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Conferenza Partito radicale
Ramella Simone - 25 febbraio 1994
PR: QUALE FUTURO?
Cosa fare per rendere il partito radicale una effettiva realta' transnazionale e transpartitica?

Con questo intervento vorrei stimolare il dibattito a proposito di come dovra' essere gestito il partito nel prossimo futuro.

Non sono ottimista. Dalla campagna per i trentamila iscritti di dodici mesi fa, ho visto scemare sempre di piu' l'entusiasmo e la partecipazione attorno alla proposta radicale.

Colpa dei mass media? Puo' darsi. Ma a me interessa dire cio' che a mio avviso non ha funzionato all'interno del partito.

Per prima cosa sono convinto, straconvinto, che il pr paga ancora le sue ambiguita' di fondo. Partito che ha scelto anni fa di non partecipare piu' alle competizioni elettorali, ma partito che viene costantemente identificato con Marco Pannella, che alle elezioni partecipa, eccome.

Proprio Pannella continua a ripetere che occorre distinguere tra Partito Radicale e Lista Pannella, e ricorda che del pr fanno parte parlamentari pidiessini, verdi, ex-democristiani, socialisti,...

Ma Marco non e' convincente. Il partito viene ancora identificato con lui e tutte le sue scelte di politica interna ricadono sul pr. Il risultato e' che adesso i radicali sono considerati di destra.

Niente di grave. Purtroppo pero' questa situazione ha portato molti iscritti a prendere le distanze dal partito radicale. Io me ne sono reso conto nel mio piccolo, discutendo con alcuni compagni d'universita'. Quando si parla del partito radicale si finisce sempre col parlare di Pannella, ed io sono considerato un miliziano delle truppe pannelliane. Tutte le importanti iniziative del partito passano inosservate. I radicali sono Pannella. E stop.

In parte questa identificazione tra Pannella e il pr e' comprensibile e inevitabile. Marco effettivamente e' stato per anni il partito radicale. Questo e' un merito che nessuno puo' privargli.

Tuttavia un partito che ha l'obiettivo di essere transnazionale e di superare le vecchie nefaste frontiere ideologiche non puo' essere identificato con una persona. Neppure con un grande come Pannella.

Io penso che il partito debba smettere di essere "pannellacentrico". Per fare chiarezza sarebbe piu' giusto che chi ricopre cariche all'interno del partito radicale si occupasse solo del partito, senza candidarsi in nessuna lista. Il riferimento e' alla segretaria Emma Bonino e a tutti gli altri esponenti del pr che hanno scelto di schierarsi al fianco di Pannella nella campagna elettorale per le prossime elezioni.

E' irrealizzabile quello che chiedo?

Forse in questo momento lo e', pero' rendiamoci conto che continuando su questa strada si creeranno sempre nuove spaccature, come disgraziatamente e' gia' successo sul fronte dell'antiproibizionismo.

Il rischio e' di ridursi sempre a dividersi tra chi e' con Pannella e chi e' contro Pannella. Alla faccia dei progetti transpartitici e transnazionali.

C'e' un'altra situazione di disagio che voglio denunciare. E' quella dei militanti di provincia come me che si sono sentiti un po' tagliati fuori dalla attivita' del partito.

Non e' il mio caso particolare, io sono riuscito a darmi da fare e ho partecipato abbastanza attivamente alle campagne che sono state organizzate (sono stato anche a Bruxelles al congresso di "Nessuno tocchi Caino"). Migliaia di iscritti, pero', hanno avuto solo contatti sporadici col partito e solo con la sede di Roma di via Torre Argentina, non a livello locale.

A Siena per la campagna contro la pena di morte mi sono ritrovato da solo, o insieme ad altri due o tre, ad organizzare i tavoli per la raccolta firme. Eppure a Siena nel febbraio scorso si erano iscritti in piu' di 150. Da Roma, pero', non ci sono stati forniti i loro nominativi.

Credo che sia grave per un partito che punta sul transnazionale non riuscire a coinvolgere gli iscritti a livello locale. Temo che in molti non rinnnoveranno la tessera.

(1-continua)

 
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