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Conferenza Partito radicale
Leccese Annalucia - 15 dicembre 1993
Elezioni in Russia: intervista per radio
Intervista per Radio Radicale

Sono Ermuhamet Ertysbaev, segretario del Partito Socialista del Kazahstan, deputato e vice presidente della Commissione del Sovet supremo sui diritti umani.

Come vede i risultati delle elezioni politiche in Russia e quale risonanza politica potranno avere nel suo Paese?

Potrei così caratterizzare i risultati elettorali in Russia: credo che la scelta del partito di Zhirinovskij non possa che rappresentare un netto peggioramento dei rapporti tra la Russia e il Kazahstan su tutti i fronti, da quello politico a quello economico. Da un anno a questa parte in Kazahstan il Governo russo ha esercitato una certa pressione economica. Con queste nuove elezioni è andato al potere il fronte nazional patriottico nonché sciovinista rappresentato da Zhironovskij con il suo partito liberal democratico ed ho paura che la pressione diventerà anche di tipo politico ed i rapporti tra i due Paesi l'anno prossimo non potranno che peggiorare. Zhironovskij ha ottenuto molti voti dai russi che occupano parte del Kazahstan, comunque non bisogna dimenticare i risultati degli altri schieramenti politici come quello dei comunisti, del Partito democratico "La scelta della Russia" ed altri, ma bisogna anche tener presente che il 45 per cento della popolazione russa non ha votato perché è diffusa una certa

stanchezza e sfiducia nei confronti della politica e nella possibilità di queste elezioni di cambiare la vita dei russi. Per quanto riguarda, poi, le elezioni presidenziali fissate per il '94 credo che Eltsin avrà sicuramente, con il nuovo Parlamento, molto più che non con quello precedente, più problemi e decisamente meno chances di essere rielett

notizia che il Kazahstan ha aderito al Patto Internazionale di non proliferazione, può dirci qualcosa a proposito?

E' di questi giorni la notizia che il Kazahstan ha aderito al Patto Internazionale di non proliferazione, cosa può dirci a proposito?

Sì, due giorni fa c'è stata l'ultima seduta del Parlamento. A marzo ci saranno le elezioni politiche. Il capo di Stato del Kazahstan ha presieduto la seduta parlamentare e si è ratificato un documento di non proliferazione.Per questo possiamo definirci un Paese senza nucleare, per quanto sul territorio del Kazahstan si trovino armi nucleari che però non si trovano sotto la diretta autorità del Ministero della Difesa. Con un'ampia maggioranza è stato approvato dal Parlamento questo documento in cui ci si impegna a non produrre e a non permettere l'esistenza di basi o armi nucleari che, d'altra parte, non sono di alcuna utilità per il nostro Paese.

La ratifica di questo documento ha comportato un duro lavoro politico?

No, assolutamente. Tutti i 60 deputati, tranne uno hanno votato per la ratifica del documento, dopo un esame di soli 35 minuti.

Lei ha in questi giorni preso parte al Congresso di fondazione della Campagna internazionale per l'abolizione della pena di morte "Nessuno tocchi Caino", tenutosi a Bruxelles. Può dirci le sue impressioni sul Congresso e quale sarà il suo impegno politico su questa campagna?

Bene, il Congresso organizzato a Bruxelles dal Partito radicale ha sicuramente lasciato in me una traccia molto positiva soprattutto per i contenuti e le idee umanitarie espresse negli interventi dei partecipanti. Prima del Congresso avevo prestato scarsa attenzione al problema della pena di morte. Ora, invece, nutrito dal confronto di idee e dalla giustezza di questa campagna sono risoluto a coinvolgere ed interessare i membri del mio partito che risulta essere il primo partito in Kazahstan, nonché ad informare la stampa e gli altri mezzi di informazioni su questa campagna. Purtroppo la difficile situazione sociale e politica che sta attraversando il mio Paese come anche gli altri Paesi dell'ex-URSS, fa sì che la pena di morte venga non solo mantenuta ma anche sostenuta. Purtroppo nell'ex-URSS, in cui si assiste anche ad una recrudescenza della delinquenza e della criminalità. A questo si deve aggiungere che la pena di morte che la cultura della pena di morte è retaggio del non lontano nel tempo sistema s

ovietico. Durante il Congresso l'idea imperante e da tutti condivisa di una società umana in cui ci sia il pieno rispetto dell'individuo come tale, mi ha fortificato nella convinzione che anche in Kazahstan, con uno strenuo impegno politico e culturale, soprattutto, si riuscirà ad abolire la pena capitale.

Durante questo Congresso Lei si è iscritto al Partito radicale per il 1994. Se dovesse rivolgersi agli ascoltatori di Radio Radicale per chiedere loro l'adesione al Partito cosa direbbe?

Vorrei dire a tutti gli italiani in ascolto che soprattutto in questo momento è indispensabile sostenere il Partito Radicale. Ho avuto più volte occasione di incontrarmi con i radicali e ho sempre avuto l'impressione che caparbi e ostinati nel perseguimento dei loro obiettivi e dinamici e combattivi sul fronte della difesa dei diritti umani. Essi in qualsiasi Paese si trovano sul fronte democratico. L'idea del Partito radicale transnazionale di unire i parlamentari di tutto il mondo è meravigliosa ed ogni parlamentare nel proprio distretto elettorale ha la possibilità di propagandare le idee e gli obiettivi di questo Partito, così come faccio spesso io con il mio elettorato che, devo dire, si mostra sempre molto interessato alle battaglie radicali. Io credo che il Partito radicale transnazionale sia un'importante organizzazione politica internazionale, e che possa avere buone chances soprattutto in Italia. Mi sono iscritto per la prima volta l'anno scorso e con il mio contributo ora ho voluto confermare la m

ia piena disponibilità a collaborare attivamente affinché sia a livello sociale che parlamentare penetrino le idee radicali e si possa anche instaurare una più salda interdipendenza e collaborazione tra i vari parlamentari dei diversi Paesi.

 
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