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Conferenza Partito radicale
Caridi Paola - 12 gennaio 1994
PGA- tribunale permanente

Intervista Rob Dixon, dei Parliamentarians for Global Action

Quali sono le attività del PGA sulla questione del Tribunale Penale Internazionale Permanente e in particolar modo la pressione politica sulla Commissione Legale Internazionale che si occupa dello statuto?

Quello che stiamo facendo ora sulla falsariga della pressione politica sulla Commissione Legale Internazionale è premere sui diversi governi nazionali in tutto il mondo, perché il modo migliore di far pressione sulla Commissione Legale Internazionale è attraverso i governi, finché è dai governi che l'ILC prende ordini sotto la forma delle raccomandazioni che inviano. E' particolarmente importante concentrarsi sul governo nazionale, perché è questo a dare l'approvazione finale al Tribunale,

e lo ILC sta semplicemente cercando di mettere assieme quello che i governi trovano accettabile. Quello che stiamo cercando di fare, quindi, è di incoraggiare un sostegno politico allargato da parte dei governi e, per raggiungerlo, di mettere queste idee nelle osservazioni che i governi devono spedire al segretario generale dell'Onu entro il 15 di febbraio di quest'anno. C'è un ampio spettro di questioni che i governi debbono considerare, ma la più importante è un sostegno generale all'idea di un tribunale permanente.

Secondo le sue informazioni, gli Stati membri stanno inviando le loro osservazioni alla Commissione Legislativa Internazionale sulla bozza di statuto, come richiesto dall'Assemblea Generale.

Penso che molti Stati stiano prendendo la questione in seria considerazione, perlomeno più seriamente del passato. Persino gli Stati Uniti stanno mettendo su una commissione speciale all'interno dell'amministrazione, e hanno il 15 febbraio come scadenza ultima.

Quali sono i passi successivi, dopo questa scadenza del mese prossimo?

La cosa più importante, dopo questa data, è di prendere queste osservazioni da parte dei governi e di usarle per finire la bozza di statuto quest'anno. Penso che sia molto, molto probabile che questo possa avvenire, visto che lo ILC ha praticamente quasi finito già adesso la bozza di statuto, hanno solo bisogno di avere questi suggerimenti politici dai governi. Questa è la prima cosa, anche se la vera questione è cosa succederà dopo la conclusione di questo lavoro sul progetto di statuto, perché il prossimo settembre deve tornare all'Assemblea Generale che deve decidere cosa farne. Possono accadere un sacco di cose, e questa è una delle più grandi questioni a cui dobbiamo stare attenti nei prossimi mesi.

Lei vuol dire che la questione diverrà a quel punto solo politica...

E sempre più lo diventerà. Non si può certo dire che le questioni tecniche e legali non siano importanti, ma queste possono esser risolte se c'è la volontà politica. Penso sia importante probabilmente trovare un altro tipo di meccanismo diverso dall'Assemblea Generale per prendere questa bozza di statuto e spostarla in una forma accettabile verso un'istituzione realmente operativa. Insomma, se si lascia la bozza di statuto alle decisioni dell'Assemblea Generale, lì ci saranno così tanti governi che si oppongono del tutto all'idea che vorranno semplicemente parlarne al solo scopo di dilazionare il processo di costituzione del Tribunale Permanente e di rinviarlo sine die cercando una forma accettabile per tutti.

Quali sono i paesi che si oppongono al Tribunale Permanente.

Ci sono due gruppi di stati. Da una parte, ci sono gli Stati come la Cina e altri dei più grandi paesi in via di sviluppo che hanno diverse sensibilità sulla questione dei diritti umani, nonché sensibilità sulla sovranità nazionale. Questi paesi hanno paura che un tribunale come questo possa essere usato per esempio dal Consiglio di Sicurezza o da alcune delle potenze occidentali contro di loro. E' in certo ironico, perché dall'altra parte, nell'altro gruppo ci sono gli Stati Uniti, che sono anche loro potenzialmente scettici sulla questione. E il problema è che non sappiamo ancora oggi quale sarà la politica americana sul tribunale. Sembra ci siano punti di vista differenti all'interno dell'amministrazione Clinton, e una delle cose che stiamo cercando di fare come associazione è usare i nostri membri nel Congresso americano e lavorare con loro per far giungere la voce dentro l'amministrazione americana che questa è una questione importante da prendere seriamente.

Quale ruolo può avere l'opinione pubblica. Insomma, può l'opinione pubblica esercitare una forte pressione sui governi nazionali e sulle istituzioni internazionali, e in che modo?

Credo che il ruolo dell'opinione pubblica sia molto importante. Dal punto di vista di PGA, della nostra associazione, nel passato abbiamo diretto la nostra azione politica soprattutto perché gli stessi leader politici modificassero le proprie opinioni e non abbiamo lavorato molto con i mezzi di comunicazione. Anche se devo dire che ci stiamo muovendo sempre più con l'opinione pubblica e con i media, così come dimostra anche questa intervista. Crediamo quindi fermamente che una pressione sui media abbia il suo valore. Vorrei sottolineare il risultato di un recente sondaggio negli Stati Uniti che mostra che l'83% della gente sostiene l'idea di un tribunale delle Nazioni Unite che abbia il potere di arrestare leader nazionali che commettano diversi tipi di crimini internazionali. Questo consenso aumenta anche quando si avverte la gente che anche un presidente degli Stati Uniti potrebbe essere arrestato un giorno ed essere processato di fronte a questo tipo di corte. Credo, quindi, che usare i media per pubblici

zzare l'iniziativa del tribunale penale internazionale può realmente riuscire a galvanizzare l'opinione pubblica e trasformarla in una forza importante per il cambiamento politico.

Cosa pensa di iniziative come quella radicale dell'appello per l'immediata istituzione del tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia. Può essere un modo per canalizzare la pressione internazionale? Hanno organizzazioni come PGA o come il partito radicale anche altri strumenti?

La via più importante, ripeto, usata da PGA per esercitare la sua pressione è stata quella diretta sui leader politici. Ed è un tipo di pressione che il partito radicale può esercitare benissimo. Ma c'è anche l'importante ruolo dell'opinione pubblica, e penso che per il tribunale ad hoc sui crimini commessi nella ex Jugoslavia l'opinione pubblica è specialmente importante, perché è una questione presente sulla stampa e sulle tv tutti i giorni. Gli orribili avvenimenti e la bonifica etnica in ex Jugoslavia sono qualcosa a cui reagisce realmente. La grossa questione qui è se il tribunale ad hoc avrà successo e funzionerà concretamente. Questo potrebbe avere un peso sulle prospettive del tribunale permanente.

Insomma, se il tribunale ad hoc riuscire ad avere successo, questo potrebbe essere il primo passo verso il tribunale permanente.

Sì. Potrebbe essere una forza estremamente vigorosa a favore del tribunale permanente. Viceversa, se il tribunale ad hoc avesse seri problemi, il processo per la costituzione della corte permanente sarebbe più difficile e ritengo che, se dovessi intravvedere questi problemi, dovremmo essere preparati a spingere anche di più se possibile per il tribunale permanente e che sarebbe molto più semplice se si istituisse questo tipo di corte in anticipo, senza aspettare che succeda ciò che è successo in Jugoslavia per metter su il tribunale ad hoc. Insomma, abbiamo bisogno di guardar molto da vicino a cosa sta succedendo in Jugoslavia perché ciò potrebbe avere un grande effetto sull'iniziativa riguardante il tribunale permanente.

 
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