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Conferenza Partito radicale
Giannini Leonello - 21 dicembre 1993
da L'UNITA'
-L'AMERICA RISCOPRE LA DROGA ANNI 70- dall'inv. Massimo Cavallini

E' in aumento il consumo di marijuana e Lsd, ma anche dell'eroina.

Boom di iscrizioni ai movimenti antiproibizionisti. Clinton li ascolterà?

Torna in America la cultura della droga? Molte ricerche ritengono di sì. I consumi di marijuana e di Lsd appaiono ovunque in aumento. E altrettanio accade, sul fronte delle droghe pesanti, per l'eroina. Cresce di nuovo il movimento per la lelalizzazione. Ma è assai poco probabile che Clinton, il presidente che fumò, ma non inalò, finisca per sposare anche solo parzialmente le posizioni anti proibizioniste..

_ CHICAGO. Demonizzata per ben oltre un decennio, la cultura della droga pare sul punto di riemergere nella forma d'un sottile ma ben visibile "fil di fumo" dalle ceneri degli anni 70. E, stando ai risultati d'una miriade di ricerche parziali (condotte per lo più nei college) il fenomeno già sembra essersi tradotto in un considerevole incremento nei consumi marijuana e di Lsd. Prevedibilmente complesse stando a sociologhi ed esperti di costume sono le ragioni d'un tale ritorno alle passioni ed alle rilassatezze del passato. Ma certo è che tracce dell'avvenuta risurrezione già sono più che evidenti nel grande specchio dei media e dello spettacolo. Molti gruppi musicali fanno infatti rilevare le indagini sono tornati ad apertamente esaltare l'uso di marijuana. E non brevissimo è l'elenco dei film recenti, in cui il tanto vituperato »fumo è stato rappresentato in una chiave di complice allegria. Su tutti il divertentissimo »Dazed and confused" di Richard Linklater felicemente pubblicizzato da uno slo

gan di chiarissime rimembranze clintoniane: »Finalmente annunciavano i manifesti un film per tutti coloro che davvero hanno inalato (Clinton, come si ricorderà, durante la campagna elettorale sostenne d'aver fumato una sola volta negli anni dell'università. E I didn 't inhale d'aver accuratamente evitato d'inalare). Il tutto mentre va prendendo piede una vera e propria pot fashion T shirts e cappelli da baseball con piantine di marijuana ed i gruppi di pressione favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere stanno vivendo un boom di iscrizioni. »Da qualchè mese dice Richard Cowan direttore della National Organization for the Reform of Marijuana Laws facciamo fatica a tener dietro alla domanda".

Un tale revival si fonda, ovviamente, sulla rinnovata convinzione compartita da una buona parte della comunità scientifica che la marijuana non solo arrechi meno danni di molte droghe legali (alcool e tabacco in testa), ma che, alla stregua d'una tisana, sia un mezzo d'innocua e naturalissima ricerca del piacere. Una tesi, questa, che come già negli anni 70 presenta un risvolto della medaglia tanto sul piano medico, quanto su quello sociale. Qualche studioso torna infatti a ricordare come la marijuana abbia in effetti livelli di benzopirene e catrame entrambi cancerogeni assai superiori a quelli del tabacco. Ed altri rivelano come l'»erba" oggi tornata sui mercati presenti quantità di Thc il principale dei suoi ingredienti psicoattivi fino a dieci volte superiori a quelle d'un tempo. Con conseguenze ancora tutte da valutare sul piano della salute mentale.

Nel reinfervorarsi del dibattito, tuttavia, la più convincente controindicazione sembra essere questa: come già negli anni 70, agli aumenti nei consumi di alcune droghe leggere fa da contrappunto un analoga ed assl meno innocua impennata dell'eroina. Una coincidenza, o la prova che tra i due fenomeni esiste una connessione?

Comunque sia, è assai poco probabile che i nuovi crociati della legalizzazione trovino oggi anche solo parziale udienza alla Casa Bianca. La, ragione? Grosso modo la stessa che, qualche mese fa, spinse l'»imboscato Clinton ha dar pubblica prova di.virilità militare ordinando il bombardamento di Bagdad. Owero: deciso inlatti a cancellare la propria, pur assai remota, fama di »hippy debole con il vizio" - la battuta inhale to the chief, deformazione del classico hail to the chief, saluto al capo, aveva fatto da imbarazzante contrappunto a tutta la sua campagna elettorale - il presidente sembra oggi assai più propenso ad indurire che ad ammorbidire i temmini della tradizionale politica proibizionista. E lo si è visto giomi fa, allorchè ha reagito con brusca immediatezza alle pur vaghissime e timidissime affermazioni della sua Surgeon General, Jocelyne Elders (la quale aveva accennato alla possibilità che una eventuale legalizzazione della droga potesse contribuire ad abbassare i livelli di criminalità) .

Alle rinvigorite schiere dei fumatori di marijuana non resta dunque che godersi -inalando- questa probabilmente breve parentesi d'auge e di tolleranza.

 
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