Ho letto il documento di sintesi dell'attivita' di un anno che mi e' pervenuto unitamente alla richiesta di reiscrizione al Partito Radicale.
Preciso che condivido tutte le iniziative assunte e sono anche soddisfatto dei risultati raggiunti, ma devo sottolineare quella che mi appare come una grande contraddizione: un impegno non specifico o comunque, mirato alla difesa della democrazia vera in Italia.
Chiarisco che scrivo senza alcuna nota polemica ma sono spinto dalla preoccupazione che nasce in me dalla constatazione sempre piu' frequente della caduta vorticosa e vertiginosa dei valori di giustizia vera e della vita democratica.
E' vero che Marco Pannella, che mi legge per conoscenza, ha avuto qualche impennata di ribellione innanzi ad episodi o a qualche evento di clamorosa lesione di una delle tante garanzie costituzionali negli ultimi due anni violate travolte e stravolte a ripetizione, con la copertura dei " media " e della prevalente opinione pubblica, qualunquisticamente schierata per un generico, ma pericoloso "crucifige" ma e' pur vero che e' mancato in Italia un impegno a tutto campo di difesa dei diritti elementari dell'uomo e direi dello stesso Parlamento che alcune volte e' apparso pietosamente impegnato piu' a non dispiacere troppo l'on.Scalfaro ovvero il dott. Borrelli che non a rivendicare un proprio autonomo ruolo nella funzione legislativa.
Eppure autorevoli osservatori esterni non hanno esitato a scrivere con lucidita' estrema e chiarezza assoluta che in Italia e' in atto una vera e propria " rivoluzione ", che non si realizza nelle forme proprie tradizionali, ma che tale e' e vede il prevalere del potere giudiziario su ogni altro, che allo stato appare soccombente e non in grado di ripristinare gli equilibri del dettato costituzionale.(vedi Minc " Le nouveau moyen age ", pg.143 e seg. ; D. Soulez Lariviere "Du cirque mediatico judiciarie et des moyens d'en sortir"
L'Italia viaggia verso la forma sempre piu' perfetta dello " Stato di polizia " : le leggi speciali antimafia ( che sono per certi aspetti aberranti soprattutto nella modalita' di applicazione elastica pur se varate sull'onda dell'emozione degli attentati Falcone e Borsellino ) e gli strumenti da esse previste sono a volte con indifferenza applicati a casi che con la mafia nulla hanno a che vedere .
Queste ultime, con il pentitismo (sic!)a premio, espongono ciascun cittadino al rischio di doversi difendere da accuse infamanti con probabilita' di difesa minimali, grazie ai superpoteri conferiti alla pubblica accusa in contrasto con lo stesso spirito del nuovo codice penale, che, pur non essendo un capolavoro di garantismo, chiaramente avrebbe voluto ridurre il ruolo del P.M. a quello di " parte "equiparandolo al ruolo della difesa.
In tutto questo il Consiglio Superiore della Magistratura, quale "organo al carro", non interviene in nessuna delle questioni preoccupanti che, pero', non sono sfuggite agli occhi di chi e' veramente preoccupato per le sorti della democrazia in Italia: il caso Parente, le dichiarazioni a ripetizione di Borrelli, fortemente invadenti e condizionanti rispetto al potere legislativo; il caso Di Pisa, che andrebbe chiarito rispetto alle indagini che quest'ultimo curava quando fu " attaccato ", " sbranato " e dato in pasto all'opinione pubblica perche' aveva osato mi pare indagare sull'insospettabile (Amministrazione Orlando, o sbaglio ?).
Lo si liquido' come " il corvo " e si porto' in trionfo Aiala di cui la Fumagalli pur ha detto qualche cosa il quale ( secondo il teorema di tangentopoli, che ha visto e letto , ovunque pur di applicare la " tortura della carcerazione preventiva ", concussioni ove invece sono chiare ed illecite operazioni di finanziamento ai partiti ) avrebbe quanto meno sfiorata anch'egli la concussione.
In parole povere mi chiedo, infatti, se una Banca avrebbe affidato ad un povero diavolo, ad un cittadino qualsiasi, non magistrato, centinaia di milioni in prestito e, quindi, quale ruolo abbia giocato la veste di Aiala rispetto alla decisione di sostenerlo o meno nei suoi svariati debiti.
Caponnetto e' altro capitolo a parte dopo il pianto in pubblico per Falcone e Borsellino diventa un eroe ed appare, nell'ultima campagna referendaria, in tutta Italia nel comune piu' piccolo come in quello piu' grande, al fianco di Orlando in un manifesto con foto per dire agl'italiani " io voto no "
Nessuno si e' chiesto quanto sia costata questa operazione grandiosa di comunicazione propagandistica e come "la rete" l'abbia finanziariamente sostenuta .
Oggi che anche la " LEGA " ammette che per assumere iniziative di sostegno elettorale su scala ampia vi e' bisogno di supporto economico, mi pare che ancor piu' il ricordo di quei manifesti (che significano miliardi) dovrebbe indurre a capire o quanto meno a pretendere delle spiegazioni sulla provenienza del necessario denaro.
Pannella si e' lamentato e la Bonino ne fa cenno della mancanza di spazio che negli ultimi tempi gli hanno accordato le reti nazionali: c'era da aspettarselo, abbiamo consentito all'"ex direttore" di "radio Praga" d'impartirci lezioni di democrazia dalla terza rete e dobbiamo ringraziare Dio che alla fine abbia ceduto anch'egli al vile denaro, preferendo il lauto contratto di Telemontecarlo alla possibilita' di dominare ed influenzare la pubblica opinione, utilizzando non correttamente una rete nazionale; abbiamo consentito a Santoro di condurre Samarcanda, che ha presentato all'Italia una serie di problemi, manipolandoli almeno per quelli a me gia' noti, come meglio riteneva, tramite una preselezione d'immagini e di persone da intervistare. Pacchetti, dunque, tutti preconfezionati con qualche voce contraria, ben debole ed isolata che aumentava solo l'indecenza del tutto quasi a rafforzare il teorema ed il fine della trasmissione.
Tutto questo si e' realizzato con il pubblico denaro , con il soldo dei cittadini, ai quali si e' mancato di rispetto , sottoponendoli alla disinformazione sistematica.
Abbiamo, cioe', consentito che impunemente si potesse mistificare l'informazione e deviare e stravolgere la notizia, senza colpo ferire e senza alcun problema. Sono venute meno, sul piano generale, la dovuta tensione ed attenzione nel vigilare perche' la qualita' reale della democrazia, dei suoi mezzi e dei suoi strumenti non venisse degradata.
In realta' cio', che avrebbe dovuto essere di tutti e nel rispetto delle idee e delle coscienze di tutti, e' diventato di dominio di alcuni ed e' stato posto al servizio a volte spudorato solo di una parte.
All'iniziativa, dunque, edificante ed ottima nonche' esaltante di aver finalmente ottenuto l'istituzione del Tribunale internazionale per i crimini commessi in alcune terre della ex Iugoslavia, avremmo dovuto affiancare altra utile e concreta iniziativa di tutela dei diritti elementari dell 'uomo nella nostra Italia.
Cosi' come non dovremmo assolutamente dimenticare di sorvegliare che sia correttamente applicata, quanto meno, la convenzione sui diritti dell'uomo relativa al trattamento penitenziario, utilizzando la transnazionalita' del Partito.
L'episodio ultimo del vegetariano che si e' lasciato morire in un carcere di Parigi, senza che le autorita' francesi facessero nulla per evitare questa immane tragedia, e' solo la punta manifesta di un mondo di sostanziale e gratuita violenza, che il detenuto subisce, il piu' delle volte tacendo per non cadere dalla padella nella brace.
Non e' mai, fortunatamente, troppo tardi.
Vorrei con tutte le mie forze che si realizzasse realmente in Italia un " progetto politico che fosse per dignita', per forza, per rigore antagonista del degrado di cui siamo quotidianamente come scrive la Bonino testimoni ", ritengo che se ne vogliamo la realizzazione dovremmo essere ancor piu' presenti sui grandi come sui piccoli " casi " ammesso che possano essere "piccoli"ove le regole della giustizia vera, del rispetto elementare dei diritti dell'uomo sono travolte e sconvolte con l'effetto terribile di una violenza prodotta, che devasta la persona e mortifica le sue qualita' umane.
A tal riguardo ricordo che segnalai un caso, che non esito a definire il "nuovo caso Tortora" a Marco Pannella, inviandogli un piccolo appunto.
E' una vicenda triste che vede nomi importanti (Don Riboldi, l'on. Vairo, Sica etc.etc.) in un modo o nell'altro recitare il ruolo di protagonisti ed un uomo un altro accusato ingiustamente ed a seguito di una grande montatura politica, iniziata da Imposimato, di associazione camorristica.
Chiesi a Pannella di potergliene parlare dopo avergli mandato un appunto scritto. Non ho avuto segnali.
Capisco che gl'impegni sono tanti, capisco che la vicenda deve essere compresa e per questo avevo chiesto l'incontro ma non mi scende giu' il pensiero che l'episodio sia stato sottovalutato perche' non vede nelle vesti di accusato un grande nome.
In Italia oggi e' necessario fare grandi battaglie di liberta' e di democrazia sudando sangue nel raddrizzare il pensiero di un'opinione pubblica quasi drogata dalla penna di Scalfari e di altri " media " che hanno gia' predeterminato nell'animo della gente giudizi e valutazioni pressoche' definitive.
Si puo' capovolgere questa situazione solo entrando nei fatti, nelle storie, nelle vicende per dimostrare in modo tangibile ed avvertibile il contenuto di mistificazione della verita' e di sopraffazione e violenza di certi tipi di azione posti in essere dai " media " stessi, dal potere giudiziario e da altri poteri in genere.
La stessa Tangentopoli, al di la' del fatto che vede forzosamente mutate le titolazioni giuridiche dei reati ( fatto gravissimo! ), perpetra fondamentali e pesanti ingiustizie in danno di centinaia per non dire migliaia di soggetti che hanno ricevuto ormai da un anno e piu' un avviso di garanzia, sono entrati nel mondo "degli inquisiti", oggi equiparato a tutti gli effetti ad una vera e propria "morte civile", e sono in attesa di un atto di giustizia, che nessuno sa quando e come sara' loro dato.
Nelle more devono astenersi da ogni forma di attivita' politico sociale e sopportare anche con notevole tolleranza gli attacchi della stampa che sul piano locale, quando non ha che scrivere ripesca qualche nome dall'elenco e lo ripropone al desco quotidiano di un'opinione pubblica, che sostanzialmente questo attende.
Rinnovo la mia iscrizione per il 1994, significando che riconosco e sento intimamente il bisogno che esista in Italia una forza che non si arrenda innanzi ai mali ed ai guasti che tutti conosciamo, che abbia soprattutto la capacita' e la volonta' di garantire agli uomini di questo Paese di vivere nella pienezza e nella certezza del diritto e del rispetto delle liberta' fondamentali.
Spero, altresi', di poter partecipare attivamente alle azioni che ho caldeggiato. Sono in attesa di un segnale.
Cordiali saluti, Francesco Lamanna
S. Maria C.V. 9.1.1994