Risposta di Sandro Ottoni, membro della Segreteria PR, alla lettera di Zlatko Soric, pubblicata il 24-11-93 su "Nedeljna Dalmacija".(cfr. Conf. Babele n.177)
titolo: "IL PROBLEMA SONO I SOLDI"
Rispondo subito ad alcune delle domande che signor Soric, di Veli Iz, rivolge al nostro partito, anche se non mi è chiaro se la sua polemica sia rivolta verso di noi o piuttosto, verso altri non specificati ambienti politici e giornalistici croati. Le rispondo per quanto è di nostra pertinenza.
Il signor Soric in sostanza ci accusa di non avere consentito agli anonimi cittadini di firmare la nostra petizione sulla costituzione del Tribunale internazionale.
Le assicuro che non avremmo nulla in contrario al proporre questa o altre petizioni a tutti i cinque milioni di croati, ne tanto meno a pubblicare in merito intere pagine sui giornali: il piccolo problema e che la politica costa, e ancor di più costa per un partito come il nostro, transnazionale, che opera quindi in più paesi contemporaneamente, con spese di struttura enormi. Le diro' anche che, per la stessa ragione, i quattrini, saremo presto costretti a chiudere la nostra sede in Croazia ed a ridurre notevolmente la nostra attività in quest'area. Da due anni chiediamo, inutilmente, alla municipalità di Zagabria di avere, come tanti altri partiti hanno già avuto, una sede a prezzi politici. Noi viviamo esclusivamente di autofinanziamento, di quote versate da cittadini in tutto il mondo. Con quelle quote abbiamo sostenuto decine di iniziative internazionali in favore della stessa Croazia.
Ma torniamo all'ultima petizione che lei ci accusa di non aver reso abbastanza pubblica, vi è un altro elemento da considerare, oltre quello economico. Questa nostra petizione è stata inviata innanzitutto a tutti i parlamentari croati, a decine di sindaci, ai presidenti regionali, ad alcuni intellettuali ed artisti noti, oltreché presentata in comunicati e conferenze stampa. Se poi costoro hanno o non hanno risposto, se la stampa ci ha dato poco o molto spazio, al limite, non è un problema nostro.