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Conferenza Partito radicale
Giannini Leonello - 24 gennaio 1994
IL CARCERE DELL'ONU E' PRONTO
La Stampa, 24 gennaio 1994

Giuseppe Zaccaria intervista Antonio Cassese

All'Aia c'è un carcere quasi pronto, il primo carcere delle Nazioni Unite nella storia del mondo. Nascerà esattamente al centro del vecchio penitenziario della capitale olandese, il governo ha appena approvato i progetti, i secondini porteranno il basco blu:dovrebbe accogliere i criminali di guerra condannati per quanto hanno fatto, e continuano a fare in quel mattatoio che un tempo si chiamava Jugoslavia. Dico dovrebbe perché, a parlarne oggi, è quasi automatico immaginare quel carcere come la fortezza Bastiani della nuova giustizia internazionale, un grande edificio vuoto in attesa di detenuti che non si presenteranno mai. Se nessuno ferma la guerra in Bosnia chi mai potrà giudicarne i protagonisti? E quali possibilità di successo avrà mai un tribunale internazionale che, nato appena due mesi fa, già sembra sonnecchiare nella coscienza delmondo? Antonio Cassese docente di diritto internazionale a Firenze e presidente della corte internazionale, sembra ottimista. All'Aia, sta lavorando anche nel pomeriggio

di domenica, e al telefono racconta di un'attività che ha continuato a svolgersi lontano dalle luci dei mass media.

»Del nostro tribunale si sta parlando pochissimo, e in parte è stato un bene: siamo riuniti già da due settimane, continueremo a

discutere per le prossime tre. Alcuni scogli sono già stati superati e, mi creda, non erano questioni di poco conto

Parla della dotazione finanziaria?

»Non solo. Venerdì scorso il segretario generale dell'Onu è venuto

a incontrarci: il bilancio del tribunale internazionale è già stato approvato fino al prossimo aprile, e al più presto verrà ratificato per l'intero periodo, cioè due anni .

Trentadue milioni di dollari?

»Esattamente: una dotazione che ci permetterà di completare al più presto le strutture. Una trentina di investigatori, quelli che indagheranno sul campo, altrettanti sostituti procuratori. E' stato nominato anche un cancelliere, ossia un segretario generale, che è il professor Theo Van Boven, olandese, cui spetterà occuparsi di tutta la parte finanziaria. Infine abbiamo una sede: è la vecchia sede di una compagnia di assicurazione .

Avete però anche qualcuno che viene meno: la »CNN ha accennato a qualche problema da parte di Ramon Escovar Salom, il procuratore. »In effetti, nelle prossime settimane potrebbe accadere qualcosa . Dicono che in Venezuela, esaurita la procedura di »impeachment)) verso l'ex presidente, il procuratore Salom potrebbe essere nominato ministro della Giustizia, e dunque rinuncerebbe al tribunale dell'Aia.

»In tal caso bisognerà provvedere al più presto alla nomina di un nuovo procuratore. Ne ho appena riparlato con Boutros Ghali, che adesso si trova a Parigi . I candidati sono cinque, ma vista la delicatezza del caso - non c'è stata ancora la prima udienza, ed alla »nuova Norimberga già viene meno il grande accusatore- inutile chiedere nomi. Antonio Cassese preferisce insistere sui segnali positivi, che non sono pochi: »Nelle possime tre settimane metteremo a punto il progetto di regolamento: una sorta di codice di procedura internazionale che saremo noi stessi ad approvare, e poi a rendere operativo . Altre buone nuove giungono dal governo degli Stati Uniti: con Boutros Ghali, venerdì scorso a L'Aja era Madeleine Albright, ambasciatrice Usa presso le Nazioni Unite. »Ha portato la notizia racconta Cassese - di uno stanziamento ulteriore da parte del Governo Clinton: 45milioni di dollari in "servizi", ossia personale esperto in campo giuridico, attrezzature".

Iniziativa incoraggiante, professore: che però rischia di "americanizzare" una Corte nata sotto l'egida delle N.U., cioè di 184 Nazioni...

»Fino s questo momento ha stanziato 250mila dollari: per l'anno si prevedono tre miliardi di lire .

Resta l'enorme problema di indagini da svolgere in territorio di guerra. Ma soprattutto: qualcuno ha spiegato cosa succederà se, alla convocazione del Tribunale dell'Aja, i capi banda serbi o bosniaci risponderanno con un'alzata di spalle?

»Resta l'arma delle sanzioni contro il Paese che continua a nascondere il presunto criminale e su questo pèunto, Boutros Ghali ci ha fornito rassicurazioni importanti . In effetti, pare che il Segretario dell'Onu sia parso come in poche altre occasioni. C'è da temere, ha detto, solo il diritto di veto da parte di alcuni dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

Allora, professore: a quando i primi processi?

»A giugno: ne sono certo .

 
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