Sofia, 10 febbraio 1993
Nella capitale bulgara ha avuto luogo una assemblea pubblica del Partito radicale transnazionale.
Tra gli argomenti all'ordine del giorno l'antiproibizionismo sulle droghe e le nuove strategie di lotta all'Aids e alle pandemie, tema quest'ultimo sul quale si e' soffermata la relazione di Filippo di Robilant, consigliere della segreteria del Pr sulla questione in oggetto (la relazione e' riportata integralmente nel testo successivo).
I lavori sono stati aperti dal coordinatore per la Bulgaria Michele Boselli in presenza dell'ambasciatore d'Italia in Bulgaria Agostino Mathis, e sono stati seguiti da oltre cento persone, tra le quali numerosi medici e avvocati, ed alcuni deputati bulgari.
Sono intervenuti: la dr.ssa Daniela Rakitska, medico anestesiologo, con una dettagliata relazione sugli aspetti scientifici del fenomeno; il deputato del Movimento per i diritti e le liberta' prof. Ibrahim Tatarli ha parlato del Partito radicale in generale e delle sua battaglia per l'abolizione della pena di morte; il presidente dell'Unione esperantista bulgara prof. Kiril Popov ha evocato l'impegno del Pr per il diritto alla lingua internazionale; Venelina Berbenkova del Partito verde; lo scrittore Kostadin Kiuliumov ed il deputato della Nuova unione per la democrazia Gospodin Atanasov, dichiarando la loro iscrizione al Pr.
I lavori sono stati lievemente disturbati dalle intemperanze di un signore con la testa pelata in divisa paramilitare, presunto capo di una sedicente formazione neonazista, che inneggiando alla pena di morte ha intimato ai relatori "stranieri" di lasciare il territorio bulgaro entro 24 ore.
Dell'assemblea e' stata data notizia dalla radio e dalla televisione nazionale bulgara, e dal relay locale della Voice of america.
Durante la sua visita in Bulgaria, di Robilant ha incontrato anche i responsabili locali dell'Open Society Fund (fondazione Soros), con i quali sono stati trattati diversi argomenti di comune interesse.