti i Paesi membri; poi sollecitando la messa a punto di un nuovo piano di pace dopo il fallimento di quello proposto da Owen e Stoltemberg, sviluppando nuovi progetti umanitari e cercando di rendere operativi con ogni mezzo quelli già stabiliti e, infine promuovendo un'agenzia di servizi di informazione permanente che trasmetterà reportage, notizie e immagini per tutto il mondo.
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Il Corriere della Sera
MA UNA NORIMBERGA SENZA IMPUTATI E' INUTILE
Intervento di Franco Venturini
"Ma quale giustizia dovrà ora amministrare il tribunale speciale per la ex Jugoslavia? La giustizia teologica, astratta, lontana, poco credibile di chi condanna il massacro senza aver prima provato a fermarlo? L agiustizia aristocratica e antisorica di chi ha scelto di non morire per Sarajevo ma pretende di sancirne il destino?"
Il tribunale dell'Aja per Venturini è condannato, dunque, "alla stessa sorte delle risoluzioni bellicose approvate dal Consiglio di Sicurezza e poi sul terreno insaguinato della Bosnia rimaste inapplicate", prendendosela con la non previsione della condanna in contumacia: "Vogliamo davvero immaginarcelo un Kardzic che si mette in viaggio per graziosamente presentarsi alla condanna?" Dando per scontato, poi, che al banco degli imputati "non siederanno mai assassini e stupratori, i Milosevic, gli Izetbegovic e i Tudjman per rendere conto ognuno delle proprie impari responsabilità" Venturini conclude affermando che "l'Occidente su quel banco non sfigurerebbe£. Insomma, un tribunale che è "già un alibi per chi vuole voltare pagina".
La prossima volta è meglio che l'Europa prevenga i conflitti e che non ci sia bisogno di tribunali speciali. "Questa è la sentenza che viene da Sarajevo".
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