"IL TEMPO" (servizio di Cesare De Carlo)Buona parte dell'Amministrazione si schiera con chi chiede di liberalizzare la vendita di droga per combattere la criminalità.
Ma il presidente è irremovibile: "la legge sugli stupefacenti non si tocca".
Washington-Nel clima già natalizio della capitale scoppia come una bomba la polemica sulla droga. Bisogna legalizzarne la vendita? O bisogna rassegnarsi all'aumento indiscriminato della criminalità? Il 60 per cento dei reati violenti è legato in qualche maniera all'uso degli stupefacenti. L'amministrazione Clinton è spaccata. Da una parte la signora Joycelin Elders, surgeon general, vale a dire la massima autorità federale in campo sanitario, e molti esperti nel settore della giustizia. Dall'altra la Casa Bianca, con il presidente Bill Clinton in testa. Il casus belli è stato un discorso della Elders al National Press Club. "Credo - ha detto - che ridurremmo di parecchio il tasso di criminalità se legalizzassimo la droga. Non conosco le ramificazioni di una decisione del genere. Dobbiamo studiarle. Quel che so è che alcuni Paesi hanno condotto esperimenti in questo senso, hanno cioè legalizzato la droga, hanno visto scendere la criminalità senza alcun aumento nel numero dei drogati". Immediata la reazione de
lla Casa Bianca. Prima è intervenuto il vice-presidente Gore: quella della signora Elders è una "terribile idea". Poi lo stesso presidente: "Sono contrario. Nè ritengo ci sia alcun motivo per studiare la cosa. Il surgeon general ha espresso un'opinione personale e le ho fattogià sapere che non sono d'accordo". Ha citato il caso del fratello Roger. "Mio fratello non sarebbe uscito dal tunnel della droga se essa fosse stata reperibile sul libero mercato. Avrebbe continuato ad avvelenarsi con la cocaina e a quest'ora sarebbe morto". Anche i repubblicani sono-per una volta-allineati sulle posizioni del presidente democratico. Intima il sen.Don Nickels, Oklahoma: la signora Elders si dimetta. Per Bob Dole, capogruppo al Senato, "la proposta rappresenta un attentato alla salute di tutti". La signora Elders è una robusta negra di 45 anni. E' diventata surgeon general da pochi mesi. Il surgeon general è-come già detto-la più alta autorità sanitaria degli Stati Uniti, mentre il segretario alla Sanità è il capo del Di
partimento amministrativo. E' amica personale del presidente. Anche lei viene dall'Arkansas. Ricopriva una carica più o meno analoga nell'amministrazione locale. La ratifica della sua nomina da parte del Senato fu piuttosto tempestosa. I repubblicani e parte dei democratici l'accusavano di avere idee radicali su aborto e educazione sessuale, di promuovere la promiscuità distribuendo gratuitamente preservativi nelle scuole. Dopo una lunga battaglia e il personale intervento di Clinton, la nomina passò. La proposta è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Ha sconvolto amministrazione e Congresso, ma ha catturato consensi fra gli esperti. Il giudice Robert Sweet, uno dei più noti sul piano federale, ammonisce a non dimenticare la lezione del proibizionismo. Sino a quando la vendita di alcool fu proibita, imperversò una criminalità legata al suo contrabbando. Quando arrivò la legalizzazione, quel tipo di criminalità sparì. A suo parere bisogna agire su due fronti: da un lato legalizzare la droga. Non necessaria
mente tutte le droghe. Sarebbero sufficienti le droghe leggere. Dall'altro lato agire sull'educazione. "In meno di vent'anni, siamo riusciti a fare del fumo un vizio non più alla moda. Perchè non tentare lo stesso con la droga? In effetti, oggi negli Stati Uniti chi fuma è considerato un candidato al suicidio e un attentatore della pubblica salute. Giornali e televisione hanno riportato con risalto le informazioni mediche sia sul fumo attivo che sul fumo passivo. I danni sull'organismo umano sono identici. La Elders - dice Kurt Schmoke, sindaco di Baltimora - è una donna coraggiosa. "Ha sollevato un problema di fronte al quale i politici chiudono gli occhi. Deve avere la nostra gratitudine". La Casa Bianca si fa ancora sentire: il caso è "chiuso".