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Un italiano è stato acclamato, all'unanimità, Presidente del Tribunale internazionale ad hoc per i crimini di guerra nella ex-Jugoslavia. Gli 11 alti magistrati del primo organo della giurisdizione penale internazionale della storia mondiale, hanno eletto, nel corso della seduta inaugurale, il 17 novembre scorso, a l'Aja, Antonio Cassese, docente di Relazioni internazionali presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. Dall''87 all''88 Antonio Cassese ha guidato il gruppo di lavoro del Consiglio d'Europa sui diritti umani; dall''89 al '93 è stato presidente della Commissione del Consiglio d'Europa per la prevenzione della tortura.
"Ho intenzione di rendere estremamente efficiente l'azione del Tribunale internazionale", spiega convinto. Molti i problemi che la Corte penale internazionale si trova già ad affrontare, dalle questioni più pratiche (finanziamenti, sedi logistiche e personale specializzato), a quelle relative all'elaborazione del regolamento interno che costituirà l'embrione di un vero e proprio codice di procedura penale internazionale. Ma la collaborazione con le autorità olandesi è ottima; ed i rapporti con la Commissione Bassiouni eccellenti.
Quale sarà il calendario dei lavori del Tribunale?
I membri della Corte hanno lavorato sodo fin dalle prime settimane. Tra l'altro abbiamo stabilito proprio il calendario dei nostri lavori. Nel 1994 avremo 3 sessioni, la prima a metà gennaio di 4 settimane. Lavoreremo in sessione all'Aja per più di sei mesi.
Che cosa farete nella prima sessione?
Avremo molti problemi da discutere. Il più rilevante sarà costituito dalla stesura finale del regolamento procedurale. Si tratterà al contrario di un primo codice di procedura penale internazionale. A Norimberga avevano un regolamento di 3 pagine e mezzo. Il nostro sarà costituito da 150 articoli (e un centinaio di pagine).
Sarà una normativa che farà giurisprudenza a livello internazionale...
Certamente. Sarà un precedente importante. Come lei sa, le Nazioni Unite stanno cercando di creare un Tribunale penale permanente, il quale naturalmente si potrà ispirare a questo codice di procedura che stiamo elaborando.
Ma quali saranno i punti più interessanti di questo "mini-codice" di procedura penale?
Il regolamento prevede non soltanto la struttura ed il funzionamento interno del Tribunale, ma anche il ruolo e i compiti del Procuratore generale, i diritti degli accusati, i rapporti con le autorità nazionali. Una volta assicurati alla giustizia internazionale gli accusati (con la collaborazione degli Stati) si porrà il problema dei processi. Come si dovranno svolgere? Ci sarà da scegliere fra il rito inquisitorio e quello accusatorio. Sarà necesario prendere il meglio dei due modelli.
Quindi si dovrà pensare ad una "formula mista"...
Certamente. Però sarà molto delicato; dovremo contemporaneamente rispettare i diritti degli accusati ed avere dei processi estremamente rapidi ed efficaci. Io tengo molto all'efficienza del Tribunale.
Quando si terrà il primo procedimento di fronte alla Corte?
Ho preso tutte le misure per fare in modo che i primi processi, ovviamente se arriveranno degli atti d'accusa dal Procuratore, possano iniziare in aprile.
Che giudizio dà del nuovo Procuratore generale, Ramon Escovar Salom?
A me pare una persona molto seria. In America Latina è stimatissimo. Attualmente ricopre l'incarico di Procuratore generale dello Stato in Venezuela. Molto dipende proprio da lui, ma io non escludo che si possa iniziare con i primi processi in aprile.
Ci sono altri punti importanti per quello che riguarda il regolamento procedurale?
Un altro punto molto significativo è quello concernente la norma statutaria che sembre prevedere l'impossibilità del processo in contumacia. Bisognerà vedere fino che punto ci dovremo attenere a questo principio. Bisognerà infatti impedire a degli imputati di farsi beffa del Tribunale semplicemente nascondendosi grazie ad appoggi politici.
In questi mesi si è molto parlato dei problemi finanziari e logistici del Tribunale; a che punto stiamo su questo fronte?
Io sono più ottimista di quanto non lo fossi all'inizio. Ci sono buone prospettive di avere, già per l'inizio del 1994, una sede adeguata. Il governo olandese ha offerto di pagare l'affitto per i primi 6 mesi e inoltre inizierà presto i lavori per costruire un braccio speciale del carcere dell'Aia riservato agli accusati del Tribunale internazionale. Ho buone notizie anche da New York: il Senato Usa ha approvato uno stanziamento di 3 milioni di dollari (circa 5 miliardi di lire) per il Tribunale. E le autorità statunitensi, britanniche e canadesi ci hanno messo a disposizione personale giudiziario specializzato.
Quali sono i rapporti con la commissione degli esperti dell'Onu (attualmente presieduta da Sherif Bassiouni, già candidato all'incarico di Procuratore)?
Anche in questo caso i rapporti sono semplicemente eccellenti. Bassiouni mi ha già mandato vari documenti; ed è prontissimo a fornire tutto il materiale che ha al Procuratore.