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Conferenza Partito radicale
Giannini Leonello - 11 gennaio 1994
L'Onu non riesce a trovare i fondi necessari rischia di saltare la »Norimberga jugoslava
di Marco Ventura - Il Giornale, 11 gennaio 1994

Le indagini sui crimini commessi nell'ex Jugoslavia rischiano di non decollare mai. Non per le difficoltà (che pur ci sono) di raccogliere le prove sul campo o di obbligare le parti in lotta alla collaborazione, ma per l'incapacità delle Nazioni Unite di reperire i fondi necessari. Insomma per una volgare questione di soldi. A lanciare il grido d'allarme in un dibattito a »Radio Radicale sono stati il presidente del Tribunale istituito dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, l'italiano Antonio Cassese, e il presidente della commissione esperti (in pratica gli investigatori), l'egiziano Cherif Bassiouni che dipende dal segretario generale, Boutros Ghali.

Il dettaglio ancora piú sconfortante è che per concludere la prima fase d'indagini mancano solo 350mila dollari, quasi sei miliardi di lire. Lo stanziamento complessivo per il Tribunale di guerra ammonta a 50 miliardi, in buona parte »reperiti da un fondo volontario al quale l'Italia contribuisce con tre miliardi per il '94. Nel corso del dibattito il segretario del Partito radicale, Emma Bonino, ha annunciato a Cassese e Bassiouni che scriverà una lettera aperta, un appello al ministro degli Esteri italiano Beniamino Andreatta, perché parte dei 3 miliardi venga »immediatamente messa a disposizione del Tribunale.

Cassese, in partenza ieri per l'Aia dove ha sede l'organismo Onu, ha concordato con Bassiouni, denunciando lo sfascio organizzativo delle Nazioni Unite e »gli ostacoli meschini che si frappongono allo svolgimento di un'attività cosl importante , al punto che non ci sono i soldi per allestire una sala delle udienze e il personale è costretto a operare senza contratti di lavoro e senza la certezza di essere pagato alla fine del mese: »E una situazione di fronte alla quale cascano le braccia , dice Cassese. E aggiunge: »Le spese piú rilevanti riguarderanno i rimborsi di viaggio per i testimoni e le vittime dei crimini, ma sono tante le esigenze anche banali alle quali normalmente non si pensa. Un esempio? Se un investigatore deve sviluppare un rullino fotografico che contiene delle prove, non potrà certo affidarlo a un laboratorio qualunque, è il Tribunale che deve averne uno proprio. Chi lo paga? .

La Commissione di esperti rischia addirittura di chiudere prematuramente: lo scorso agosto Bassiouni comunicò a Boutros Ghali che gli accertamenti non sarebbero stati completati prima del luglio '94, ma gli stanziamenti bastano solo fino ad aprile e il segretario generale ha risolto il problema alla buona: »I lavori ha detto devono essere chiusi in quattro mesi . E cosí rischia di saltare l'intero piano d'azione. Cassese dice ancora: »Qualunque pianificazione a lungo termine diventa impossibile .

Un esempio concreto? »Non potremo completare le indagini sulle fosse comuni di Vukovar , si lamenta Bassiouni: »Già sono molto difficili. L'ultima volta ci siamo andati in 65, tra medici militari, patologi, awocati e giudici internazionali. Abbiamo chiesto l'accesso ai leader locali che ce l'hanno negato. E il comandante belga dell'Unprofor (il contingente di protezione Onu) ha ammesso di non poterci fare nulla, perché non rientra nel suo mandato obbligare le parti. Siamo stati costretti a ritirarci. Abbiamo quindi preso accordi con il presidente e il primo ministro della "Repubblica serba di Krajina" ma il terreno ora è ghiacciato, gli schéletri si vedono a livello della terra ma non si può scavare, e la riesumazione è rimandata ad aprile .

Quando, per l'appunto, Boutros Ghali vorrebbe che l'indagine fosse già chiusa »In quelle fosse aggiunge Bassiouni ci risulta che si trovino le salme di 204 soldati croati uccisi sommariamente in campo aperto a cinque chilometri dall'ospedale di Vukovar dal quale erano stati prelevati, feriti . Altro progetto a rischio, quello sugli »stupri etnici . Il 30 gennaio sara avviata un'»azione massiccia a Zagabria con l'arrivo di 26 esperti: quattordici »avvocatesse e magistrate accompagnate da otto psichiatri .»Per la prima volta , annuncia Bassiouni, »si farà uno studio a cosí alto e ampio livello sull'impatto della violenza contro le donne. Purtroppo gli stupri continuano anche dove non si combatte come strumenti di bonifica etnica per terrorizzare le famiglie d'etnia diversa e costringerle ad andarsene. Sappiamo per esempio di studenti costretti a violentare in pubblico le compagne di scuola . Marco Ventura

 
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