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Conferenza Partito radicale
Sarkanovic Slaven - 30 dicembre 1993
APPELLO PER L'AIUTO CONTRO LA DECISIONE
DEL GOVERNO DELLA PICCOLA JUGOSLAVIA

ALLA RISPETTABILE DIREZIONE DEL PARTITO RADICALE

Probabilmente siete informati che il Governo della Piccola Jugoslavia ha deciso di introdurre le tasse per il transito della frontiera, e questa decisione sarà in vigore il 31.dicembre 1993. Questa decisione non ha la base ne nella Costituzione ne nelle leggi, e la cosa la più importante è che fu emanata nel periodo di "inter regnum", in momento quando nel nostro cosi detto "stato" non funziona nessuna democrazia.

Il "DZVM" (partito democratico degli Ungheresi di Vojvodina) ha mandato questa lettera al Primo ministro della Jugoslavia (SRJ), prima che la decisione viene in vigore.

Temerin, il 26.dicembre '93

Dr. Radoje Kontic

Primo ministro della SR Jugoslavia

Belgrado

Egregio Primo ministro,

Vi informo che gli Ungheresi di Vojvodina sono stupefatti con la notizia che il Vostro Governo ha l'intenzione di introdurre le tasse per il transito della frontiera. Non nego i bisogni del bilancio statale, ma devo avvertirvi, che la tassa di 10 marchi per un singolo e di 50 marchi per la macchina rappresenta un vero scioc economico per tutti gli Ungheresi, con questa decisione loro diventerano una poveraglia affamata, sull'orlo della rovina, o almeno la parte la più grande di loro.

Il piccolo mercato nero (di questo grande si occupano gli altri) chiede tantissimi transiti della frontiera, questa tassa non la può sopportare, e cosi l'esistenza di 15 mila famiglie ungherese è direttamente minacciata. Naturalmente, questa misura non riuscirà di ridurre il mercato nero grosso, al contrario lo porta verso una posizione di monopolio. Bisogna anche dire che la benzina necessaria per l'agricoltura di questa parte dello stato la provvede proprio il mercato nero piccolo.

So che questa decisione riguarda tutti i cittadini, non solo gli Ungheresi, ma devo sottolineare un fatto, secondo la statistica di prima e la pratica terribile di oggi. Per anni gli Ungheresi, ed anche le altre minoranze, lavoravano per un salario assai basso, perché ottenevano sempre un lavoro tale, grazie alla loro educazione minore ed anche alla loro "disposizione politica". Oggi durante la guerra civile nella ex Jugoslavia, la disoccupazione tra gli Ungheresi aumenta per 30% più veloce della media. Finalmente, è una cosa nota a tutti, che con la scusa che bisogna mantenere i profughi, gli Ungheresi non ricevono l'aiuto umanitario della Comunità europea.

Per queste ragioni gli Ungheresi di Vojvodina non hanno tante riserve come gli altri. Cosi gli Ungheresi diventano vulnerabili in modo sociale. Il mercato nero piccolo e quello grosso, nelle nostre condizioni sfortunate, è diventato l'economia regolare, e la misura che minaccia un numero cosi grande degli Ungheresi che si occupano di questa "economia regolare", è anche un atto della pulizia etnica in modo silenzioso.

Vi prego di non dare il sostenimento alla decisione che fa più male che bene.

Saluti cordiali! Agoston Andras, presidente

La lettera del presidente Andras non ha ottenuto il risultato, la decisione è in vigore in modo seguente:

- per ogni transito della frontiera i singoli pagano 10 marchi,

- per ogni transito della macchina bisogna pagare 30 marchi.

Mi rivolgo alla Direzione del Partito radicale e chiedo di cominciare subito con una campagna internazionale contro la decisione del Governo jugoslavo. Con questa decisione i cittadini sono diventati schiavi, anzi alcuni tra loro sono prigionieri nella propria patria.

Prego di includere tutti i membri del Partito radicale che sono anche i parlamentari, se è possibile anche il Parlamento europeo e la Comunità europea.

Spero che questo mio appello avrà risultati.

Saluti cordiali! Balla Lajos-Laci

membro del Consiglio Federale

 
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