Zagabria 8.2.94. - Di rientro da Sarajevo, dopo una settimana, Sandro Ottoni, membro della segreteria del PR, ha dichiarato:
"Ho avuto decine di incontri con politici, intellettuali, giornalisti, famiglie e anche persone conosciute per strada. Tutti mi hanno espresso un profondo assoluto scetticismo e dolore sulla possibilità che la comunità internazionale possa intervenire per riportare la pace nei Balcani. Nessuno crede alle trattative se non come soluzione iniqua e temporanea. Alcuni sostengono la necessità di battersi fino all'ultimo piuttosto che accettare una pace ingiusta. Altri paventano il pericolo di un terrorismo senza fine, nel contesto di un pace precaria.
Il sostegno del Partito radicale al Tribunale internazionale viene giudicato positivamente, specialmente negli ambienti giuridici e intellettuali, ma permane lo scetticismo sul fatto che anche questa, come le altre risoluzioni delle Nazioni Unite, rimanga disattesa.
In appoggio a questa iniziativa radicale 32 cittadini di Sarajevo hanno deciso di iscriversi per il 1994.
La strage delle ultime ore, conferma che contro il terrorismo ed il banditismo organizzati, nè le rappresaglie nè i "bombardamenti chirurgici" di cui si ciancia potranno sortire alcuna conseguenza se non quella di ulteriori ritorsioni contro Sarajevo e le altre zone occupate. Solo una vasta operazione di polizia internazionale, con una massiccia presenza di caschi blu dotati degli armamenti necessari, può garantire il disarmo, la pacificazione, l'arresto dei criminali, che decine di risoluzioni delle stesse Nazioni Unite, vanamente impongono."